Tekken 7 – Recensione

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Ottimo

Dopo due tormentate generazioni alla ricerca della gloria perduta e la nascita di innumerevoli competitor capaci di alzare l’asticella della sfida sempre più in alto, arriviamo quindi al dunque: può la saga di Tekken tornare a brillare come agli albori, forte della popolarità del suo celebratissimo terzo episodio? Nì. Ma andiamo con ordine.

Non è un segreto il fatto che la fama di questa serie si sia letteralmente inabissata dopo le criticità sollevate dal passaggio da PsOne a PS2, un po’ come per tante altre serie giapponesi che hanno spopolato negli anni ’90 senza però trovare il coraggio di reinventarsi col passaggio degli anni. In una crisi artistica e produttiva che ha toccato anche un colosso come quello della saga di Final Fantasy, Tekken ha suo malgrado dovuto confrontarsi con un numero crescente di avversari agguerriti, sia giocando in casa che guardando al sempre più tecnologico Occidente. Al giorno d’oggi il mercato dei picchiaduro 3D è semplicemente dominato da creature nate negli studi caucasici di NetherRealm Studios, software house che ha voluto espandere il concetto di “fighting game” in un vero e proprio tripudio di modalità di gioco, contenuti addizionali, modalità narrative filo-cinematografiche e un numero incredibile di combattimenti fra cui scegliere. Oppure, se lo si vuole, basta fare un giro su Xbox One e vedere come Killer Instinct sia riuscito, dopo anni di ibernazione, a ritagliarsi attorno alla propria rinascita una schiera di appassionati agguerritissimi. Molto più di un Dead or Alive 5 qualsiasi, per dire.

Get Ready for the next battle

Come si pone quindi Tekken 7 rispetto alla concorrenza? La risposta è semplice: con gentile risolutezza. Tekken 7 non è infatti una scatola piena di cose da fare, vedere e collezionare, bensì un vero e proprio tripudio di tecnica per i giocatori hardcore e gli appassionati di picchiaduro. Rimane ovviamente un titolo capace di ritagliare attorno a sé l’interesse di un’utenza meno smaliziata, soprattutto grazie alla propria mise scenografica che a questo appuntamento si dimostra particolarmente convincente, ma in via definitiva non è capace di misurarsi con i contenuti di un Injustice 2 qualsiasi o ancora peggio di un Mortal Kombat XL. Quindi, è inferiore? Affatto, è semplicemente differente. Perché completata la dimenticabilissima modalità storia (molto breve e deludente, malgrado le aspettative) ed essersi fatti un giro nella manciata di contenuti dedicati al single player (grave l’assenza di una modalità allenamento fatta come si deve), ci si accorge che tutto ciò a cui Tekken 7 ambisce è andare sul ring, flettere i muscoli e mostrarci tutte le sue novità a colpi di Rage Move. Infatti, pur rifacendosi al recente Tekken Revolution – esperimento free-to-play approdato su PS3 – e al poco più anziano sesto episodio, questa settima iterazione introduce diverse meccaniche che danno in qualche modo un vero e proprio scossone alle fondamenta del gameplay.

tekken 7Da una parte abbiamo le Rage Arts, ovvero mosse speciali del tutto simili alle ultra di Street Fighter – con tanto di medesima animazione e zoom drammatico sui personaggi – , dall’altra le Rage Drive, concatenazioni di colpi potenziati che non fermano l’azione e che infliggono un danno inversamente proporzionale alla barra alla propria barra dell’energia. Entrambe queste meccaniche per essere attivate prevedono che il giocatore abbia subito un considerevole numero di danni e proprio per questo motivo, se ben utilizzate, possono rivoluzionare le sorti di uno scontro. Basta una svista, insomma, per perdere tutto il vantaggio guadagnato in precedenza; inoltre tutti i personaggi, sia vecchi che nuovi, possono contare su tecniche “Power Crush”, l’equivalente di casa Bandai Namco delle focus move di Street Fighter IV: durante la loro animazione queste mosse “assorbono” i colpi avversari, senza bloccare l’incedere di un pugno o di un calcio particolarmente potente. Gli equilibri del sistema di combattimento sono poi ancora una volta scombussolati dall’arrivo di un numero di new entry particolarmente ispirate (con l’eccezione dell’enigmatico Gigas) e da un parco mosse che, anche nel caso di personaggi storici come Marshal Law, riesce ancora una volta ad arricchirsi di tecniche nuove di zecca. Risulta quindi necessario dedicarsi ad uno studio meticoloso di tutte quelle che sono le meccaniche che si nascondono dietro “la scazzottata” che appare sullo schermo, senza però rinunciare ad una spettacolarità visiva e ad un’animazione “casual” che, ripetiamo, rimane il fiore all’occhiello di questa produzione. Rispetto ad un Injustice 2 e un Mortal Kombat XL, Tekken 7 propone un sistema di combattimento più fluido, accessibile e al contempo ricco di sfaccettature e tecniche da far proprie per poter “palleggiare”, juggle dopo juggle, i propri avversari come se fossero palloni gonfiati (una delle tante critiche da sempre si rivolgono alla serie è proprio quella di essere troppo basata sul tenere in aria l’avversario: beh, è proprio così, ma d’altronde è un suo tratto distintivo).

tekkenSpeed and weight!

