The Lost Child – Recensione

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7.2

Buono

Kadokawa Games dopo i due episodi della serie Demon Gaze (molto apprezzati soprattutto in terra Nipponica), ci propone The Lost Child, un progetto particolare che poggia le sue basi sia sull’esplorazione dei vari labirinti, in perfetto stile dungeon crawler, sia alla cattura delle creature che incontreremo in stile “Pokèmon”.

The Lost Child vanta una storia di tutto rispetto, che a dispetto di altri titoli dello stesso genere, non è solo un pretesto per farci girovagare nei dungeon ma anzi, narra una storia molto coinvolgente che vede al centro delle vicende il giovane Hayato, giornalista di una rivista che tratta l’occulto ed impegnato ad indagare su una misteriosa ombra che sembra abbia provocato diversi incidenti ferroviari. Poco dopo, il protagonista entrerà in possesso della pistola Gangour che ci permetterà di catturare i cosiddetti Astral, ossia i demoni che infestano la città, per poi purificarle e farne degli alleati molto preziosi nei combattimenti. Ogni Astral avrà inoltre i propri punti di forza e di debolezza e formare un team equilibrato è fondamentale per poter avanzare nell’avventura. A proposito di scontri, il titolo ci propone un classico sistema a turni in prima persona, sulla falsariga di quello visto nella seria di Shin Megami Tensei, non introducendo particolare novità o rivoluzioni al genere, ma al tempo stesso rimanendo semplice e funzionale allo scopo.


Un punto di forza è sicuramente la particolare gestione dell’esperienza dei comprimari e degli Astral stessi. Infatti questi non riceveranno punti esperienza direttamente, ma si potenzieranno grazie al Karma raccolto durante i combattimenti. Sta quindi al giocatore decidere quale creatura potenziare, lasciando così totale libertà di decisione.  Il titolo vanta di un numero di nemici molto ampio, tutti catturabili e questo potrebbe essere un grande punto di forza a chi ama il collezionismo e/o il completamento del bestiario. La storia principale si assesta sulle 20 ore circa senza considerare i dungeon opzionali che vi porteranno via (tante) altre ore di gioco.

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Dal punto di vista tecnico il titolo strizza l’occhio al mondo manga e dell’animazione giapponese in generale, proponendo protagonisti e creature ben disegnate ed animate. La grossa pecca risiede però negli ambienti tridimensionali, dove il dettaglio è quasi sempre bassassimo e le ambientazioni sono molto spoglie. Buono invece il comparto sonoro che ci accompagnerà per tutta la durata della nostra avventura. 

Pro

  • Ottima Longevità
  • Tante creature da catturare
  • Storia Coinvolgente

Contro

  • Graficamente "vecchio"
  • Alla lunga può risultare ripetitivo

Commento finale

The Lost Child è un dungeon crawler classico, che fa poco per introdurre grosse novità e attirare nuovo giocatori non fan del genere. La storia però resta coinvolgente, raccontata tramite scene animate simili a delle visual novel con intermezzi che sembrano provenire dal più classico dagli anime giapponesi. Il tutto però funziona bene, senza particolari problemi di sorta e resta consigliato a chi ama questa tipologia di giochi.Infine un avviso a chi non mastica bene l’inglese. Il titolo presenta una grande quantità di dialoghi non tradotti nella nostra lingua.
7.2

Buono

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