Sword Art Online: Fatal Bullet – Recensione

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6.8

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Partiamo con le premesse di rito: Sword Art Online è una fortunatissima serie di romanzi giapponesi baciati dall’adattamento animato che li ha resi celebri in tutto il mondo. Filo conduttore di questi romanzi, tutti ambientati a cavallo tra la realtà e il mondo digitale di svariati videogiochi online, è il protagonista, un giocatore talmente abile e irresistibile da essere capace di attorniarsi di procaci coprotagoniste.

Non importa che conosciate o meno il materiale d’origine di Sword Art Online: Fatal Bullet, perché tutti gli eventi passati vi verranno svelati a tempo debito. E ora un’informazione che sarà utilissima a chi, le precedenti iterazioni di Swort Art Online, se l’è giocate tutte: questo nuovo capitolo è degno del nome che porta sulla copertina? Nì. Ma d’altronde non lo erano nemmeno i precedenti. Ma non è strano che Bandai Namco stia portando avanti a testa alta questo franchise, soprattutto se mettiamo a confronto questa popolarissima serie animata con una, molto più interessante, ma quasi dimenticata come quella di .Hack, JRPG dell’era PS2. Dopotutto il richiamo a livello mediatico di questa IP è forse uno dei grandi a livello mondiale, forte di una serie animata tutto sommato godibile e che conta fra sequel, prequel e prodotti multimediali assortiti più di dieci incarnazioni stand-alone.

Ambientato nel mondo cyber punk di Gun Gale Online, un videogioco online di genere sparatutto, la storia mette per la prima volta come protagonista un vero e proprio avatar del giocatore che, suo malgrado, finisce fin dai primi minuti per inciampare in responsabilità ben più grandi di quello che ci si aspetterebbe. Ad aiutarlo nella sua impresa, ovviamente, tornano Kirito e Asuna, l’indiscussa coppia di protagonisti i cui volti capeggiano sul materiale promozionale di ogni cosa che porti il titolo “Sword Art Online”. Ma in questo gioco, a differenza dei precedenti, di “arti della spada” di sentirà parlare davvero poco, poiché il setting e l’esperienza di gioco è stata adattata al terzo arco narrativo dell’opera originale, quella che – secondo i puristi – appassiona di meno delle precedenti. Eppure, paradossalmente, Sword Art Online: Fatal Bullet, abbandonando il fantasy cappa e spada dei precedenti universi esplorati guadagna un briciolo di personalità in più, proponendo un gameplay funzionale, seppure non sbalorditivo. Merito, forse, dell’esperienza dello sviluppatore maturata con Freedom Wars, precedente titolo dalle premesse similari sviluppato in esclusiva per Sony PS Vita? Non ci è dato saperlo, seppure le similitudini fra le due produzioni siano parecchie, eppure le costanti stratificazioni di meccaniche tipicamente RPG e scontri in tempo reale tutti “spara e spara” funziona, ed è banalmente aiutato da una componente online che risulta altrettanto appassionante se si avrà l’opportunità di condividerla con amici pronti a tutto.

