Touhou Genso Wanderer – Recensione

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7

Buono

Descrivere Touhou ad una persona, ignara della sua esistenza, richiederebbe molto tempo e tante parole, roba che non solo toglierebbe spazio alla recensione in sè, ma farebbe perdere 10 anni di vita a me e a voi. Quindi, nel limite delle possibilità umane, sarò breve. Touhou, o meglio, Touhou Project, è il nome di una serie di titoli bullet-hell a scorrimento verticale, i classici giochi pieni di “lucette” da evitare.
I primi capitoli di questa serie, vennero sviluppati su PC-9801, un computer diffuso negli anni 80, molto popolare, ma commercializzato esclusivamente in Giappone. Dopo i primi 5 capitoli, approdati su questa piattaforma, tutti i successivi vennero realizzati sui classici PC Windows.
Il team di sviluppo delle versioni PC-9801 fu Amusement Makers, mentre tutti i restanti vennero realizzati da Team Shanghai Alice, “gruppo” composto da una sola persona, nota come ZUN, il quale aveva lasciato il precedente team e tutt’ora continua a rilasciare i titoli Touhou, sviluppandoli da solo.

La popolarità dei titoli Touhou in patria è letteralmente esplosa con l’arrivo su Windows e, con il tempo, non ha accennato a diminuire: se il motivo sia la tremenda difficoltà e l’alto livello di sfida del genere, le musiche orecchiabili, oppure il cast di adorabili personaggi, prevalentemente femminile, non lo sappiamo. Di certo la fanbase è molto vasta e sempre all’opera, specialmente nel realizzare fangames e spin-off non ufficiali.

Cosa succede quando uno di questi fangames, non solo riceve il benestare del creatore originale, ma grazie ad un progetto di pubblicazione indie di Sony, riesce a diventare un videogioco commerciale a tutti gli effetti? Abbiamo Touhou Genso Wanderer! (e tanti altri titoli, ma abbiate pietà, concentriamoci su questo per adesso).

C’è lo zampino di uno Yo-Kai

C’è molto poco da parlare in termini di trama (anche perchè il filmato iniziale di gioco era in giapponese, sottotitolato in giapponese…fortunatamente gli eventi erano abbastanza palesi): abbiamo la protagonista storica delle serie Touhou, la sacerdotessa Reimu Hakurei, insieme al suo amico Rinnosuke Morichika (apparentemente l’unico maschio presente in questo universo) nella torre di Kourindou, dove si apprestano ad esaminare una misteriosa sfera dorata. Cincischiare con quell’artefatto ha tuttavia causato l’apparizione di una misteriosa e potente entità malvagia, la quale, dopo aver preso possesso del corpo di Rinnosuke, si è prontamente sbarazzata della giovane Reimu, catapultandola molto lontano e senza la maggior parte dei suoi poteri. Da qui, la nostra missione sarà viaggiare, con l’aiuto di alcuni amici Yo-kai (spiriti e demoni del folklore giapponese, qui rappresentate con sembianze simil umane e femminili) e raggiungere nuovamente la torre, per liberare così Rinnosuke dal controllo dell’entità.
Il gioco non fa della trama il suo punto di forza, ma non ha bisogno di farlo. D’altraparte, come abbiamo detto poco fa, si tratta di un fangame, quindi è logico aspettarsi una direzione più improntata sul gameplay e sul “fanservice”. Siate tranquilli però, per “fanservice” non indendiamo nudità gratuite per far piacere ai gentiluomini; parliamo proprio di “servizio ai fan” nel vero senso della parola: in Touhou Genso Wanderer è possibile incontrare una quantità smisurata di personaggi provenienti dall’universo Touhou, qui nella forma di NPC o nemici. Il gioco non perde nemmeno molto tempo a spiegare come fanno TUTTI i personaggi a trovarsi qui, sbrigandosela con un “sono cloni e sono tanti”.

