Wolfenstein II: The New Colossus – Recensione

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9

Eccellente

Era il 20 maggio 2014 quando, dopo una tonnellata di immagini e video pubblicati nel corso dei mesi, Bethesda esordì sul mercato europeo con Wolfenstein: The New Order, nuovo capitolo (e per certi aspetti nuovo inizio) di una serie di sparatutto iniziata nel 1981 con Castle Wolfenstein su Atari e continuata poi nel corso degli anni con una decina di titoli.
Oggi, nel 2017, precisamente il 27 ottobre, Bethesda ha rilasciato Wolfenstein II: The New Colossus su PC, PlayStation 4 e Xbox One, continuando a raccontare la storia di William “B.J.” Blazkowicz. Sarà valsa la pena attendere tutto questo tempo? Scopritelo nella nostra recensione.

Ambientato alla conclusione degli eventi narrati in Wolfenstein: The New Order, Wolfenstein II: The New Colossus (da questo momento in poi The New Colossus) vede  protagonista ancora una volta Blazkowicz che, sopravvissuto al gesto suicida di Deathshead, si ritrova costretto, almeno nelle prime fasi di gioco, a doversi muovere su di una sedia a rotelle con tutte le limitazioni che questo tipo di situazioni comporta. Nelle prime fasi di gioco, quindi, ci troveremo a controllare un Blazkowicz un po’ diverso da come siamo stati abituati a conoscerlo e per certi aspetti con una tempra un po’ più “morbida” del solito. Ma non ci vuole troppo affinché la trama si stravolga, le prime teste comincino a saltare (chi vuol capir capisca) e la storia inizi ad assumere quei connotati a cui noi tutti ci siamo innamorati nel corso del tempo fino a giungere a una conclusione che aprirà poi gli spiragli a un nuovo (e pare ultimo) capitolo della serie.

Già nel primo capitolo della (nuova) serie, avevamo notato che Wolfenstein era un titolo di stampo prettamente americano, che cercava in qualsiasi modo, anche ricorrendo all’ironia, a elogiare lo zio Sam e i suoi uomini; con The New Colossus i ragazzi di Bethesda hanno calcato ancora di più la mano, infarcendo la storia di personaggi stereotipati ispirati, a volte, ai migliori b-movie statunitensi, senza rinunciare in alcun modo a linguaggio colorito e ad alcune battute veramente pungenti. Il discorso fatto in precedenza, ovviamente, riguarda anche gli avversari che ancora una volta riescono a rappresentare alla perfezione la crudeltà dell’impero nazista, accentuandone in più di una occasione la violenza e la mancanza di morale. Per completare The New Colossus a livello di difficoltà normale non vi serviranno più di una decina di ore di gioco, ma se volete concentrarvi sul completamento al 100%, raccogliendo tutti i collezionabili e portando a compimento tutte le missioni secondarie, a questo punto le ore di gioco che vi sono garantite si raddoppia giungendo così a un risultato più che soddisfacente per un “semplice”sparatutto.

Parallelamente all’evoluzione della tecnologia, gli sparatutto, categoria alla quale The New Colossus appartiene, hanno subito quella che potremmo definire una “involuzione positiva”. Mentre infatti in passato gli sviluppatori si sono arrovellati per creare meccaniche di gioco intricate e complesse, cercando di puntare più al realismo che all’immediatezza e al coinvolgimento del giocatore, negli ultimi anni Bethesda si è fatta portavoce del ritorno allo sparatutto-ignorante, che tanto andava di moda negli anni 90 (Doom e Duke Nukem sono stati i pionieri del genere). Prima Wolfenstein poi Doom hanno infatti proposto su PlayStation 4 un ritorno alle origini dello sparatutto, con meccaniche di gioco estremamente semplici, focalizzandosi su di un gameplay frenetico e intuitivo, condito di una massiccia dose di violenza e crudeltà. Insomma, come era auspicabile, il gameplay di The New Order non si distacca troppo da quello del suo predecessore, anzi, tende a limarne i difetti e offre diversi tipi di approccio alla missione grazie alla nuova struttura delle mappe che, rispetto al passato, offrono percorsi alternativi oltre a quello principale e diretto.