Preparatevi ad avere attorno un cospicuo numero di amici se vorrete godervi appieno Tekken 7, perché al momento la situazione del multiplayer online è piuttosto tragica: da una parte abbiamo le versioni console che sembrerebbero incapaci di avviare una partita classificata, dall’altra invece l’edizione PC (che, sottolineiamo, rimane l’incarnazione migliore delle tre disponibili) che funziona perfettamente e, a sorpresa, risulta essere popolatissima. Per parlarvi di Tekken 7 abbiamo dovuto testare il gioco a fondo su PlayStation 4, spostandoci successivamente sull’edizione PC per valutarne il comparto online poiché su console Sony è stato semplicemente impossibile accedere alle modalità online. In ogni caso, una volta che i problemi relativi al matchmaking e al netcode verranno risolti, sarà possibile lanciarsi in partite classificate, match privati o tornei, senza troppa varietà sul genere degli scontri 1 vs 1. A completare l’offerta ludica ci pensano una modalità personalizzazione che, esattamente come dice il titolo, permette di addobbare i lottatori con accessori e stavaganze di qualsiasi tipo e infine una modalità galleria che al costo di sonante valuta digitale dà accesso a tutti i filmati d’apertura e chiusura dei precedenti episodi, con tanto di galleria di artwork promozionali ed extra più o meno graditi. Tocca segnalare che le esclusive dell’edizione PS4, ovvero la modalità VR e il jukebox che permette di selezionare le tracce musicali direttamente dai precedenti episodi della serie, risultano un’aggiunta poco più che ornamentale e che non ci si dovrebbe far troppo influenzare da questo addendum nel caso si fosse lì per lì tra lo scegliere l’edizione Sony oppure quella disponibile su Steam.

Con questo nuovo capitolo Bandai Namco è dichiaratamente uscita dalla sua comfort zone, sviluppando per piattaforme current gen un picchiaduro forte del marchio di un engine grafico come l’Unreal Engine 4. Fortunatamente possiamo tirare un sospiro di sollievo: scongiurata la presenza di un’estetica tipicamente “plasticosa” dovuta proprio all’utilizzo di questo engine in altri videogiochi, Tekken 7 si erge nel panorama videoludico odierno come una vera gioia per gli occhi, soprattutto su PlayStation 4 Pro e su PC, dove la risoluzione raggiunge la gioia del FULL HD e addirittura la possibilità di godersi il tutto in Ultra HD. Perché questa precisazione? Beh, è presto detto: non è stato facile per la compagnia di Pac-Man confezionare questa edizione home console, vuoi per i dichiarati limiti di PS4 e Xbox One, vuoi per un processo di ottimizzazione che, in ambito multipiattaforma, risulta sempre più dispendioso e difficile da tenere in considerazione. Il risultato è un videogioco che stupisce fin da subito per qualità visiva generale con uno spiccato gusto per il dettaglio che ha portato il team di artisti dietro alla produzione a ricreare con dovizia di particolari i riflessi e la consistenza di ogni tipologia di pavimento o superficie fisica contro cui ci si troverà a sbattere o a rendere ancora più realistici i vari tipi di tessuti che ricoprono gli erculei fisici di Kazuya ed Heihachi Mishima. Ottime anche le animazioni che confermano ancora una volta la grande fiducia di Bandai Namco per le sorti di questo titolo; detto questo, Tekken 7 rimane in ogni caso un vero e proprio valzer di compromessi. Se si vuole ignorare il fatto che per poter offrire i 60 frame per second costanti su Xbox One e PS4 OG si è dovuto ricorrere a soluzioni deprimenti sotto il profilo della pulizia visiva, la vera differenza che fa pendere l’ago della bilancia per la già celebrata edizione PC sono sicuramente i tempi di caricamento. Fra uno scontro e l’altro su console Microsoft si potrà finire per attendere anche oltre 40 secondi e su PS4 il risultato non è poi molto migliore. Bisogna quindi fare affidamento sulla versione PC per poter attendere meno secondi possibili fra un match e il successivo, godendo al contempo di tutti i benefici che solo un hardware medio-alto può offrire a questo videogioco, che comunque non si dimostra particolarmente avido di requisiti hardware.

tekken 7

Pro

  • Ottimo roster di combattenti
  • Estetica a tratti spettacolare
  • Gameplay arricchito di novità, variegato e ben bilanciato

Contro

  • Offerta ludica ridotta all’osso
  • Problemi gravi con l’online su console
  • Modalità storia deludente e poco incisiva
  • Gli Extra dell’edizione PS4 non sono così importanti

Commento finale

Tekken 7 rimarrà un “prodotto poco appetibile” per il mercato odierno, ma sicuramente non viene meno alla sua origine storica di picchiaduro 3D. Sorvolando su tutto ciò che di extra cioè oltre i combattimenti, l’ultima creatura Bandai Namco non delude, offrendo un sistema di combattimento stratificato e capace di divertire sia il pubblico casual che quello dei più sfacciati giocatori da scena competitiva. Ci sono dei problemi tecnici sparsi qua e là, soprattutto guardando alle edizioni PS4 e Xbox One, ma in via definitiva nulla che scalfisca la solidità di un gameplay sul quale si regge in piedi l’operazione tutta. Dimenticatevi tuttavia la ricchezza di contenuti dei titoli NetherRealms o una modalità storia all’altezza della fama del marchio: qui si mena, non si scherza.
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Ottimo

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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