Un proiettile fatale

I discreti meriti del titolo, tuttavia, sono spesso osteggiati da diversi difetti che potrebbero risultare piuttosto sgradevoli, specie per chi approcciasse questo videogioco senza essere un accanito fan della serie. In primis, per quanto ben confezionata, l’esperienza di gioco offerta da questo mediocre third person shooter è spesso ammorbata da una intelligenza artificiale poco reattiva, sia guardando ai nemici che ai companion. L’unione di elementi RPG e third person shooter funziona a dovere, specie se si guarda alla possibilità di schivare i colpi avversari e al buon numero di abilità speciali utilizzabili in battaglia, e dopo una fase di tutoraggio intensiva alleggerita (se così si può dire) dalla presenza di numerosi dialoghi e al massiccio character development da parte dei noti protagonisti e di volti inediti, il gioco si apre offrendo un’altissima possibilità di personalizzazione del proprio party e del proprio stile di gioco. Ahinoi, a conto fatto, basteranno una manciata di ore fra missioni principali e secondarie (e, credeteci, ce ne sono parecchie) per accorgersi che il tutto si traduce in correre in lungo e in largo in anonimi labirinti tutti uguali nella vana speranza di portare a casa il malloppo più sfizioso, dovendo presto attivare l’opzione di “automira” per riuscire ad affrontare i nemici ad armi pari: loro non sbagliano un colpo, perché voi dovreste solo perché il sistema di controllo non si rivela all’altezza? Ovviamente tutto questo non importerà poi molto agli appassionati di statistiche, leveling selvaggio e ricerca del loot più esplosivo, ma si dovrà giocoforza venire a patti con la moltitudine di schermate di caricamento che rallentano ogni singola azione o navigazione tra uno scenario e l’altro. Fra migliaia di armi fra cui scegliere, diversi stili approcciabili e una storyline inedita, cosa è andato storto? Forse proprio la mediocrità del tutto. E non è tanto ricercabile nell’insieme quanto nella singola fattura di ogni singola meccanica che compone il titolo in questione. La criticità maggiore da noi riscontrata in fase di testing sono sicuramente le battaglie con i giganteschi boss, vere e proprie entità che metteranno a dura prova la pazienza di colui che tiene il joypad in mano a causa dell’alto numero di punti vita a loro disposizione. E no, i vostri colpi e le vostre abilità non rallenteranno il loro incedere in alcun modo, almeno fino alla definitiva esplosione (piuttosto scenografica) che ne decreterà la sconfitta.

E niente da dire su quelli che sono, ancora una volta, i pretesti che muovono il tutto: da una serie animata che basa il proprio appeal sulle storie di un gamer dal fascino irresistibile a cui nessuna ragazza può resistere non ci si può sicuramente ricavare un classico della narrativa contemporanea, e se non altro Sword Art Online: Fatal Bullet ha il merito di rimanere fedele a se stesso, volenti o nolenti. Aspettatevi quindi lunghi discorsi – del tutto irrichiesti – sul legame di amore che unisce i due protagonisti e i sottili legami pruriginosi che tengono insieme l’intero gruppo che li segue. Benché finalmente un gioco tratto da questa saga dia al giocatore la possibilità di crearsi un proprio avatar, la presenza costante del gruppo di protagonisti della serie lo mette costantemente in ombra, e se non ci si è creato un minimo legame empatico con quel gruppo di stereotipi semoventi e dall’indiscutibile fascino “anime”, difficilmente si riuscirà a seguire la storia senza abbandonarsi a qualche sbadiglio. Infine un commento al comparto tecnico, che risulta tutto sommato decente, ma come sempre focalizzato soprattutto sulla resa grafica dei modelli poligonali dei protagonisti e delle innumerevoli cutscene. Le ambientazioni sono spoglie e anonime, mentre il framerate, che dovrebbe essere sbloccato, incespica più del dovuto, specie su Xbox One, dove il gioco raggiunge e difficilmente si schioda dai 30fps. Non che su PS4 vada meglio, benché il tutto sia mosso dall’Unreal Engine 4, ma se state cercando alte risoluzioni e una fluidità di gioco costante – se avete un hardware di fascia medio alta – il nostro consiglio è quello di interessarvi alla versione del titolo disponibile su Steam.

Pro

  • Buona possibilità di personalizzazione del proprio stile di gioco
  • Il fascino dell’universo di Sword Art Online
  • Multiplayer online
  • Gameplay tutto sommato originale e fresco…

Contro

  • … ma reso fin troppo ripetitivo e angosciante da ambientazioni anonime, IA poco reattiva e tempi di caricamento biblici
  • Difficilmente consigliabile a chi non conosce l’opera originale
  • Framerate non molto solido su console, specie su Xbox One
  • Narrativa strabordante e a tratti puerile

Commento finale

Pur essendo uno dei videogiochi più riusciti tra quelli tratti dalla saga originale, Sword Art Online: Fatal Bullet non riesce ad imporsi come titolo di riferimento per il genere third person shooter, pur essendo de facto un’ibridazione RPG piuttosto interessante. Se non badate molto ai dettagli e vi interessa solo riunirvi a Kirito e soci, si tratta di un prodotto tutto sommato godibile e pieno di cose da fare, ma l’estrema ripetitività del tutto, le frequenti schermate di caricamento e la costante presenza dei protagonisti pronti ad offuscare l’avatar del giocatore potrebbero smorzare l’entusiasmo iniziale nel giro di pochissimo tempo.
6.8

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C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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