The Elder Scrolls Online: Morrowind – Recensione

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7.8

Buono

The Elder Scrolls V: Skyrim ha contribuito a lanciare la ben nota serie RPG di Bethesda, verso vette di popolarità mai raggiunte, sorpassando anche il precedente capitolo, Oblivion, che tanto anonimo non era.
Sull’onda di questo successo (e per soddisfare le richieste di molti giocatori, i quali imploravano a gran voce una modalità online in Skyrim), Bethesda rilasciò, con l’ausilio di Zenimax, un MMORPG intitolato The Elder Scrolls Online.

Purtroppo, i risultati non furono quelli attesi dalla compagnia, come nemmeno quelli dei fan: TESO si rivelò un gioco costellato di bug, con numerosi problemi legati al gameplay e permeato di irritanti utenti-bot, il tutto “impreziosito” dalla richiesta di un abbonamento mensile. Benché il titolo possedesse molte indubbie qualità, non tutti erano disposti a soprassedere su tutto il resto. Per questi motivi, dopo varie patch e aggiornamenti, The Elder Scrolls Online abbandonò l’abbonamento mensile, guadagnando nel frattempo molti nuovi utenti e una fresca ventata di fiducia, che solo il duro lavoro degli sviluppatori gli ha permesso di ottenere.

Ora, dopo quasi due anni dal suo rilascio, siamo qui a parlarvi della prima espansione di The Elder Scrolls Online, dedicata alla regione di Morrowind, luogo in cui era ambientato l’idolatrato e mai dimenticato terzo capitolo della saga, che i nostalgici non esitano a reputare superiore sia ad Oblivion che a Skyrim. Può questa espansione nascondere delle buone idee di qualità, che vadano oltre il mero (ed evidente) effetto nostalgia?

COME AI BEI VECCHI TEMPI

Trattandosi di un’espansione vera e propria, invece che di un semplice DLC, come ne sono già stati pubblicati a raffica, The Elder Scrolls Online: Morrowind porta con sé delle aggiunte decisamente corpose, fra cui una nuova classe da giocare e un’inedita campagna single player, ambientata nell’isola morrowindiana di Vvardenfell.

Questa campagna è un’avventura più contenuta e meno dispersiva rispetto alla storia originale, ma non di meno, carica di quest primarie e secondarie in gran quantità, in grado di tenervi occupati per una buona ventina di ore come minimo. Inoltre, i fan di Morrowind old-school, di sicuro, spenderanno la maggior parte del loro tempo soltanto ad esplorare questi luoghi incredibilmente familiari, riportati a nuova vita dall’engine di The Elder Scrolls Online, indubbiamente superiore all’originale RPG.

La storia, benché ambientata 700 anni prima degli eventi di Morrowind, ci porterà a visitare molti scorci noti della terra degli elfi, fin dai primi istanti di gioco; non si tratta di una riproduzione fedele al 100%, sia chiaro, ma le zone essenziali sono veramente riconoscibili, quel tanto che basta per farvi puntare il dito allo schermo ed esclamare “Mi ricordo di questo!”. Appare immediatamente palese come lo scopo degli sviluppatori fosse quello di puntare molto sull’effetto nostalgia, pescando dal cilindro il punto debole dei fan hardcore. Una trovata che colpisce nel segno.

Per quanto riguarda la trama dell’espansione in sé, innanzitutto avremo, immancabile, il classico feticismo degli Elder Scrolls: all’inizio del gioco ci ritroveremo puntualmente imprigionati e in manette. Il nostro primo obiettivo, sarà quello di sfuggire ai nostri carcerieri, impratichendoci nel frattempo con i comandi di gioco. Perché sì, anche questa espansione comincia con un tutorial: ciò rappresenta un’ottima occasione per coloro che vogliono partire all’avventura in TESO: Morrowind con un nuovo personaggio, oppure sono appena entrati in possesso del gioco. Tuttavia, anche i giocatori veterani, i quali vorranno esplorare le terre vulcaniche con il loro personaggio ultrapotenziato, già salvatore di Tamriel e ornato di equipaggiamento leggendario, potranno divertirsi senza problemi con questa nuova avventura: in TESO: Morrowind, infatti, viene introdotto un sistema di bilanciamento automatico per il livello dei nemici, il quale scalerà insieme al vostro, fornendovi quindi una sfida adeguata in ogni occasione. Subito dopo la nostra fuga, il mondo di Vvardenfell sarà la nostra ostrica e potremo esplorare senza limiti questa terra costellata di funghi giganti e acari della polvere godzilliani (meglio noti come Strider).

La campagna principale non sarà lunghissima e nemmeno troppo complicata: sfortunatamente, uno dei lati negativi dell’avere i nemici aggiustarsi al proprio livello, giace nell’impossibilità di trovare una sfida veramente ardua da superare. I giocatori “base” ringraziano, ma gli altri dovranno accontentarsi.
Per quanto riguarda la longevita, nessun problema: essendo un MMORPG, possiamo aspettarci una lunga sfilza di side-quest e missioni secondarie, per aiutarci a raggranellare bottino ed esperienza. Tali sidequests, putroppo, soffrono sempre del solito problema di Elder Scrolls Online: la maggior parte di loro pecca di originalità e interesse, limitandosi a generiche fetch quest o, quando siamo fortunati, l’eliminazione di un boss all’interno di uno dei vari (e ben realizzati, a onor del vero) dungeon. Non si tratta di qualcosa di irrimediabilmente negativo, è semplicemente una delle pesanti eredità di TESO che bisogna imparare a digerire.

