Super Lucky’s Tale – Recensione

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7

Buono

È un periodo d’oro per il genere platform. Negli ultimi mesi, uscite del calibro di Super Mario Odyssey e il non poco ispirato Cuphead, oltre che il grande ritorno di Crash Bandicoot, hanno riportato in vita un genere che ha segnato la storia una ventina di anni fa e poco più. Non a caso, Crash Bandicoot è stato e sarà sempre un pezzo di storia, così come Super Mario che negli anni, nonostante alcune rivoluzioni, ha sempre mantenuto il suo spirito con forza, dimostrando che il platform non muore mai. Ed è proprio grazie a questi titoli che, almeno secondo un punto di vista, si ritorna ad essere videogiocatori interessati ai giochi e meno all’aspetto tecnico fatto di numeri e risoluzioni. Ed è proprio un controsenso, se vogliamo, perché oggi parliamo di Super Lucky’s Tale, un platform spensierato e colorato che segna anche la nuova era di Xbox One X, la console più potente sul mercato che fa dei numeri il proprio motivo di esistenza. La sfida è ardua e la base di partenza sa di non poter competere con i pezzi grossi, ma… ha almeno una sua personalità questo Super Lucky’s Tale?

Tendenzialmente si fanno troppi paragoni, troppi giri di parole inutili e, ancora, ci si perde troppo spesso in un ambiente più tecnico, nella fattispecie la risoluzione, il frame-rate, le texture e bla bla bla. Il gioco di Playful Games non è originalissimo, anzi, tende forse a prendere meccaniche qui e là nei giochi sopraccitati, ma ha quella magia che, nonostante tutto, fa funzionare le cose. Sapete quella sensazione del “c’è qualcosa di strano ma non capisco se è negativo o positivo”? Probabilmente vi accompagnerà per tutta la durata dell’avventura. Perché alla base abbiamo un gioco da una struttura semplice in 3D che prende tanto spunto dai capolavori Rare dei tempi passati su Nintendo 64. Il plot è di una tenerezza unica e nostalgica, fa tornare in mente i bei momenti in cui ci si passavano le ore su Banjo e Kazooie o Crash Bandicoot, con una trama che non vuole assolutamente prendersi sul serio e che fa tutto affidamento sulla direzione artistica. Lyra è la sorella di Lucky che è tornata da un viaggio di ricerche e con sé è riuscita a portarsi un manufatto incredibilmente potente e misterioso: il Libro delle Ere. Ma qualcosa va storto e la banda dei criminali “La Cucciolata” tende a scatenare questo incredibile potere, dove Lucky si sacrificherà per salvare la sorella. Entriamo quindi in una Warp Room molto simile a quella di Crash: Warped, ma che a differenza di quest’ultimo, sono anch’esse dei livelli giocabili dove raccogliere monete, le lettere per completare il nome Lucky e i quadrifogli da raccogliere. I malati del 100% avranno di che raccogliere, assolutamente. In queste Warp Room ci sono dei livelli da completare e scovarne tutti i segreti e, una volta completati, passiamo ad una boss fight che aprirà le porte di un’altra Era. Come s’intuisce, si tratta di un plot decisamente semplice e senza troppi fronzoli.

I livelli sono strutturati in maniera molto classica. Il gioco fa affidamento al 2.5D in questo caso, dandoci la possibilità di muoverci anche in profondità calcolando la spaziosità del livello. Per sbloccare le varie porte e quindi progredire nel gioco si dovranno conquistare i quadrifogli: ogni porta di livello indica quanti quadrifogli bisogna possedere. Si tratta di un gioco pensato principalmente per il pubblico più piccolo, quindi la difficoltà di gioco è tarata pesantemente al minimo, senza incorrere in problemi di sorta. La durata di un livello dipende da come lo affrontate: se siete di quelli che vanno avanti per completarlo, basteranno poco più di cinque minuti a livello, mentre chi vuole raccogliere tutto sarà impegnato per circa il doppio del tempo o anche più. Ovviamente da questi dati possiamo constatare che la durata complessiva del gioco non è elevata e che non vi farà compagnia per molto tempo. Per quanto concerne il gameplay, come di cui sopra accennato, Super Lucky’s Tale si rifà ai giochi che hanno segnato la storia passato e forse ne prende troppa senza riuscire a segnare, realmente, un proprio pezzo di esistenza. Lucky potrà combattere i nemici roteando la coda, ricordando un particolare vortice portato in auge questo giugno. Per sconfiggere altri nemici basterà saltargli sulla testa una o due volte e scompariranno in una nuvola di fumo. Per ora nulla di originale ma che comunque funziona in modo fluido ed eterogeneo, senza complicanze. A differenza però della visuale di gioco, bloccata e poco personalizzabile, rendendo il tutto più complicato. Nei livelli più di una volta cadrete di sotto a causa di un salto sbagliato in profondità: la visuale non riesce a rendere perfettamente il senso di spazio e, unita ad animazioni lente, rende il tutto più complicato.

Per quanto concerne l’aspetto tecnico, Super Lucky’s Tale ha alti e bassi. Il level design e la varietà dei livelli è di buona fattura, così come uno stile colorato e interessante, ben strutturato. I dettagli di gioco sono parecchi e sono davvero belli da vedere, ma si tratta di un prodotto che non riesce a trovare un proprio spazio, una propria originalità. Il gioco su Xbox One S girà a 1080p e soltanto 30fps, una scelta davvero strana per certi versi, in quanto la mole poligonale e i dettagli potevano tranquillamente essere trasposti a 60 frame per secondo. Si tratta di uno studio piccolo, indipendente e anche un po’ alle prime armi, quindi non mi sento di volerli davvero criticare, ma rimane una scelta strana quella di non portare il gioco ad una fluidità maggiore, che in questo genere è una scelta di prima categoria. A differenza di questo, però, su Xbox One X il gioco viaggia senza problemi in 4K nativo e 60fps, dando una verve decisamente diversa. Ho avuto il piacere di provare entrambe le versioni e, ovviamente, a spiccare è la versione potenziata della console Microsoft. Il tutto diventa incredibilmente più nitido, più colorato e più bello da vedere, oltre che decisamente più fluido.

Pro

  • Stilisticamente bello e colorato
  • Si gioca con piacere
  • Ha del potenziale

Contro

  • Visuale bloccata
  • Non proprio originalissimo
  • Longevità

Commento finale

Super Lucky’s Tale non spicca per originalità, poco da fare. Si tratta di un titolo che diverte, che fa staccare la spina, che non tende ad annoiare e che fa sorridere per quasi tutta la sua durata. Il problema è che forse titoli così spensierati siano più indicati per un pubblico davvero giovane. Da bambino non guardi nessun aspetto tecnico, né analizzi se la profondità dello spazio e la visuale ti impediscono di saltare bene, perché in quel caso hai solo sbagliato e ci riprovi. Super Mario Odyssey, Crash Bandicoot, Donkey Kong e altri titoli del genere sono di un altro livello, è vero, ma Super Lucky’s Tale riesce a creare quella magia strana che “è tutto così bello” anche se i difetti non mancano. Mio nipote sta giocando a questo titolo da giorni e continua imperterrito. Per lui la durata è praticamente infinita e le somiglianze con altri titoli da lui giocati è una cosa fantastica, perché è proprio ciò che gli piace. Forse tendenzialmente siamo noi adulti a classificare troppo le cose e, nel caso di Super Lucky’s Tale, non so se sia la scelta da fare durante il gioco. Questo è un titolo da avviare, sorridere e rilassarsi: dopo ci si sta molto meglio con sé stessi.
7

Buono

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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