Xenoblade Chronicles 2 – Recensione

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8.3

Ottimo

Xenoblade Chronicles X per Nintendo Wii U non riuscì a bissare il successo in termini di popolarità del ben più amato predecessore, che ebbe dalla sua un fandom infervorato e pronto a tutto pur di vederlo arrivare sul mercato nostrano. Migliaia furono le firme raccolte online per richiedere all’allora Nintendo Europe di localizzarlo e portarlo sui Wii italiani, tanto che il prodotto in questione venne portato prima nel Vecchio Continente e successivamente in America, rompendo “un ciclo della localizzazione” che da sempre vedeva il mercato statunitense in testa alle tempistiche.

Fatto sta che, per quanto riuscito, Xenoblade Chronicles X si dimostrò al lancio un prodotto estremamente ambizioso e rifinito, ma quasi alieno agli occhi di coloro che seguirono gli sforzi di Monolith Soft fin dai suoi albori, dapprima come staff interno di Square Soft e poi come team al soldo dell’etichetta Bandai Namco. Vuoi per le atmosfere estremamente occidentalizzate o per la mancanza di una linea narrativa solida, molti degli appassionati chiamavano a gran voce il ritorno di qualcosa che potesse ridar loro l’emozione di trovarsi di fronte all’epopea sci-fi fantasy di Shulk e compagni, eroi con alle spalle l’eredità di una narrativa “pomposa” come quella della serie Xenosaga per PlayStation 2.

Xenoblade Chronicles 2 è esattamente questo: il sequel diretto, seppur godibile anche da neofiti, di quell’universo tanto amato su Wii, ma soprattutto un RPG solidissimo in cui la storia non è un semplice sfondo ovattato da usare per giustificare meccaniche ludiche e battaglie contro enormi alieni. Ciò detto, bisogna anche affrancare il nome di questo team dal suo “controverso” passato di tessitura di intrecci mirati ad un pubblico di soli giovani adulti, poiché con questo nuovo titolo le tinte si fanno decisamente più adolescenziali. Bene o male? Chissà! Fatto sta che se in pieno 2017 possiamo parlare ancora di Monolith Soft come autori di una propria serie, e non solo impegnati in progetti su licenza, possiamo tirare un sospiro di sollievo.

IMMERSI IN UN MARE DI NUVOLE

Rex è il giovane protagonista di questo mastodontico RPG, un ragazzo capace di portare in sé tutte le caratteristiche tipiche degli eroi della narrativa “shonen”: è giovane, di buon cuore e pieno di entusiasmo, nonché impegnato nel recupero e nello studio di fossili sotto “il mare di nuvole” che rappresenta, per lui, il mondo intero. Appassionato da sempre di leggende e determinato a trovare una soluzione ad un’impellente problematica che starebbe decimando la vita nel suo mondo, il giovane si troverà ben presto invischiato in eventi molto più grandi di lui, affiancato dalla misteriosa Pyra, una “Gladius” dai poteri incredibili a cui giurerà di portarla verso la terra promessa: Elysium, il luogo in cui tutto ebbe inizio.

Se l’ambientazione è davvero titanica (è il caso di dirlo), ma il ritorno ad atmosfere adolescenziali potrebbe far inorridire (o semplicemente annoiare) i più grandicelli, è il sottotesto ciò che riesce meglio in questo nuovo figlio della tradizione JRPG, capace di far combaciare tutto senza creare le tipiche dissonanze ludo-narrative di cui sempre più spesso siamo testimoni (la giovane Croft che piagnucola dopo aver ucciso un cervo e che poi fa carneficina di soldati avversari, l’avete presente?). È vero, i cliché e gli stereotipi tipici dell’intrattenimento made in Japan sono chiaramente riconoscibili dopo nemmeno qualche minuto di gioco, ma fortunatamente un’ottima regia delle scene cinematiche e un accompagnamento musicale di grande impatto riescono a mascherare i passaggi meno ispirati delle vicende, sottolineati anche da un doppiaggio in lingua inglese a tratti imbarazzante, ma fortunatamente rimediabile grazie ad un DLC gratuito che propone la lingua giapponese.

Il marchio Xeno declinato alle esigenze di Nintendo ha sempre inaugurato lunghe battute esplorative nei mondi che da sempre lo popolano, e questo Chronicles 2 non fa eccezione: l’universo di gioco è vasto, composto da macro-mappe che formano regioni “chiuse”, seguendo una filosofia non dissimile da quella vista nel prequel per Wii piuttosto dell’open world “senza caricamenti” dell’incarnazione Wii U. Il colpo d’occhio è spesso aiutato da un level design capace di evolversi con intelligenza tanto in verticale quanto in orizzontale, e da una telecamera completamente personalizzabile e libera da qualsiasi impedimento, e, nemmeno a dirlo, anche questo prodotto Monolith Soft si difende piuttosto bene in quanto a panorami mozzafiato e vasti ambienti esplorabili, tanto che il senso di “enormità” delle location non viene mai meno, anche quando ci si trova a muoversi in anfratti rocciosi e momenti al chiuso. L’esplorazione è oltretutto promossa da veri e propri sentieri sbloccabili solamente se nel proprio party è incluso un membro con determinati abilità, promuovendo così il backtracking “sano” dei completisti e dei giocatori più curiosi, magari alla ricerca di segreti e tesori da far propri. Le subquest, invece, rimangono nell’ambito di quanto visto in passato, e sono per lo più dimenticabili.

