Two Point Hospital – Recensione

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8.5

Ottimo

Nel marzo 1997 Bullfrog pubblicò uno dei suoi maggiori successi della serie “Theme”, ovvero Theme Hospital. L’irriverenza e al contempo la complessità di questo titolo hanno fatto sperare i suoi estimatori, per circa 20 anni, nell’uscita di un seguito. Atri giochi manageriali a tema ospedaliero sono usciti nel frattempo, ma nessuno ha mai potuto eguagliare il successo dell’originale.
Adesso arriva sugli scaffalali virtuali Two Point Hospital e sembra giunto finalmente il momento di vestire nuovamente il camice bianco e verificare se tutto questo lungo periodo di attesa ha finalmente riportato sui nostri schermi un altro capolavoro.

La modalità carriera è ovviamente il fulcro di TPH e ci porta subito a rivestire il ruolo di un dirigente ospedaliero che deve partire dalle fondamenta per creare la sua struttura dei sogni. Tutto prende il via con il primo livello progettato per introdurre i non iniziati alle basi di ogni gestionale che si rispetti, ovvero come costruire le prime stanze, decidere quale staff lavorerà lì e assumerlo per iniziare ad aprire ai primi pazienti.
Dopo questa prima fase di tutorial, siamo pronti a iniziare a trattare i pazienti. Dopo pochi minuti si intuisce la complessità del gioco. Mano a mano che si procede si iniziano a sbloccare nuove stanze, arrivano pazienti con malattie oscure ed assurde, insomma la situazione inizia a farsi concitata proprio come dentro un vero ospedale.

Questa escalation di  complessità è probabilmente pane per i denti per coloro che giocano spesso, come il sottoscritto, a giochi gestionali, ma anche i nuovi adepti saranno guidati con cura e sapienza grazie ad una UI semplice e accessibile.
Le stanze si possono modificare anche dopo averle costruite, per cui non dobbiamo temere di dover distruggere un ambiente se abbiamo sbagliato a posizionarlo. Possiamo anche spostarle in altre zone, cambiare gli arredi e i macchinari al suo interno, dare una destinazione d’uso diversa, tutto questo con estrema facilità, grazie ad un sistema di controllo e dei  menù chiari e estremamente accessibili.
È stata così trovata sicuramente la  soluzione ideale al  vecchio problema che molti giochi  similari  hanno avuto in passato, ovvero alla rigidità delle componenti costruite.
 L’unica cosa che poteva essere ancor più migliorata  nella realizzazione degli ambienti era l’introduzione di un copia/incolla delle stanze già realizzate, di modo da non perdere tempo a ripescarle nel menù, così come la clonazione di elementi decorativi.

Con l’avanzare attraverso i livelli di giocola complessità tende a crescere esponenzialmente. Durante i primi cinque livelli si dovranno formare i giovani studentelli per diventare dottori e infermieri, così come a cercare e creare nuovi strumenti diagnostici, tenendo sempre di conto che eventi eccezionali possono sempre presentarsi, per cui dovremo essere sempre pronti a gestire nel miglior modo possibile le emergenze.
Se già così vi sembra che la gestione sia complicata, allora ancora non avete ancora pensato a tutto il micromanagement del budget a nostra disposizione, così come degli spazi e della struttura. Tutto questo evita il fatto che ogni livello non diventi vittima di una routine meccanica, ma che espande le possibilità di portarlo a termine seguendo strade diverse e affrontando anche svariate crisi, cercando di ottenere il punteggio migliore. Insomma, in TPH non ci si annoia mai.

La grafica di TPH non eccelle certo per complessità, ma lo stile cartone animato, la pulizia e l’ironia delle animazioni, la possibilità di poter girare su macchine non di fascia alta, permettono di godere appieno dell’esperienza di gioco. Prendendo spunto dall’originale Theme Hospital, i personaggi reagiranno esprimendo il loro stato d’animo con fumetti sulla testa, che saranno anche ottime cartine di tornasole per segnalarci l’andamento nel nostro operato. Il livello di zoom ci permette di godere appieno del dettaglio delle singole stanze, oppure di avere una visione d’insieme della nostra struttura.
Sicuramente la colonna sonora è il punto debole,  perché tende ad essere nel tempo troppo ripetitiva, molto (troppo) ispirata dalla musiche degli ascensori. L’aggiunta di un po’ più di brani non sarebbe stato male.
Nonostante sia esclusivamente un gestionale per giocatore singolo, ci sono sfide multiplayer disponibili. Ogni sfida, limitata a 180 giorni, il gioco tiene traccia delle nostre svariate statistiche così da poterle con altri giocatori. È un buon modo per aumentare la longevità del gioco, dando la possibilità di tornare a rigiocare i livelli precedenti  per  massimizzare la produzione dell’ospedale ed eventualmente  condividere le strategie con altri.

Pro

  • Un gestionale solido
  • Il livello di sfida cresce gradatamente
  • L'umorismo di Theme Hospital è stato ripresentato fedelmente
  • Ottimo il sistema di interfaccia utente

Contro

  • La grafica non è a livelli di titoli similari
  • La colonna sonora manca di varietà

Commento finale

Two Point Hospital riesce a mantenere la promessa di essere il seguito legittimo di Theme Hospital, dimostrando che i gestionali non devono essere per forza seriosi e troppo rigidi. La mia personale speranza è che il successo di TPH porti gli sviluppatori a espandere il loro raggio d'azione anche verso altre tipologie di gestionali, magari riportando suio nostri PC anche un Two Point Park!
8.5

Ottimo

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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