Yakuza Kiwami 2 – Recensione

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8.8

Ottimo

Ho sempre conosciuto solo di nome la saga di Yakuza, senza averne mai giocato nessun capitolo nelle precedenti generazioni. Complice un fortunato sconto per l’edizione digitale, ho deciso di avvicinarmi al primo capitolo attraverso la versione Kiwami e dopo pochissime ore di gioco ero già conquistato dalla sua storia e dal suo gameplay. Yakuza Kiwami 2 è il secondo capitolo della serie, una remaster che riporta su questa generazione il titolo dell’epoca PS2 proseguendo l’ottimo lavoro già visto in Kiwami. Sottolineo che la mia valutazione non si baserà sul confronto tra l’originale e questa edizione, poiché non avendola giocata su PS2 mi sarebbe impossibile fare paragoni, ma sulle qualità “oggettive” del titolo.

Yakuza 2 fa partire la sua storia un anno dopo la conclusione del primo capitolo. Il clan Tojo sta ancora cercando di riprendersi dopo la crisi, quando il suo capo viene assassinato davanti al nostro Kiryu che si vedrà costretto a tornare nuovamente nel mondo della Yakuza. Per evitare quindi una guerra tra clan dovremo consegnare al clan Omi una proposta di pace, in quella che si rivela ben presto una missione diplomatica ricca di imprevisti e con l’ombra della temibile Jingweon (una fazione della mafia Koreana) che complotta contro di noi. La trama si dimostra fin dai primi momenti all’altezza del predecessore, offrendo continui colpi di scena e rimescolando le carte in tavola per creare un intreccio avvincente ed in grado di catturare l’attenzione del giocatore. La scelta di introdurre un lungo flashback iniziale (opzionale) si è rivelata vincente, permettendo così un rapido ripasso di volti ed eventi alla base del secondo capitolo. Una conoscenza quantomeno sommaria del primo capitolo è infatti necessaria per evitare di venire sopraffatti dalla mole di personaggi e da una narrazione che tende a dare per scontata (qualche volta un po’ troppo) la vostra memoria. Graditissima la possibilità di vedere i vari eventi riguardanti Majime attraverso una modalità apposita selezionabile separatamente nel menù iniziale. Un piccolo neo in quella che altrimenti sarebbe una trama ottima è senza dubbio il principale antagonista della storia, che non riesce mai a raggiungere il livello e la complessità dell’eccellente Nishikiyama del primo capitolo. Anche così però il nostro giudizio sulla trama è totalmente positivo.

Dopo una breve fase iniziale nel classico quartiere di Kamurocho, per l’occasione tirato a lucido e più luminoso che mai, l’azione ci farà spostare verso la pittoresca Sotenbori. Con i suoi connotati fortemente turistici, ed il suggestivo fiume che attraversa e divide il quartiere, Sotenbori si dimostra fin da subito in grado di ritagliarsi uno spazio tutto suo nel cuore dei giocatori. Lo spostarci da una zona all’altra a nostro piacimento, unita alla possibilità di esplorare l’interno di edifici come club e ristoranti, amplia notevolmente il respiro del titolo, che coglie l’occasione per espandere ulteriormente il suo catalogo di attività secondarie e sotto missioni. Queste si rivelano fondamentali per sviluppare al meglio il nostro alter ego, attraverso un sistema di progressione che ci permette di aumentare le statistiche e di apprendere nuove mosse con la spesa di differenti tipologie di punti esperienza guadagnabili nei modi più disparati (dal completare sotto missioni al mangiare determinati cibi). L’ottimo combat system appare quasi invariato nelle sue radici, offrendo come principale novità la scomparsa degli stili presenti in Kiwami in favore di un parco mosse più complesso. Le numerose sotto missioni presenti fungono da collante per l’esperienza di gioco, agendo quasi come un comic relief dall’umorismo tipicamente giapponese che caratterizza la produzione. A queste si affiancano numerosi mini giochi come baseball, golf, karaoke e via discorrendo, ma tra questi spiccano due attività: il Cabaret Gran Prix per la zona di Sotenbori e la Majima Construction per Kamurocho. Il primo ci vedrà alle prese con la gestione di un locale notturno, un vero host club dove sarà nostro compito offrire ad ogni cliente la compagnia femminile più adeguata in base ai suoi gusti. Un complesso sistema di accessori ci permetterà di personalizzare le varie intrattenitrici, aumentandone le caratteristiche in modo da soddisfare al meglio i nostri clienti. La Majima Construction invece consiste in una sorta di strategico in tempo reale, dove difenderemo il cantiere sorto sulle rovine del Purgatory dai vari attacchi di un gruppo di imprenditori senza scrupoli. Dovremo selezionare i nostri impiegati in base alle loro abilità e schierarli in modo accorto per difendere i preziosi materiali presenti nel cantiere. 

A queste novità da eco una rinnovata veste grafica, che riesce a superare il già ottimo risultato ottenuto con Kiwami. Il nuovo motore grafico conferisce un aspetto più vivo e vibrante alle varie zone del gioco, che catturano lo sguardo con le loro luminose insegne. Certo, le dimensioni della mappa di gioco tradiscono le sue origini, ma la mole di contenuti presenti fa rapidamente dimenticare questo aspetto. La modellazione dei volti rimane il punto forte della produzione, offrendo un livello d’espressività che trova il suo apice nelle tantissime sequenze filmate. Le animazioni si dimostrano all’altezza della situazione, trasmettendo con maestria la potenza dei colpi di Kiryu. Una nuova interfaccia accompagna agilmente il giocatore attraverso le numerose possibilità del titolo, permettendo una facile consultazione delle numerose missioni secondarie. Il lato audio ci accompagna con una colonna sonora ben realizzata, che si fa spazio con forza nelle scene più importanti. Il doppiaggio rigorosamente giapponese (accoppiato ad una localizzazione solo in inglese) può scoraggiare alcuni giocatori, ma la sua qualità conferisce carattere e pathos alle varie scene.

Pro

  • Trama avvincente
  • Ricchissimo di contenuti
  • Combat System appagante

Contro

  • Assenza di localizzazione e doppiaggio giapponese
  • A volte il suo humor può lasciare interdetti

Commento finale

Yakuza Kiwami 2 è un grade titolo, con un comparto tecnico soddisfacente ed una trama avvincente. Questa remastered è indubbiamente un’occasione da non farsi scappare per continuare a vivere i primi capitoli di questa bellissima saga che solo nell’ultimo periodo ha iniziato ad avere i suoi giusti riconoscimenti in occidente. Sperando che Sega continui a portare in occidente i titolo della saga (in particolar modo poi i suoi spin off Kenzan e Ishin), non posso che consigliare questo titolo, imprescindibile per chi ha apprezzato Yakuza Kiwami.
8.8

Ottimo

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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