touhouIndubbiamente, si tratta di una scelta particolare e “banale”, che potrà far storcere il naso a chi si aspettava una storia e delle spiegazioni più serie e coerenti, ma questa è l’essenza del fanservice, no? Non dimentichiamo che stiamo giocando l’equivalente di una “glorificata” fanfiction, con i pregi e i difetti che ciò comporta. Alcuni di questi personaggi, provenienti dal mondo di Touhou, potrà entrare a far parte del nostro gruppo ma, a prescindere dalla loro utilità nei dungeon, non son tutti ben caratterizzati, risultando in alcuni casi anche estremamente stereotipati. Certo, i fan di Touhou si aspettano proprio questo da un fangame della serie, ma una maggior tridimensionalità sarebbe stata gradita, almeno per venir incontro alle persone che iniziano ad esplorare la serie tramite questo spin-off (non è necessario avere una conoscenza del mondo di Touhou per apprezzare questo titolo, seppur i riferimenti ai giochi originali siano parecchio frequenti).

A livello grafico, Touhou Genso Wanderer può vantare incredibili modelli disegnati a mano per ogni singolo personaggio, sia esso amico o nemico. I personaggi più importanti, possono vantare anche la loro figura disegnata a mezzobusto, come nelle più classiche delle Visual Novel, mentre tutti gli altri avranno comunque uno sprite chibi dalla pucciosità allarmante. Il lavoro artistico svolto è decisamente impressionante: prendere tutti i personaggi Touhou e ridisegnarli da zero secondo il proprio stile, rendendoli comunque riconoscibilissimi è più complicato di quel che sembra all’apparenza.
Anche gli ambienti di città e dungeon sono stati realizzati con un’evidente cura; tuttavia, molti dei luoghi e dungeon che visiteremo, vedono le proprie zone ripetute svariate volte, quindi non si assisterà a molta originalità sul lungo periodo. Altra nota positiva: anche le musiche sono buone e orecchiabili, essendo principalmente remix di temi dei precedenti Touhou originali. I fan potranno divertirsi a scoprire e ricordare da dove proviene ciascuno di essi.

touhouNon è un Bullet Hell, ma è difficile uguale

A differenza dei classici giochi Touhou, questo non è un shoot em up/bullet hell, ma un dungeon crawler, una variante dei giochi di ruolo. Se avete già giocato a titoli come i Mystery Dungeon, sapete di cosa sto parlando. Nel caso non ne siate al corrente, in questo genere di giochi bisognerà attraversare vari dungeon, composti da un numero variabile di livelli o piani, generati randomicamente e sempre diversi ad ogni partita (eccezzion fatta per i livelli speciali). Ogni singolo livello, naturalmente, pullulerà di nemici, trappole e oggetti da raccogliere. La casualità è l’anima principale di questo genere: non sapendo cosa ci si può aspettare in un livello, il giocatore sarà costretto a pianificare bene le sue mosse.

Muovendosi di casella in casella, in contemporanea con i nemici, Reimu e l’eventuale membro del party che decideremo di portarci dietro, dovranno esplorare per bene le stanze che compongono i livelli, molto grandi e vasti. In questo caso ci vengono incontro varie funzioni per “velocizzare” l’esplorazione e attraversare di volata i corridoi e le stanze da un ingresso all’altro.

I combattimenti avverranno una volta che il nemico entrerà nel nostro raggio d’azione. Come Reimu, potremo colpire l’avversario con una delle armi in nostro possesso, solitamente armi corpo a corpo, acquistate nei negozi o raccattati nel dungeon. Data l’immensa quantità di oggetti ottenibili, ogni arma e armatura avrà un effetto diverso (alcuni potranno addirittura essere mangiati!). Tali effetti, soprattutto i bonus legati all’equipaggiamento e ai suoi livelli di potenza, non sono spiegati molto bene dal menù di gioco e dal tutorial, risultando dannatamente complicati e macchinosi (fortunatamente, la maggior parte di essi sono benefici ignorabili). La protagonista, in aggiunta agli attacchi con le armi, potrà sfruttare anche delle tecniche speciali, i Danmaku, spendendo punti P. Dato che la quantità di punti per scatenare queste potenti magie, sono si ottenibili sconfiggendo i nemici, ma pur sempre limitati, bisognerà valutare con attenzione quando e come usarli. Il vostro spirito parsimonioso sarà premiato, quando userete queste tecniche per sfuggire alle (varie) situazioni di pericolo.

