Di pari passo allo sviluppo dei videogiochi c’è la realizzazione delle opere d’animazione giapponese, ovvero gli anime. Molto spesso infatti, accade che uno studio di sviluppo o due decidano di riproporre le avventure di una serie animata che ha avuto molto successo o, in rare occasioni, proporre nuove storie riguardanti i suoi personaggi facendo leva sui fan che non vedranno l’ora di poter mettere le mani sulla copia di quel gioco e vivere quelle avventure fantastiche viste su carta o sul piccolo schermo. Come nel caso del gioco di cui vi parlerò oggi. Ecco la mia personale esperienza con The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia.

Natsume Atari, lo studio che si è occupato dello sviluppo e della realizzazione del titolo d’origine giapponese, grazie all’aiuto di Bandai Namco è riuscita a proporre, dopo la sua trasposizione su carta e quella animata, in versione videogioco la serie The Seven Deadly Sins che ha conquistato moltissimi fan dalla sua prima comparsa nel 2012 grazie al genio e alla matita di Nakaba Suzuki.  Come accade nelle opere già citate, nella sua controparte videoludica vedremo i protagonisti, ovvero Melodias ed Elizabeth, ripercorrere le stesse vicende che i più esperti hanno già vissuto una volta, o due se hanno sia visto l’anime sia letto il manga, ma che spiegherò qui, senza entrare troppo nello specifico, per chi non ne ha mai sentito parlare. Ci troviamo nel regno di Lionesse, situato nella regione di Britannia, governato attualmente da un gruppo di persone senza scrupoli chiamati Cavalieri Sacri, che un tempo avevano giurato di difendere il regno, spodestando il loro re e costringendo così la sua unica figlia Elizabeth a fuggire e cercare i Sette Peccati Mortali per riportare le cose alla normalità. Ma chi sono quest’ultimi? Per capirlo dobbiamo tornare indietro di almeno dieci anni. Questo gruppo dal nome molto particolare erano soldati abilissimi che avevano giurato di proteggere il regno e il loro re da qualsiasi pericolo e a qualsiasi costo. Purtroppo, finiranno per commettere ognuno una brutta azione, corrispondente ad uno dei sette peccati capitali, che ha conferito loro l’immortalità e delle abilità superiori ad un semplice essere umano e dopo essere stati accusati di voler prendere possesso del trono eliminando il Gran Cavaliere Sacro dell’epoca chiamato Zaratras. I Cavalieri Sacri daranno loro la caccia scacciandoli dal regno riuscendo anche a separarne i membri, sciogliendo così il gruppo una volta per tutte. Fatta la dovuta premessa inizierà l’avventura vera e propria, con la principessa Elizabeth che intraprenderà questo viaggio alla ricerca di tutti gli elementi dei Sette Peccati Mortali per portare la pace di nuovo sul regno. Ci ritroveremo quindi a muovere un maialino di nome Hawk sulla mappa di gioco, come se fosse una pedina, così da aprire il nostro locale chiamato Boar Hat in ogni cittadina importante che avrà la funzione di HUB con i vari menù del gioco. Infatti, man mano che andremo avanti sbloccheremo i vari personaggi che potremo poi utilizzare per le sezioni di combattimento che si divideranno in due tipi: il primo, dove combatteremo contro i soldati semplici dell’armata nemica dove, durante i primi combattimenti, ci verranno spiegate le basi per contrastare al meglio i nostri nemici che si dividono in attacchi standard, ovvero attacco leggero, pesante e attacchi a distanza, e attacchi magici, che potranno essere scagliati tramite gli stessi tasti dei primi con l’aggiunta della pressione del tasto R1. Infine, come da copione per il genere in questione, una volta riempita la barra rosa laterale potremo sfoderare la nostra tecnica finale scatenando tutta la potenza del peccato che rappresenteremo.

La seconda tipologia di combattimento si differenzierà dalla prima per due motivi: il primo è la presenza di nemici che si ridurrà ad uno solo, mentre il secondo motivo sarà la difficoltà nel buttarlo giù. Come in una qualsiasi boss battle, ci ritroveremo a dover sconfiggere uno dei cavalieri sacri che ci potrà dare, chi più chi meno, filo da torcere prima di sconfiggerlo e continuare la nostra avventura. Anche loro avranno attacchi magici da sfoderare, da cui dovremo stare in guardia se non vogliamo rischiare seri danni, riproponendo in tutto e per tutto gli scontri visti nella serie animata nel modo più fedele possibile. Purtroppo sarà in questi casi che noteremo uno dei punti a sfavore del titolo, ovvero il bilanciamento dei personaggi. Ci ritroveremo infatti ad utilizzare alcuni personaggi che saranno troppo forti con gli attacchi corpo a corpo ma altrettanto deboli in quelli a distanza e, se vi scontrerete con uno degli altri personaggi esperto nella tipologia di attacchi contraria alla vostra, lo scontro si risolverà in breve tempo con la vostra sconfitta. Questo problema può creare non pochi problemi soprattutto nella modalità Online, di meno durante la modalità Storia, che può far storcere il naso a non pochi utenti. Oltre alle modalità già citate avremo un’ultima a disposizione, ovvero Duelli, dove basterà scegliere i guerrieri e l’arena per iniziare una nuova sfida contro l’I.A. oppure un secondo giocatore.

Dal punto di vista tecnico The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia si presenta con una grafica non del tutto priva di difetti e imperfezioni, più visibili quando visioneremo le arene che risulteranno spoglie già dalla nostra prima occhiata, e non poco oserei dire. Inoltre, avremo qualche problema con la telecamera e il sistema di puntamento che prenderanno vita propria ostacolandoci non poco nel nostro combattimento, così come i cali di frame rate che spesso e volentieri si presenteranno. Il comparto sonoro non risulta niente di speciale, con musiche si orecchiabili ma facilmente dimenticabile mentre le voci dei personaggi durante gli scontri saranno due o tre dette a ripetizione. Una nota positiva c’è… i sottotitoli in italiano.