Graficamente, TESO: Morrowind, esattamente come TESO base, mostra un comparto di poligoni, textures ed effetti grafici di buon livello e ciò farà felici i fan di vecchia data dell’originale Morrowind: come abbiamo già detto, non si tratta di un remake HD del terzo capitolo della serie e non pretende di esserlo, tuttavia si tratta di un’opera estremamente fedele allo stile di Morrowind, a livello di design e scenario.

Parlando di gameplay, qui si entra nel famoso campo “i gusti sono gusti”: se conoscete il funzionamento del battle system di The Elder Scrolls Online, preparatevi a ritrovarlo, immutato, anche nell’espansione di Morrowind. Certo, sarebbe stato sciocco affidare una rivoluzione del sistema di combattimento ad un’espansione, quindi non stiamo nemmeno a sindacare su questa scelta. Si tratta comunque di un avvertimento: le battaglie in The Elder Scrolls Online sono veloci ed immediate, grazie a quella puntina “action” che da sempre soddisfazioni, tuttavia, esse sono anche parecchio imprecise e prive di “peso”, risultando molto volatili e senza impatto, come se si stesse combattendo nell’elio. Se non siete mai stati fan di questo sistema, ritroverete le stesse identiche perplessità anche qui. Alla fine, dipenderà tutto dai vostri gusti: se avete già provato TESO e il suo battle system non vi ha dato problemi, bene così, in caso contrario…sapevatelo.

I GUARDIANI DELLA NATURA

Veniamo all’aggiunta più importante dell’intero pacchetto, che interesserà anche l’avventura all’infuori della regione di VVardenfell, ovvero la nuova classe giocabile, il Warden. Come detto in fase di preview, si tratta di una classe che non rientra nella classica trinità DPS/TANK/HEALER, in quanto è dotato di un set di abilità e specializzazioni, tali da renderlo in grado di coprire, con media efficacia, tutti e tre i vertici.
Possiamo vedere un Warden come un Jolly di Scala Quaranta, un elemento che funziona bene in qualsiasi formazione. Le sue tre specializzazioni di classe gli consentono di attaccare evocando alcuni animali, sfruttare il potere della natura per guarire se stessi e gli alleati con incantesimi curativi a zona, oppure di aumentare le difese tramite magie di gelo. La mancanza di specializzazione è, tuttavia, anche un punto a sfavore di questa classe, in quanto pur essendo bravi in tutto, non si sarà mai veramente esperti in qualcosa. La cura non sarà mai efficace come quella di un vero healer e il danno dei nostri attacchi non sarà comparabile a quello di un vero DPS.
Non di meno, si tratta di un’ottima classe per i nuovi giocatori, i quali potranno sfruttare il Warden come “tester” per trovare la propria vocazione con un futuro personaggio extra. Inoltre, il sistema di personalizzazione di The Elder Scrolls Online è sempre stato estremamente versatile e con pochissime restrizioni, quindi è letteralmente impossibile sbagliare la propria crescita.

Gran parte dei contenuti di Morrowind sono legati al PvE, considerando la campagna, tuttavia ci sono della aggiunte anche per il comparto PvP, come le nuove mappe Battlegrounds, brevi scontri 4v4v4 dove il gioco di squadra è essenziale. Le nuove location non sono per niente male e sono in grado di regalare molto divertimento ai fan degli scontri fra giocatori.

A prescindere dalla qualità di queste aggiunte, è però evidente come il cuore dell’espansione resti nella campagna principale, cosa che ogni tanto, potrebbe farvi dimenticare che state giocando ad un MMORPG, invece che ad un normale GDR singleplayer offline. Magari si stanno testando le acque per un futuro remake HD di Morrowind? Santo cielo, perché no?

 

 

Pro

  • Morrowind è sempre Morrowind
  • La nuova classe Warden è un'ottima scelta per i neofiti
  • Si può giocare immediatamente all'espansione senza limiti di livello, con un nuovo PG o il nostro vecchio eroe

Contro

  • Eredita la maggior parte dei problemi di gameplay di TESO
  • A causa dell'auto-livellamento dei nemici, raramente ci saranno sfide

Commento finale

The Elder Scrolls Online: Morrowind non convincerà i fan di Morrowind a mettere le mani sul bistrattato MMO, specialmente se sono rimasti scottati dalle brutte esperienze di lancio; tuttavia, alla luce dei miglioramenti effettuati nel tempo e della genuina bontà di quest'espansione, in grado di dare lustro ad una zona tanto amata dai giocatori, ci sentiamo in dovere di consigliarlo. Vvanderfall è viva e vibrante come non mai e il Warden è un'aggiunta molto gradita che aggiunge nuove possibilità alla creazione di un personaggio in linea con lo stile di gioco di ogni giocatore. Certo, restano i problemi alla base di TESO, come un sistema di combattimento non molto reattivo e alcune sbavature tecniche, ma per quanto riguarda l'espansione in sé, Morrowind è decisamente promosso. The Elder Scrolls Online può dare molto alla comunità MMORPG, gli serviva (e gli serve ancora) solo un po' di tempo extra per brillare come si deve.
7.8

Buono

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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