Wipeout Omega Collection – Recensione

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8.5

Ottimo

Uscito nel 1995 per Playstation, come parte della line up iniziale di titoli per la console Sony in Europa, Wipeout era un simulatore di corse futuristiche che metteva i giocatori nei panni dei piloti delle navette della lega di corse antigravitazionali F3600. Caratterizzato dalla sua ambientazione futuristica, il titolo sviluppato dall’allora Psygnosis si contraddistingueva dagli altri titoli di corsa per l’alta velocità, soprattutto alle classi più avanzate, e per una colonna sonora composta da pezzi che rappresentavano, al tempo, il meglio della produzione musicale del panorama elettronico europeo. Pur non privo dei difetti, fisiologici del sistema di power up implementato da Psygnosis, Wipeout divenne un successo di critica e commerciale che portò ben presto allo sviluppo di un seguito: Wipeout 2097 (Wipeout XL negli Stati Uniti), pubblicato nel 1996 sempre per Sony Playstation e, l’anno successivo, per Sega Saturn.

Senza dubbio il punto più alto raggiunto dal franchise sulle console di quinta generazione, Wipeout 2097 offriva nuovi tracciati, nuove armi, una veste grafica molto più rifinita rispetto al predecessore ed una colonna sonora senza precedenti con nomi del calibro dei Prodigy, Kraftwerk, Chemical Brothers ed Underworld. Vera e propria killer application per la console di casa Sony, questa seconda incarnazione delle corse antigravità di Psygnosis fu un altro successo commerciale e di critica ed è considerato, a tutt’oggi, uno dei migliori titoli usciti per Sony Playstation.

Wip3out, infine, fu la terza ed ultima incursione del titolo Psygnosis sulle console di quinta generazione, e, benché caratterizzato da un comparto tecnico di altissimo livello e da uno stile che avrebbe contraddistinto inequivocabilmente tutti i titoli successivi, non riuscì ad incontrare lo stesso favore dei suoi predecessori, sia per le poche innovazioni apportate al genere, da parte di chi il genere stesso lo aveva reso popolare, che per una curva d’apprendimento troppo ripida.

Nel corso della sesta generazione di console, l’appena rinominato Studio Liverpool (ora di proprietà di Sony Computer Entertainment ), pubblica nel Febbraio del 2002 Wipeout Fusion per Playstation 2. La quinta incarnazione del simulatore di corse futuristiche spinge, passatemi il gioco di parole, a tutta birra sull’aspetto estremo del franchise: i tracciati si sviluppavano in giri della morte, incroci ad angolo retto e sezioni a testa in giù e salite vertiginose; i veicoli disponibili potevano raggiungere i 2-3000 km/h come se niente fosse e la colonna sonora trance e techno, pur non vantando più la presenza di nomi del calibro di Prodigy o Kraftwerk, presentava brani di Timo Maas o Utah Saints che ben sposavano l’appeal alienante di molti dei tracciati del titolo. Vittima di una manciata di bug e di un’apparente incapacità di rinnovarsi, Wipeout Fusion non riesce purtroppo ad eguagliare il successo di Wipeout 2097 ed il titolo dello Studio Liverpool migra verso le portatili di casa Sony.

Wipeout Pure e Wipeout Pulse, pubblicati rispettivamente nel 2005 e 2007  per PSP, rappresentarono la volontà di Studio Liverpool di riazzerare il franchise per riportarlo ai fasti di un tempo, introducendo però, un’esperienza di gioco più strutturata. A metà strada tra la marchetta ed il reboot, Pure e Pulse incameravano diverse funzionalità online, non ultima la possibilità di scaricare del contenuto aggiuntivo per il titolo, rappresentando di fatto il prototipo di quello che sarà la versione portatile definitiva, nonché ultimo titolo originale del franchise: Wipeout 2048, sviluppato per Ps Vita e pubblicato nei primi mesi del 2012. SIGLA!

In un’operazione che sa di Humble Bundle HDR da qui a lì, infatti, Sony ci (ri)propone la versione rimasterizzata di Wipeout HD, della sua espansione Wipeout Fury e di Wipeout 2048 presentata in un’unica confezione assemblata da Sony XDev Europe, Clever Beans ed EPOS Game Studios (ovvero quello che rimane di Studio Liverpool chiuso nel 2012). Il 7 di questo mese, infatti, sarà disponibile sia come digital download che su copia fisica Wipeout Omega Collection, remaster-barra-collezione definitiva in 4K del remaster in HD delle ultime iterazioni del franchise di corse futuristiche uscite per le console portatili di casa Sony e promette, nel peggiore dei casi, una risoluzione a 1080p ad un framerate costante di 60fps al secondo, e prima di decidere se davvero vale la pena di spendere soldi in un prodotto che, a conti fatti, gira dal 2008, vediamo di capire cosa dobbiamo aspettarci da questo  nuovo Wipeout.

