Ys VIII: Lacrimosa of Dana – Recensione

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8.2

Ottimo

Seguendo le novità già saggiate nei celebratissimi Ys VII e Ys: Memories of Celceta, NIS America e Koch Media ci portano oggi ancora una volta a vestire i panni del rosso Adol, spadaccino avventuriero sempre più vicino ad essere il “Link” della compagnia giapponese Falcom.

Ys VIII: Lacrimosa of Dana rappresenta tutto ciò che un giocatore old school possa desiderare: un cast di personaggi capaci di tenersi bene in equilibrio tra scene drammatiche e una linea narrativa dalle atmosfere leggere, un sistema di combattimento veloce e appagante e un’intera isola sconfinata da esplorare in cerca di tutti i suoi segreti. Parola d’ordine: avventura. Non c’è spazio per psicodrammi adolescenziali e atmosfere patinate nell’azione al cardiopalma dei combattimenti di questo Action RPG, versione migliorata ed espansa dell’omonima incarnazione PS Vita, ma solo tante cose da fare nella speranza di mappare tutto il territorio dell’isola di Seiren, in un tripudio di backtracking, schivate e parate da eseguire mettendo alla prova il proprio tempismo.

Adol Christin, l’avventuriero

A partire dal 2009 lo sviluppatore giapponese ha lavorato alacremente per svecchiare la formula della saga Ys, proponendo intrecci sempre più complessi, cast di personaggi variegati e direzioni artistiche elaborate al punto di poter catturare l’attenzione non solo dei fedelissimi appassionati provenienti direttamente dalla fine degli anni ’80, ma anche un pubblico occidentale sempre più recettivo alle atmosfere dai connotati “manga”. Lacrimosa of Dana non fa eccezione e pur proponendo un po’ tutti quei cliché tipici della saga, riesce a tenere incollati allo schermo grazie ad un intreccio piacevole (seppur non eccezionale) che si sviluppa attraverso le gesta di due eroi principali, ovvero il già citato Adol Christin e la serafica Dana, sacerdotessa dallo sguardo fiero che svetta sulla copertina accanto allo spadaccino. Senza anticipare nulla per evitare di rovinare la sorpresa, questo ottavo capitolo nasce in Giappone come sorta di Director’s Cut dell’edizione PS Vita, e di conseguenza straborda di contenuti; se la maggior parte del tempo si spenderà a zonzo per l’isola di Seiren alla ricerca di sopravvissuti e oggetti per potenziare il proprio accampamento, man mano che le ore di gioco si sommeranno si stratificheranno così tante possibilità ludiche che ci sarà letteralmente l’imbarazzo della scelta, fra minigiochi, esplorazioni notturne, un accampamento da far crescere e sessioni di pesca. Beccati questo, principe Noctis! Il tutto, ovviamente, pepato da richieste su richieste da parte dei PNG e dalla necessità di produrre una mappatura del 100% di ogni area esplorabile se si punta al completismo più fanatico: in poche parole, c’è tanto da fare!

Ciò che distingue Ys VIII dalla concorrenza rimane tuttavia la commistione di atmosfere, colonna sonora e meccaniche legate al combattimento, che sono fondamentalmente le tre attrattive principali della serie fin dal suo concepimento. In questo ottavo capitolo si controlla un party composto da tre avventurieri, opportunamente schierabili in campo alla pressione di un tasto specifico. Mentre i due companion seguono il giocatore grazie ad una IA molto più agile e “intelligente” del solito (sto guardando proprio te, Paperino in Kingdom Hearts!) si può decidere insomma di cambiare al volo l’eroe controllato per sconfiggere i nemici deboli ad un determinato tipo di attacco. Il tutto avviene in tempo reale e senza il minimo inghippo, e le schermaglie vanno via via arricchendosi di tutte le tecniche speciali imparabili mazzuolando nemici durante l’esplorazione. Su schivata e parata bisogna però spendere qualche parola in più, perché sono fra le azioni più appaganti dell’intero sistema di schermaglia: se la schivata effettuata al momento giusto ricompensa il giocatore con uno slow motion che invita gli eroi a reagire approfittando del vantaggio, una parata eseguita al momento opportuno rende direttamente invincibili per qualche secondo.

Lacrime ferme nel tempo

Nei momenti più concitati, magari durante lo scontro con uno dei tanti – e a volte pazzeschi – boss che si parano di fronte al trio di avventurieri, l’utilizzo accorto della parata e della schivata decreta la differenza fra un gruppo di avventurieri vincente e uno destinato a conoscere un triste destino. Bisogna tuttavia ammettere che la bontà del lavoro di Falcom per rendere il prodotto appetibile al più vasto pubblico possibile si riscontra anche nell’attenzione per i dettagli: comandi completamente rimappabili (consiglio di spostare la parata su R3), fast travel per facilitare il backtracking, tanti livelli di sfida, menù veloci per equipaggiamento e inventario e tante altre piccole attenzioni per il giocatore – come la salvifica possibilità di salvare ovunque e la presenza di numerosi checkpoint – fanno di questo Ys VIII: Lacrimosa of Dana un titolo che strizza chiaramente l’occhio al passato, ma lo fa con uno sguardo rivolto al mercato contemporaneo. Arrivare ai titoli di coda sarà una prova di abilità e strategia a prescindere dal livello di sfida scelto, ma il proprio viaggio potrà culminare solamente in uno dei tre epiloghi differenti; non è tutto: immancabile in titoli come questo, ecco spuntare una modalità New Game + pronta ad accogliere calorosamente i giocatori di ritorno, ma anche un ulteriore livello di sfida nel caso ci si sentisse in vena di virtuosismi all’arma bianca.

Detto questo, è giusto parlare dell’elefante bianco apparso nella stanza fin da quando il vostro sguardo si è posato su una delle tante schermate ritraenti il gameplay del gioco in questione: Ys VIII: Lacrimosa of Dana fa parte di una saga che da sempre non brilla per valori di produzione e in questo caso, pur cercando di limare il possibile, rimane una chiara produzione nata su console portatile; se il polycount rimane basso e le ambientazioni non brillano per esecuzione tridimensionale, la direzione artistica dai colori accesi, il character design espressivo e l’estetica generale, mossa – ovviamente – a 60fps, riescono a donare all’avventura di Adol un fascino retrò che ben si sposa col resto dell’impianto ludico. Potrà ricordare un titolo PlayStation 2 in alta risoluzione ma, signori, quanto diverte!

Pro

  • Sistema di combattimento veloce, ma non banale
  • Tantissime cose da fare
  • Rispetto del tempo del giocatore
  • Colonna sonora d’atmosfera

Contro

  • Tecnicamente poco credibile su PS4
  • La trama ci mette un po’ ad ingranare

Commento finale

Falcom consegna ai giocatori un “classico che profuma di nuovo”, e lo fa seguendo una filosofia che non è poi molto dissimile da quella di Square Enix e del suo Bravely Default: Ys VIII: Lacrimosa of Dana è un action RPG chiaramente studiato per far grufolare di piacere i giocatori più attempati, ma ha dalla sua un impianto ludico talmente valido e agile che potrebbe soprendere anche i neofiti. Provare per credere.
8.2

Ottimo

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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