Zone of the Enders: The Second Runner MARS – Recensione

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6.5

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Zone of the Enders: The Second Runner MARS è un remaster di una versione remaster, del sequel del gioco originale Zone of the Enders uscito nel 2001, creato da Hideo Kojima
La figura di Kojima farà subito pensare ad un gioco pieno di drammi esasperati, lunghissime sequenze cinematografiche, un titolo nel quale robot, amore e morte vengono mescolati accuratamente in una storia dai risvolti oscuri. Ecco questo può descrivere molto accuratamente Zone of The Enders 2
Questo sequel venne pubblicato nel 2003 per PS2 e grazie ad un remaster HD nel 2012 della serie Zone of the Enders, anche i possessori di PS3 poterono rigiocare ai due capitoli originali. Le caratteristiche principali  della versione per PS4 sono la  possibilità eseguire il gioco a 60fps in 4k anziché a 1080p e una modalità in prima persona progettata per funzionare con PSVR.

Il gioco rimane per lo più invariato rispetto a 15 anni fa. Si tratta di un titolo che ci porta in un futuro prossimo pieno di battaglie tra mech volanti che si concentra sui rapidi movimenti e un mix tra combattimento a distanza e corpo a corpo. Si passa quindi da attacchi ad alta velocità contro una folla di avversari, oppure a velocità normale contro un singolo bersaglio.
ZoE richiede al giocatore la capacità di imparare ad utilizzare diverse sotto-armi assieme alle schivate, usare in maniera appropriata la guardia e cercare di capire come affrontare di volta in volta i nostri avversari.
E’ molto appassionante gestire tutte queste varie combinazioni, ottenendo una serie di combo che ci permetteranno di sfoltire la folla di nemici per concentrarci poi sui bersagli più impegnativi.
Dopo qualche ondata di avversari “normali”, saremo chiamati ad affrontare dei boss di fine livello. In questo caso più che di un combattimento si tratta di capire quali siano i loro pattern di attacco e di difesa per aggredirli nel momento giusto. Questa modalità ricorda molto da vicino i combattimenti di Metal Gear Solid, tanto per riconfermare che si tratta di un gioco dello stesso creatore, per cui alla fine più che la destrezza nell’uso delle armi, saremo chiamati ad usare il cervello.

Il peso dell’età si riflette negativamente sul gameplay di Zone of Enders, soprattutto per quel che riguarda la lentezza nel proseguire attraverso varie sezioni. Infatti alcune missioni prevedono di attraversare diversi gate e mi sono ritrovato a spendere 10 minuti buoni della mia vita per volare dal punto A al punto B. Tanto i combattimenti sono veloci, quanto il passaggio da una sezione all’altra è inesorabilmente lento e a volte pure noioso.

Se non avete mai giocato al primo titolo, allora prima di iniziare a giocare a ZoE 2 vi consiglio di leggere il mio speciale sull’originale, perché non esiste alcun “recap” iniziale e capire la storia criptica di Kojima non è affatto semplice. La trama viene narrata dai personaggi, che fanno riferimenti continui al mondo nel quale vivono, del quale però noi siamo completamente all’oscuro, completamente decontestualizzati 

Il nostro alter-ego è un pilota chiamato Dingo, che nella prima ora di gioco passa dall’essere uno spensierato appassionato di sport a combattente assetato di vendetta nei confronti di un suo vecchio amico divenuto una IA, al soldo di un generale che naturalmente mira a conquistare l’universo conosciuto. Ho semplificato moltissimo la trama, ma immaginate quanto dramma e sofferenza abbia potuto infondere Hideo Kojima in essa, se siete abituati ai suoi giochi.

Considerate che il gioco dura circa cinque o sei ore, ma in esse dovente anche contare due/tre ore di filmati narrativi, che purtroppo la traduzione in inglese non aiuta per niente a essere espliciti. Sembra quindi di essere buttati all’interno di qualcosa di alieno che fino alla fine rimarrà così, purtroppo. Si possono collegare i fili più semplici della storia tra di loro (Buoni vs. Cattivi per salvare l’universo), ma difficilmente si riuscirà a renderci conto di cosa stia realmente accadendo.

Oltre al doppiaggio, anche la direzione della recitazione risulta essere carente in termini di resa, risultando il parlato piatto come la narrazione fuori campo di un film polacco.
Il resto dell’audio ri-masterizzato del gioco è nitido e pulito in quanto la colonna sonora si abbina magnificamente all’azione, aggiungendo un’atmosfera particolare ai  combattimenti principali.  Se questa remaster si fosse limitata al 4K e all’audio rimasterizzato, allora vi avrei già detto di lasciar perdere, ma in questo caso Sony ha deciso di giocare anche la carta del PSVR, ma sarà riuscita a darmi un motivo per consigliarvi l’acquisto?
La realtà virtuale sicuramente alza un po’ il livello generale di ZoE 2, e solo per questo può valere la pena di spendere 30 euro in questo gioco. Quando indossiamo l’headset veniamo catapultati direttamente nella cabina di pilotaggio del nostro mech. Combattere e spostarsi  velocemente è un’esperienza davvero incredibile, e quando affrontiamo le battaglie più folli sembra effettivamente di essere in un altro gioco. Ci sono numerose opzioni per modificare l’esperienza VR a tnostro piacimento, dall’intensità dell’oscuramento dei bordi alla regolazione delle dimensioni del tuo corpo e della testa nella cabina di guida . Inoltre è inclusa l’ottima opzione di guardare l’intero gioco come un film attraverso il visore, e mentre mentre i filmati anime rimangono bidimensionali, altri filmati sono  mostrati in 3D.

Il gioco di base comunque non è stato assolutamente modificato nella sostanza per adattarlo al VR, anche se è stata introdotta una modalità “molto facile” per aiutarci a non perdere la bussola. La velocità del gioco mi ha causato in alcuni casi il “motion sickness”, perché spostarsi da un bersaglio all’altro è realmente disorientante, anche se è stata prevista l’inclusione di un modello del tuo mech da una prospettiva in terza persona sul cruscotto per cercare di alleviare lo stordimento.

Pro

  • Il PSVR ci porta in un gioco nuovo
  • Combattimenti rapidi
  • I Mech sono esteticamente eccelsi
  • Trama scritta da Kojima...

Contro

  • ..trama scritta da Kojima
  • Troppi tempi morti
  • L'esperienza con il PSVR può essere molto disorientante
  • Doppiaggio piatto e scialbo

Commento finale

Zone of the Enders: The Second Runner MARS mostra sicuramente la sua età, soprattutto nei contenuti. La grafica rimasterizzata è ottima, non tanto il doppiaggio e il voice-acting, mentre il PSVR da un valore aggiunto che farà la gioia di coloro che come me vogliono sentirsi il "pilota del robot" (cit. Gundam). I combattimenti sono veloci e divertenti, ma questo viene penalizzato da un sacco di tempi morti spesi nella narrazione di una trama troppo criptica anche per chi ha giocato il primo capitolo. Consigliato ai fan della serie solo se l'hanno amata alla follia e se vogliono provare una nuova esperienza di gioco attraverso la realtà virtuale, mentre per gli altri sarà solo un altro modo per criticare le scelte artistiche di Kojima.
6.5

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Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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