Da fan di Wipeout sin dalla sua prima iterazione, l’annuncio di questo Omega Collection ha scatenato in me una sorta di turbamento emotivo. Inizialmente mi son ritrovato a leggere la notizia con il sopracciglio destro alzato, sorpreso per il ritorno di un titolo che non è un qualcosa-like, ma anche stizzito per quel collection. A sopracciglia ferme, infine, è sopraggiunto il panico ed è stato un po’ come venire afferrati per le spalle da un’enorme bestia nera con gli occhi rossi e mille manine artigliate che mi gridava ossessivamente  in faccia le parole MODERN WARFARE REMASTERED mentre mi scrollava come uno straccetto. Ebbene, lo confesso, il primo vero pensiero coerente che ho avuto dopo l’annuncio di questo Wipeout Omega Collection è stato: “accattoni”.

Fortunatamente, mi sbagliavo.

A differenza di Activision, infatti, Sony ha ben deciso di inserire e rendere disponibili sin da subito tutti i vecchi contenuti scaricabili di Wipeout 2048, Wipeout HD e Fury senza nasconderli dietro alcun tipo di riscatto. Il risultato è che Omega Collection offre contenuti tipo 26 tracciati e le rispettive controparti reverse; 46 modelli di navette pilotabili, compresi i dlc Tigron e Van-Über; una modalità carriera distinta per ciascuno dei tre titoli della collection, strutturata in nove categorie quali: Gara Singola, Torneo, Time Trial, Giro Veloce, Zona, Zone Battle, Eliminatore e Detonator. Tornano infine anche la modalità Racebox, una sorta di modalità arcade, e multiplayer sia locale in split screen che online.

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A livello tecnico, Wipeout Omega Collection mantiene le promesse fatte. Il frame rate si mantiene costantemente stabile, anche nelle fasi di gioco più caotiche; mentre le texture, vivide al punto da rendere credibili anche i tratti di circuito più inverosimili, contribuiscono ad offrire un’esperienza visiva adrenalinica, resa estremamente appagante da un sistema di controllo rifinito e superiore, per precisione e capacità di risposta, sia alle versioni uscite per PS3 (Wipeout HD e Fury) sia alla versione uscita per PSVita (Wipeout 2048). L’unica nota che non mi ha convinto completamente è l’implementazione dell’opzione copilota. Utilissima per chi si avvicina, per la prima volta, al titolo di corse Sony, questa aiuta a mantenere la navetta a distanza di sicurezza dai bordi, impedendole così di finire contro le barriere dei tracciati o, peggio, precipitare giù dal bordo. Tuttavia, l’efficacia del copilota mostra subito il fianco durante le corse sui tracciati con diramazioni e scorciatoie, a volte rendendo praticamente impossibile deviare dal percorso principale. Un peccato se si pensa che i problemi maggiori li dia proprio nel primo circuito di Wipeout 2048, vale a dire Unity Square. Fortunatamente, è possibile disattivare l’opzione copilota, semplicemente richiamando il menu dal tasto options del controller.

Completano il comparto visivo un tripudio di effetti di luce e particellari ed una profondità di visione che risulta claustrofobica e chiusa su se stessa nei tracciati cittadini, ma al contempo mozzafiato nei circuiti aerei tipo Sol-2 tra zeppelin in viaggio ed impressionanti massicci montuosi.

Il comparto audio, vero gioiello della corona di tutto il franchise sin dal 1995, presenta una colonna sonora composta da pezzi di musica elettronica firmata da, tra gli altri, Swedish House Mafia; Airwolf; gli immancabili Chemical Brothers ed il graditissimo ritorno dei The Prodigy con la loro Invaders Must Die. In concerto, con l’ottima colonna sonora, gli effetti che danno letteralmente vita e vigore ad ogni fase di gara. Interamente rimasterizzati per l’occasione; siano essi la voce del computer di bordo della navetta, il suono dello sgancio di missili o l’esplosione di una fila di mine ben piazzate il risultato è l’immersione totale in un mondo fatto di corse ad altissima velocità dove si combatte con le unghie e con i denti per arrivare al traguardo; magari vivi, ancora meglio primi.

