Come ti ammazzo il bodyguard – Recensione

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6.5

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La strana coppia composta da Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson approda in maniera esplosiva sul grande schermo con Come ti ammazzo il bodyguard, un action movie dalle forti tinte comiche, diretto da Patrick Hughes, regista del terzo capitolo della saga de I Mercenari. Saranno riuscite due delle stelle più ambite del panorama hollywoodiano a creare una pellicola adrenalinica, avvincente, e soprattutto ricca di humor vietato ai minori? Scopritelo nella nostra recensione.

Cosa accadrebbe se Deadpool e Nick Fury si trovassero a dover condividere lo stesso schermo? Probablmente non avremo mai una risposta a questa domanda, o almeno non nell’immediato futuro, ma Come ti ammazzo il bodyguard riesce perfettamente a mostrare la brillante alchimia che intercorre tra Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson. Tralasciando l’alquanto discutibile traduzione italiana del titolo, il film richiama i punti forti dei classici thriller d’azione, tra cui il sicario a piede libero e la guardia del corpo con la testa tra le nuvole, fino ad arrivare all’inevitabile incontro tra i due.

Ryan Reynolds veste i panni di Michael Bryce, un intrepido bodyguard al quale, dopo un tragico incidente con un suo cliente, viene affidato l’incarico di proteggere il suo miglior nemico, uno dei sicari più pericolosi in circolazione. Ad interpretare Darius Kincaid, questo il suo nome, ci pensa l’eclettico Samuel L. Jackson, il quale le proverà tutte per dare del filo da torcere a Michael e testare i limiti della sua pazieza. Dopo essere stati per anni al lato opposto delle rispettive pistole, i due saranno costretti a passare assieme 24 ore di follia e cercare di sventare un possibile attentato alla Nazione, escogitato da Vladislav Dukovich, un crudele dittatore bielorusso interpretato dal poliedrico Gary Oldman. A completare il cerchio di un nutrito cast di stelle ci pensano la sensuale Salma Hayek e la bravissima Elodie Young, rispettivamente nei panni della pazza moglie di Darius e di un agente dell’interpol.

Tra corse in macchina al cardiopalma, assurde fughe in banca e lungo i canali di Amsterdam, tante sparatorie e gag ricche di parolacce, Come ti ammazzo il bodyguard rispecchia appieno i canoni del buddy cop movie ma fallisce nel dare spazio ad una trama che non sia trita e ritrita, e soprattutto piena di clichè. Purtroppo anche in questo caso si notano i limiti da filmaker di Patrick Hughes, il quale già al comando del terzo capitolo de I Mercenari non era riuscito a ripristinare il brio dei film precedenti. Come si dice in questi casi, tanta azione fumosa e pochissima sostanza. Sottotono anche la performance di Gary Oldman, troppo stereotipata nel classico ruolo del villain straniero. Tirando le somme, questo film è riuscito nell’intento di creare una coppia affiatata, replicando un pò il successo ottenuto da Russel Crowe e Ryan Gosling con Nice Guys, ma ha fallito clamorosamente in quello di distinguersi dalla massa, sempre più ricco di pellicole d’azione come questa.

Commento finale

Come ti ammazzo il bodyguard è la pellicola perfetta per tutti coloro che sono alla ricerca di un prodotto senza pretese e che vogliano semplicemente staccare la spina dalle fatiche quotidiane e godersi due ore di sano intrattenimento. Al di là della comicitià e delle scene adrenaliniche, però, di questo film resta ben poco, e la nostra speranza è che un ipotetico sequel possa arginare questi importanti difetti.
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