Uncharted: L’eredità Perduta – Recensione

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9

Eccellente

Quando il finale di Uncharted 4 ha visto il pensionamento di Nathan Drake, era legittimo pensare che la saga terminasse con lui. L’annuncio di un DLC che vedeva come protagoniste la “strana coppia” Chloe e Nadine ha ovviamente fatto nascere delle perplessità nella fan base. Non nego di essere stato tra quelli che nutrivano seri dubbi su questo prodotto, ma dopo un’intensa partita che ha occupato buona parte del weekend sono ansioso di vedere quant’altro può dire questo franchise.

Abbandonata la famiglia Drake vestiremo i panni di Chloe Frazer, già compagna nelle scorribande archeologiche di Nathan, che si unirà a Nadine Ross (uno dei villain di Uncharted 4) per lanciarsi alla ricerca della leggendaria zanna di Ganesh nelle verdeggianti distese del Ghati indiano. Dopo un livello prettamente urbano, che funge da spettacolare incipit, saremo accolti dall’open world che domina grossomodo metà dell’avventura. Definito dallo stesso team di sviluppo come “il livello più grande che abbiamo mai realizzato”, il Ghati supera in estensione il Madagascar del capitolo precedente e mostra fin da subito una migliore distribuzione dei punti d’interesse creando un livello ampio ma non dispersivo. La presenza del mezzo di trasporto e l’introduzione della mappa (utilissima per orientarsi nella complessa geografia del luogo) aiutano il giocatore ad orientarsi ma senza spogliare il livello della sua ampiezza. Non tutto il dlc si sviluppa attorno al concetto dell’open world e dopo la prima metà si incanalerà in una progressione più lineare ma non per questo monotona. È proprio in questo momento anzi che le situazioni diventano sempre più concitate, mettendo in mostra tutta la spettacolarità che da sempre ha caratterizzato la saga e lasciandosi andare a qualche graditissima citazione ad alcuni dei suoi momenti più iconici. Non mancheranno comunque gli enigmi che metteranno alla prova le vostre capacità senza però risultare eccessivamente esigenti od ostici. L’azione ricopre quindi un ruolo fondamentale, temperata però dalla possibilità di un approccio più furtivo e ragionato richiamando così l’approccio del quarto capitolo. Proprio durante le sparatorie emerge la maggiore reattività di Nadine rispetto ai companion del passato, che segnalerà i nemici sfuggiti alla nostra vista e si dimostrerà all’altezza della sua fama.

Dal punto di vista tecnico il gioco è una vera e propria gioia per la vista. Il Ghati si dimostra una delle regioni più suggestive mai viste nella storia dei videogiochi, grazie ad un sapiente uso di una palette cromatica accesa e vitale. Inoltrarsi nelle rovine perdute del continente indiano è un’esperienza che lascia a bocca aperta, a dimostrazione della straordinaria cura nei dettagli e nell’abilità del team di sviluppo. Una corposa mole d’effetti accompagna le scene d’azione più concitate, esaltandone la spettacolarità grazie ad un frame rate che non mostra mai incertezze. Per la prima volta dal suo lancio, ho seriamente vacillato al pensiero di acquistare una PS4 Pro per vedere come un titolo di questo calibro si sarebbe comportato. Il comparto audio supporta degnamente con un accompagnamento musicale che sottolinea i momenti cardine dell’azione ed un doppiaggio di tutto rispetto.

Ma se il livello del comparto tecnico stupisce con il suo essere superiore per certi versi alle produzioni principali dello studio, la vera sorpresa per quanto mi riguarda è stata sul fronte della narrazione.
La paura che questo DLC non mostrasse la profondità narrativa del predecessore era forte, e non nego che i primissimi momenti non mi facevano ben sperare. Eppure durante i numerosi scambi di battute sapientemente distribuiti, Chloe e Nadine emergono prepotentemente come personaggi completi e tridimensionali. Il rapporto di fiducia che lentamente si instaura consente di esplorare le loro motivazioni, che si sposano perfettamente con le tematiche narrative che hanno caratterizzato la serie. Complice anche una longevità non eccezionale, essendo agilmente completabile in una decina di ore al massimo, si conclude l’avventura ansiosi di vedere nuovi sviluppi.

Commento finale

Tirando le somme, L’eredità Perduta si rivela un titolo di tutto rispetto che con un paio di ore extra sarebbe potuto essere a tutti gli effetti un nuovo capitolo della saga. L’altissimo livello della produzione, la sua cura e la sua capacità di prendere come punto di partenza l’ultimo capitolo della saga e portare ancora più in là qualità del prodotto finale lo rendono un acquisto praticamente obbligatorio per ogni fan della saga. Con prodotti di questa qualità, Uncharted può tranquillamente continuare anche senza Nathan.
9

Eccellente

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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