Nonostante tutto, però, abbiamo notato che l’intelligenza artificiale del nemico è ancora abbastanza deficitaria anche ai livelli di difficoltà più alti e questo, purtroppo, mette quasi sempre il giocatore in una posizione di vantaggio: anche nel caso di maggioranza del nemico, gli avversari sono incapaci di elaborare una strategia e nel caso in cui questi vedano che un loro compagno è morto a causa di una trappola piazzata da voi in precedenza, non si faranno problemi a cascare nella medesima trappola pur di raggiungervi.  Per quanto riguarda i soldaten, sono praticamente rimaste invariate le gerarchie che li muovono, e come di consueto la priorità è eliminare silenziosamente il capitano nazista per evitare che costui chiami a supporto altri soldati.
Abbiamo inoltre piacevolmente notato che la quantità di soldati avversari presenti sulle mappe è di molto superiore rispetto a quella vista nel precedente Wolfenstein e, nonostante questo, il respawn di nemici è sempre attivo e costante, così da non permettervi di abbassare la guardia neanche per un attimo.
Bisogna sottolineare che in Wolfenstein II: The New Colossus è assolutamente assente una modalità multigiocatore e questa scelta è da ricercarsi nella volontà da parte dello sviluppatore di non annacquare l’esperienza di gioco ma di volersi concentrare esclusivamente sullo sviluppo della modalità di gioco principale. Scelta azzeccata? A voi la scelta…

Nelle settimane che hanno preceduto il lancio di The New Colossus, una delle tematiche più rilevanti dei comunicati stampa di Bethesda è stata sicuramente l’arsenale a disposizione del nostro protagonista; e così, partendo da una semplice accetta,  procedendo nella trama Blazkowicz potrà entrare in possesso di un vasto campionario di armi che vanno dalle pistole e i fucili  tradizionali a un più evoluto Laserkraftwerk, un laser capace di ridurre in cenere i nemici in pochi secondi. Senza soffermarci troppo sulle armi ottenibili per non guastarvi il gusto del gioco, vi basti sapere che avanzando nella storia sarà possibile sbloccare numerosi potenziamenti che oltre a dare maggiore potenza di fuoco alle armi, aumenteranno altre caratteristiche delle stesse come per esempio la grandezza del caricatore. Caratteristica molto gradita in The New Colossus è la possibilità di impugnare due armi per volta (anche diverse), gestendone il fuoco attraverso il grilletto sinistro e destro del pad. Discorso differente è quello che riguarda le armi pesanti che, dopo essere state sottratte dalle mani dei nemici, possono essere utilizzate solo una per volta e fino all’esaurimento della stessa.

Ogni videogiocatore ha dei “punti deboli” quando sceglie che prodotto acquistare: mentre c’è chi cerca una grafica dettagliata o un gameplay approfondito, la prima cosa a cui personalmente dò attenzione è la presenza o meno del doppiaggio italiano. Come molti di voi avranno potuto notare, nel corso degli anni il numero di titoli che presentano un doppiaggio ANCHE in lingua italiana si è ridotto all’osso, ma per fortuna Bethesda non ha mai deluso a riguardo. Da che ne ho memoria, infatti, tutti i titoli targati Bethesda negli ultimi anni hanno offerto un sontuoso doppiaggio in lingua italiana (Prey, Doom, Wolfenstein, Fallout 4 solo per dirne alcuni), e ovviamente The New Colossus non è da meno. Oltre a offrire una notevole espressività, i doppiatori del gioco riescono a coinvolgere il giocatore alla perfezione, creando un contesto quasi surreale che ben si sposa con gli eventi narrati nel gioco (che, ricordiamo, è ambientato in una sorta di presente distopico dove i nazisti governano il pianeta).

Abbiamo testato The New Colossus su PlayStation 4 Pro e nonostante non sia stato dichiarato un vero e proprio supporto alle potenzialità della console Sony, siamo rimasti molto soddisfatti del lavoro finale svolto da Bethesda. Il comparto grafico, infatti, non presenta grosse sbavature e l’impatto che ha è notevole; ovviamente non mancano piccoli difetti, soprattutto nelle fasi più intense di gioco ed  è proprio per questa ragione che non avrete il tempo di potervi accorgere delle piccole sbavature presenti nella realizzazione di alcuni modelli.

Pro

  • Frenetico e adrenalinico
  • Meccaniche di gioco Old School
  • Doppiaggio in lingua italiana sublime
  • Realizzazione tecnica eccellente

Contro

  • IA deficitaria
  • Assenza di una modalità multigiocatore

Commento finale

Wolfenstein II: The New Colossus è esattamente il sequel che ci aspettavamo per lo sparatutto targato Bethesda. Bello da vedere, immediato, adrenalinico e con un doppiaggio degno delle migliore produzioni Hollywoodiane, Wolfenstein II: The New Colossus è un degno capitolo di passaggio per la conclusione di questa serie. Coloro che cercheranno un gameplay profondo, ponderato e a tratti quasi soporifero potrebbero (probabilmente) restare delusi da Wolfenstein II: The New Colossus, ma gli amanti degli sparatutto vecchia scuola, in cui sangue e proiettili la fanno da padrone, non potranno restare altro che contenti. Siamo rimasti un po' "scottati" dall'assenza di un comparto multigiocatore: è vero che, come sostenuto dagli sviluppatori, un comparto multigiocatore avrebbe snaturato l'esperienza single player, ma siamo altrettanto certi che avrebbe potuto regalare qualche ora di gioco in più...
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