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I meriti di Wipeout Omega Collection, tuttavia, vanno oltre la semplice mano di vernice in 4K e la colonna sonora rimasterizzata. Da una parte, abbiamo infatti una campagna strutturata che accompagna il giocatore attraverso i vari livelli di difficoltà caratterizzati ad una curva di apprendimento morbida e ben calibrata dall’introduzione progressiva di nuovi tracciati che, in quanto nuovi e sconosciuti al giocatore, subiscono una riduzione momentanea del livello di difficoltà. Dall’altra, invece, la possibilità di sbloccare gli eventi delle leghe secondo il proprio ritmo e le proprie preferenze, ma sempre in funzione dei risultati ottenuti nelle gare o nelle prove a tempo, impedisce di rimanere bloccati per ore sullo stesso circuito, azzerando i livelli di frustrazione.

L’intelligenza artificiale degli avversari, infine, è stata rimaneggiata in modo da offrire un’esperienza di gioco resa eccitante dal crescente senso di sfida, caratterizzato soprattutto dall’atteggiamento aggressivo dei contendenti. I tracciati di Wipeout Omega Collection, infatti, sono tutt’altro che di semplice design ed una buona conoscenza delle traiettorie migliori per affrontare una curva, della posizione dei power up e degli acceleratori ed, eventualmente, di deviazioni e scorciatoie, diventa fondamentale per potersi aggiudicare i posti più appetibili del podio. Inutile dire che un’IA degli avversari troppo forte, renderebbe ogni gara un inutile esercizio di memoria nonché una lotta senza speranza contro l’elevata velocità e la precisione millimetrica del computer. Per impedire il verificarsi di una simile situazione, i ragazzi di Sony XDev Europe, Clever Beans ed EPOS hanno reso i contendenti artificiali un filo più stupidi, ma decisamente molto, ma molto più aggressivi.

Questi, infatti, non si limiteranno ad inforcare e mantenere sempre le traiettorie migliori per affrontare ogni curva al massimo dell’efficienza, anzi: ogni membro di ogni team governato dall’intelligenza artificiale tenderà ad adattare il proprio stile di guida alle caratteristiche della navetta di cui si trova al comando; ma non esiteranno a scaricarsi addosso, ed addosso al giocatore, le armi raccolte dalle varie caselle power up disseminate sulla pista per guadagnare anche il minimo vantaggio. Il risultato si concretizza in vere e proprie battaglie ad alta velocità, in un tripudio di effetti visivi e sonori.

wipeout

Pro

  • Comparto grafico di alto livello e frame rate stabile a 60 fps
  • Colonna sonora da urlo ed effetti sonori coinvolgenti
  • Controlli precisi
  • IA degli avversari e curva di apprendimento ben bilanciate

Contro

  • Dove sono finiti i Kraftwerk?
  • Non è Wipeout 2097!
  • Non è un nuovo Wipeout!

Commento finale

Wipeout Omega Collection è più di un’operazione di taglia, cuci, tira e pompa, ma è un vero e proprio tuffo nel passato; uno sguardo, smaliziato spero, ai tempi in cui la Playstation doveva sgomitare a colpi di marketing ed innovazione per poter sottrarre quote di mercato ai due giganti che si contendevano il settore dell’intrattenimento elettronico casalingo. È un intenso assalto ai sensi del giocatore che si ritrova, ancora una volta, proiettato in un universo adrenalinico ad altissima velocità caratterizzato da ritmi ipnotici, scenari mozzafiato e architetture libere da ogni legge della fisica (e del buonsenso). Che sia per il comparto grafico pulito e suggestivo, per la colonna sonora sempre travolgente o per il semplice piacere di schizzare a tutta birra tra tornanti, giri della morte ed esplosioni, Wipeout Omega Collection è un’occasione imperdibile per riprendere in mano o, perché no, per muovere il primo passo all’interno di un franchise che sin dal 1995, ha descritto alla perfezione la filosofia della console di casa Sony. Che poi oh;  magari niente, niente esce pure un Wipeout nuovo, ma nuovo per davvero.
8.5

Ottimo

Nicola

Nato quando ancora andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante, venne introdotto, a soli cinque anni, al mondo dei videogiochi dal padre, fiero possessore in un Mattel Intellivision (esatto la console con le scocche di legno).
Tornato dal suo esilio temporaneo in Canada, continua a litigare con i commessi dei negozi di elettronica a causa della sua spasmodica ricerca del gioco di nicchia definitivo: quello che conoscerà ed apprezzerà solamente lui.

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