VERSO ELYSIUM

Le Gladius, le forma di vita prima menzionate di cui fa parte la co-protagonista, sono vere e proprie armi viventi che, se legate ad un umano, danno il meglio di sé nella battaglia e sprigionano poteri incredibili; ovviamente non si tratta di semplici personaggi importanti per la storia, ma anche un elemento piuttosto importante del gameplay, il vero e proprio fiocchetto in testa a questo solidissimo prodotto: l’ennesimo se guardiamo alla recente storia di Nintendo Switch! E così’, proprio come nel già citato spin-off per Wii U, anche in Xenoblade Chronicles 2 ci si deve soffermare a parlare del sistema di battaglia, vera e propria stratificazione di meccaniche che, se all’inizio possono sembrare alienanti, diventano ben presto il pane quotidiano di chi vorrà seguire l’epopea di Rex e co. , ritagliando attorno ai suoi quick time event e alla sua dinamicità turnistica (sì, ci si muove, ma i personaggi combattono seguendo un vicendarsi di turni invisibili, come in un MMO) una commovente parentesi gioviale. Le mosse speciali non sono più affidate ad icone da “far scorrere” come nel prequel, ma legate ai tasti di facciata di joycon e joypad Pro, e si caricano dopo un numero fisso di fendenti mandati a segno. Messe da parte le lungaggini da derivazione MMO, torna ancora l’importanza del posizionamento del giocatore rispetto all’avversario, unita ora alla presenza delle già citate Gladius: allontanandosi dai compagni di squadra sarà inevitabile soffrire di malus, mentre al contrario i benefici saranno tangibili, per non parlare delle “Combo Gladius”, le mosse finali corredate da effetti speciali ed effetti devastanti.

Oltre alla già citata Pyra e ad alcuni personaggi della storia, Xenoblade Chronicles 2 propone un numero piuttosto cospicuo di Gladius a cui legarsi, creando tantissime combinazioni possibili in ambito di personalizzazione dei propri membri di squadra. Esistono gladius con affinità elementali, classi definite e anche di tipologia “unica”, tutte dal design curato da famosi illustratori provenienti sia dal mondo dei videogiochi (appare anche Soraya Saga, moglie del director del gioco) che da quello dell’intrattenimento, come autori di manga e character designer. Questi Gladius speciali, molte delle quali opzionali, sono immediatamente riconoscibili e aprono le porte ad un livello di personalizzazione ancora più profondo; l’efficacia del sistema di personalizzazione del party è oltretutto aiutata dalla possibilità di equipaggiare ogni membro del party con due accessori che ne modificano le statistiche e dalle borse, ovvero la possibilità di conferire bonus passivi a chi le utilizza con determinati oggetti consumabili. Non sarà profondo come l’arzigogolato gameplay di Xenoblade Chronicles X, ma anche questa volta ci troviamo di fronte ad un livello di profondità ludica davvero importante.

Infine, un commento sul profilo tecnico di una produzione che è destinata a dettar leggere sull’ibrida Nintendo: dettaglio grafico e direzione artistica riescono a proporre in modalità portable un colpo d’occhio assolutamente di gran pregio, al netto di qualche calo di frame rate nelle situazioni più affollate. Il ritorno ad un modello esplorativo libero potrebbe far venire alla luce qualche semplificazione poligonale nelle ambientazioni e sottolineare il sempre presente fenomeno del “clipping”, ma d’altronde, considerando l’ampio respiro del gioco in questione, è perdonabile. Ottime le scene cinematiche prerenderizzate, così come sono buone le cutscene dirette come se si stesse assistendo ad un anime d’azione estremamente curato, benché la dissonanza di stili in sede di character design (fra gli artisti impegnati spunta anche Tetsuya Nomura, il volto dietro a Final Fantasy e Kingdom Hearts) possa far sollevare qualche sopracciglio in alcune occasioni. Sempre seguendo questo sentimento corale, anche l’accompagnamento musicale è maestoso e in linea con quanto visto nel prequel per Nintendo Wii, col ritorno di Yasunori Mitsuda al timone (già compositore di Xenogears e Xenosaga Episode I) e di artisti di alto livello. Non me ne voglia Hiroyuki Sawano, ma la sua prova su Xenoblade Chronicles X non ha lasciato il segno nel mio cuore come il lavoro svolto dal volto dietro a classici come Chrono Trigger e Chrono Cross.

Pro

  • Gameplay profondissimo, ma alla portata di tutti
  • In modalità portable un vero miracolo della tecnologia
  • Ampissima possibilità di personalizzazione del proprio party
  • Colonna sonora maestosa
  • Scene cinematiche e narrativa sicuramente intrigante per un pubblico adolescenziale…

Contro

  • … ma potrebbe sembrare fin troppo stereotipata agli occhi dei più grandicelli
  • Doppiaggio inglese agghiacciante
  • Qualche calo di frame rate
  • Sottoquest non sempre all’altezza

Commento finale

Xenoblade Chronicles 2 è il tanto agognato ritorno al passato che i fan di Xenoblade Chronicles per Nintendo Switch volevano, baciato da valori produttivi decisamente più alti che in passato e da uno sforzo artistico davvero notevole. Scotta un po’ sentirsi “troppo grandicelli” per certe tematiche, ma il titolo Nintendo è sicuramente una delle produzioni consigliabili a chiunque voglia divertirsi con un solido JRPG per Nintendo Switch.
8.3

Ottimo

C’è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d’epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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