Unexplored – Recensione

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7.5

Buono

Il genere rogue-like, grazie all’ampio panorama indie disponibile sulla piattaforma Steam, sta conoscendo una vera e propria rinascita. Sempre più titoli infatti prendono a piene mani da questo genere, cercando di emergere e trovare il loro posto nel mercato. Unexplored, sviluppato dalla Ludomotion, riesce senza dubbio nell’impresa grazie alle sue idee, in grado di far dimenticare alcuni piccoli problemi.

Alla base di Unexplored c’è il più primitivo degli istinti che attanaglia ogni avventuriero: rischiare la vita introducendosi in dungeon potenzialmente mortali alla ricerca di ricchezze, sperando di portare a casa la pelle e di godere dei frutti delle nostre fatiche. Sarete quindi catapultati nei panni del prode avventuriero (l’unica classe selezionabile all’inizio) che dopo una rapida chiacchierata nell’osteria locale, indispensabile per ottenere qualche informazione extra o acquistare equipaggiamenti, partirà all’avventura. Il primo impatto con la difficoltà del titolo è decisamente duro. La componente randomica infatti la farà da padrona, rendendo abbastanza accidentate le prime esplorazioni, oltre che tragicamente brevi. I dungeon infatti sono letteralmente pieni di trappole ambientali, passaggi segreti, mostri in agguato ed enigmi da risolvere. Ogni oggetto che incontrerete potrebbe potenzialmente rivelarsi maledetto, ogni pozione un veleno ed ogni pergamena magica un’incatesimo a vostro discapito. Le prime partite quindi sono caratterizzate da un elevatissima mortalità, che vi introduce ad una delle meccaniche chiave del gioco. Ad ogni vostro decesso infatti, una schermata riassuntiva vi mostrerà tutti i vari obbiettivi possibili e prestando attenzione noterete come ogni obbiettivo sblocchi un opzione extra per il vostro personaggio.

Per esempio usando una spada magica sconosciuta per uccidere 20 nemici sbloccherete il guerriero, che vi permetterà di iniziare il gioco con equipaggiamenti difensivi più solidi rispetto alla classe base. Utilizzando una pergamena per ricaricare un oggetto magico sbloccherete il mago e così via, non solo sbloccando classi ma anche la possibilità di acquistare più oggetti nella taverna prima della missione, incrementando le possibilità di successo. Il pericoloso ignoto diventa quindi un vostro amico e vi spinge a provare costantemente cose nuove per aumentare le opzioni di gioco a vostra disposizione. Fortunatamente i dungeon si dimostrano assolutamente all’altezza della situazione, con i loro design complessi ed articolati. Leve, porte segrete, enigmi ambientali e misteriosi teletrasporti popolano ogni livello e la generazione procedurale dei livelli garantisce la massima rigiocabilità (anche se c’è l’opzione per ripetere un dungeon appena concluso). Alla massiccia esplorazione si affianca un combat system in tempo reale che nonostante la sua base semplice, riesce a svolgere perfettamente il suo ruolo. Ogni arma ha un suo tempo d’attacco, un suo particolare tipo di danno e richiede certe statistiche per poter essere usata al meglio. Dovrete quindi bilanciare con attenzione attacco e difesa, sollevando lo scudo al momento opportuno per poi colpire senza pietà, stando attenti a non sottovalutare mai il nemico. I nemici infatti coglieranno ogni occasione per porre fine alle vostre avventure e più spesso di quanto crediate saranno proprio gli avversari più comuni a cogliervi impreparati. Il mio consiglio è di evitare assolutamente l’uso del pad che si rivela poco funzionale rispetto a mouse e tastiera, particolarmente efficaci vista la semplicità dei controlli e la presenza di due soli tasti per l’attacco e la difesa.

L’elemento casuale, che tanto giova al titolo, rappresenta però uno dei suoi principali diffetti. Il posizionamento casuale dei nemici per esempio potrebbe far comparire nei primissimi livelli nemici fin troppo forti per le vostre possibilità, o particolari combinazioni di nemici e trappole che si rivelano fatali per i giocatori meno esperti. Lo stesso purtroppo vale per i vari obbiettivi da raggiungere che sebbene non siano particolarmente complessi, dipendono grandemente dalla mappa che viene generata. Diventa quindi molto difficile pianificare quali obbiettivi tentare di raggiungere e si corre il rischio di non riuscire ad ottenere quelli desiderati se non dopo tantissime partite per poi sbloccarne diversi in una volta sola.

Il titolo si presenta con una visuale dall’alto, con uno stile molto colorato e cartonesco che riesce a svolgere egregiamente il suo lavoro. Il particolare design delle creature e dei personaggi (che condividono tutti la peculiare caratteristiche di possedere un solo occhio) riesce a dare un’identità ben precisa al tutto. Gli ambienti sono sufficientemente dettagliati e anche nei momenti più frenetici è facile tenere tutto sotto controllo grazie anche ad un’interfaccia ridotta ai minimi termini. La colonna sonora soprende attraverso una serie di tracce epiche, creando un piacevole contrasto con il tono ironico del titolo. Purtroppo però devo segnalare la presenza di alcuni fastidiosi glitch visivi, primo tra tutti un pesantissimo effetto di tearing che non è stato possibile risolvere in nessun modo.

Commento finale

Se non vi spaventa la casualità e siete alla ricerca di un rogue like dalle meccaniche semplici ma ricchissimo di contenuti, Unexplored è decisamente un titolo da tenere in considerazione. I Ludomotion hanno infatti creato un titolo piacevole e duraturo, che grazie alle sue idee originali ed alla sua immediatezza riesce a far chiudere un occhio su alcuni suoi difetti.
7.5

Buono

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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