touhouBisognerà inoltre tenere d’occhio la barra speciale della fame (Tummy, ovvero stomaco), la quale si svuoterà progressivamente durante le nostre esplorazioni; una volta esaurita, inizieremo a perdere la nostra preziosa energia vitale, fino alla nostra morte. Potremo ripristinare tale indicatore, consumando del cibo, ma nel caso ne fossimo sprovvisti, dovremo valutare con attenzione le nostre priorità: meglio rischiare ed esplorare per intero un livello, sperando che la buona sorte ci premi con qualche oggetto di recupero, oppure meglio cercare di fretta l’uscita per proseguire rapidamente al livello successivo? Queste scelte influiranno naturalmente sulla nostra progressione: non è consigliabile evitare tutti gli scontri, in quanto arriveremmo presto in un punto dove i nemici risulteranno troppo forti per il nostro livello, d’altraparte, non si può proseguire senza aver recuperato qualche oggetto o equipaggiamento speciale, come armi e armature, nascosto nelle stanze randomiche dei dungeon. Bisognerà ponderare con attenzione i pro e i contro di qualsiasi situazione.

E bisognerà farlo sempre e comunque, in quanto il titolo è parecchio difficile. Non è una difficoltà elevatissima, ma non stiamo parlando nemmeno di una passeggiata: non solo gli scontri diventeranno improvvisamente ardui, una volta superata la prima metà del gioco ma, nel caso dovessimo essere sconfitti, dovremo ricominciare obbligatoriamente l’avventura dall’inizio, perdendo nel frattempo tutta l’esperienza accumulata. Fortunatamente, manterremo gli oggetti e il loro livello di potenza, tuttavia, considerando la frequenza con cui moriremo e la relativa quantità di volte in cui ci ritroveremo a percorrere gli stessi dungeon dall’inizio (fidatevi, succederà), la frustrazione e il tedio potrebbe sopraffare il giocatore in poco tempo e quello…beh, è una croce che i fan dei dungeon crawler comprendono molto bene, mentre tutti gli altri, decisamente no. Se non altro, la relativa semplicità del battle system e delle varie meccaniche di gioco (eccezion fatta per la sopracitata gestione dei bonus delle armi e armature), possono aiutare i neofiti a “farsi il callo” e scoprire se, a lungo andare, questo genere può essere qualcosa di loro gradimento. Diciamo che, in linea di massima, non è qualcosa per i poco pazienti.

Fra un dungeon e l’altro, potremo (per grazia divina) sfruttare alcune “oasi”, luoghi come città e villaggi fra un dungeon e l’altro, per salvare i vostri progressi e preservare i soldi e gli oggetti recuperati poiché, anche se manterremo il nostro inventario in caso di sconfitta, esso non è illimitato e dovrà essere gestito con scrupolo. Per la gestione dell’inventario, ci vengono incontro anche degli oggetti “simpatici” e interessanti, chiamati Gaps: delle mini dimensioni spazio-temporali, in grado di contenere alcuni oggetti e, a seconda del genere di Gap, trasformarli in qualcos’altro, oppure proteggerli dagli effetti collaterali di qualche nemico o trappola insidiosa.

touhou

Pro

  • Grafica fresca e colorata
  • Gameplay in gran parte molto semplice ed immediato
  • I fan di Touhou troveranno moltissimi personaggi e riferimenti

Contro

  • La difficoltà spicca il volo all'improvviso e non si abbassa più
  • Ripartire da capo ad ogni morte può causare frustrazione e pad spaccati
  • Sistema di equipaggiamento e abilità non chiarissimo

Commento finale

Touhou Genso Wanderer non sarà una pietra miliare del genere dungeon crawler, ma per gli appassionati della serie Touhou, rappresenterà una piacevole e interessante "deviazione" dal genere bullet hell. Il gameplay di base è facilmente comprensibile, con qualche difficoltà legata al sistema delle armi e dell'equipaggiamento, forse fin troppo macchinoso. Ciononostante, stiamo parlando di un buon fangame che può unirsi a testa alta alle altre produzioni. Una volta fatti i conti con una difficoltà improvvisamente elevata e le frustrazioni tipiche del genere, anche i neofiti troveranno qualcosa di interessante, da provare senza problemi. E poi è bello da vedere, anche questo non è da ignorare.
7

Buono

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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