Star Wars Battlefront II – Recensione

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8.5

Ottimo

Ogni volta risulta irripetibile, eppure non manca mai l’emozione. Quando si parla di Star Wars, almeno con i fan più accaniti, ci si emoziona sempre. Questa cosa sorprende, perché si capisce che c’è un affetto reale per questa saga, qualcosa che rapisce e fa sciogliere il cuore ogni volta che se ne parla. L’opera di George Lucas è riuscita nell’intento di creare un precedente storico: Star Wars è ormai un qualcosa di esistente, una reale Galassia lontana lontana che tutti vorremmo sempre con noi. Lo ha pensato Disney, tanto che ora sta lavorando a diversi nuovi episodi cinematografici. Non è l’unica, perché anche Electronic Arts ha in mano questo potere e, infatti, siamo già al secondo capitolo di Battlefront, esattamente a due anni dall’uscita del primo uscito nel periodo dell’episodio VII, come questo sequel che ha anticipato l’uscita di episodio VIII. Oggi, com’è ormai appurato, diamo uno sguardo a Star Wars Battlefront II, sviluppato da DICE in collaborazione con Motive Studios e Criterion. Siamo riusciti a fare il grande salto rispetto al primo capitolo?

Il feedback della community ha funzionato a dovere. Il primo Battlefront aveva penuria di contenuti: si contavano al lancio poche mappe, pochi eroi e poche modalità, oltre a non avere una campagna single-player. Una volta inserito il disco si faceva capolino nei server e ci si affrontava a colpi di blaster e spade laser, senza troppi fronzoli. Ad accompagnare questo problema di contenuti era anche il Season Pass, al costo di €49,99 (decisamente elevato) prometteva l’aggiunta di nuove chicche che, però, dovevano essere presenti nel gioco completo. Nel totale, il primo Battlefront è riuscito a conquistare la sua fetta di pubblico e, con l’uscita della Ultimate Edition comprendente tutti i contenuti aggiuntivi rilasciati, il prodotto è riuscito a mostrare tutta la sua personalità. Electronic Arts ha deciso di accettare questa critica e ha voluto sfoderare le sue carte in questo secondo capitolo, duplicando e triplicando i contenuti ed eliminando un pass stagionale costoso favorendo invece le microtransazioni. Ad aggiungersi in questa vicenda c’è una campagna single-player che accompagnerà il giocatore tra le cinque e le sei ore massimo, mostrando in pieno l’atmosfera della saga, dei momenti epici e di alcuni personaggi storici. Inoltre va a chiudere quel buco narrativo che c’è tra il finale di episodio VI e l’inizio di episodio VII, anche se i risultati non sono così sbalorditivi. Iden Versio è sicuramente un personaggio interessante, ma caratterizzato troppo velocemente: la campagna doveva durare qualche ora in più per entrare nelle profondità dei protagonisti. Altro difetto sono state le molte missioni a bordo di navicelle che, per l’appunto, raccontavano meno della drammaticità degli eventi che colpivano la protagonista, così come anche alcune missioni con gli eroi più noti che, per molti versi, spezzavano il ritmo e avanzavano troppo velocemente. Questa campagna, insomma, non fa gridare al miracolo per com’è raccontata, però l’obiettivo di realizzare qualcosa che si avvicinasse all’epicità dei film è stato centrato. Le musiche, le battaglie e le ambientazioni fanno emozionare tutti quelli che amano alla follia l’universo di Lucas.

Passando al cuore del gioco, il multiplayer, abbiamo constatato gli incredibili miglioramenti rispetto al passato. Diciamo addio a quei terribili power-up per la mappa per poter sfruttare eroi, veicoli e altro: ora prevarrà la bravura del giocatore (ma non soltanto quella, ma ci arriviamo dopo) che, tra un nemico sconfitto e un obiettivo di missione raggiunto, accumula dei punti da spendere al respawn in partita. Potremmo scegliere quattro diverse classi: Soldato, Pesante, Cecchino e Ufficiale. Ognuno di loro è ideale per un tipo di gioco, veloce, dinamico o nell’ombra. Sfruttare le capacità di queste classi ci farà accumulare esperienza che ci sbloccherà dei premi nella Carriera, invogliando quindi gli utenti a non focalizzarsi su una singola classe ma di esplorarle tutte. Scesi in partita, a seconda della modalità, dobbiamo combattere il nemico anche attraverso degli obiettivi: in Assalto Galattico, per esempio, dovremmo distruggere lo Star Destroyer se siamo nei panni dei Ribelli, mentre difenderlo se siamo l’Impero. Non basterà quindi fare centinaia di uccisioni: per vincere ci sarà bisogno di completare gli obiettivi richiesti nel tempo stabilito. Questo ovviamente significa che saremo noi a districarci tra la battaglia e la missione proposta. Ogni modalità di gioco ha questa funzionalità di “progressione” che vuole ricordare gli eventi che hanno reso la saga così grande. Abbiamo l’incredibile battaglia di Theed tra i Separatisti e la Repubblica, così come la battaglia di Endor, quella di Jakku e tante altre.

Non è tutto rosa e fiori, però, anche se ora le cose potrebbero migliorare. Nel momento in cui abbiamo provato il gioco le microtransazioni non erano già più funzionanti, accantonate per qualche tempo da Electronic Arts per una completa riformula. Le polemiche sollevate dall’utenza sono state protagoniste di questi ultimi giorni e, per certi versi, incredibilmente ragionevoli. Le casse premio nei giochi non sono un male e lo hanno dimostrato tantissimi titoli. Halo 5: Guardians, Titanfall 2, Rainbow Six: Siege, tutti questi titoli e anche altri fanno uso di microtransazioni che però non vanno ad incidere sulle potenzialità di ogni singolo giocatore, ma soltanto sull’estetica o altre piccolezze che vanno oltre la mera competizione. Electronic Arts ha esagerato, nonostante Star Wars Battlefront II sia tutto tranne che un gioco competitivo. Il problema era che se un giocatore avesse speso soldi reali, sarebbe stato sicuramente avvantaggiato rispetto a chi voleva sbloccare tutto con i crediti di gioco. C’era una particolare plusvalenza che metteva a serio rischio la bontà del gioco, perché finire una partita con più morti che uccisioni e un punteggio basso rispetto a chi pagava non è esattamente giusto. Ogni classe, ogni eroe e ogni veicolo può migliorare la propria resa con delle carte e delle abilità che si acquistano tramite le casse premio, sia a pagamento che “gratuite”. Ma se un giocatore decide di investire una somma di denaro alta per comprarle, all’interno troverà abilità e miglioramenti per le sue classi, mentre un altro giocatore non può, non vuole farlo. In battaglia, il giocatore che ha investito il suo denaro nelle microtransazioni sarà avvantaggiato su ogni fronte, dalla vita alla potenza delle armi. Questo crea un problema serio e che andava a sbilanciare incredibilmente il multiplayer. In alcuni paesi del mondo è stato classificato come “gioco d’azzardo” e forse lì si è arrivati ad una particolare esagerazione, anche perché il gioco non lo richiede obbligatoriamente di pagare. Il mio pensiero è quindi sì alle microtransazioni estetiche o che non penano il bilanciamento di gioco, mentre assolutamente no a quelle che lo fanno, in questo caso come Star Wars Battlefront II. Al momento Electronic Arts ha deciso di rimuoverle e riformularle per incontrare ciò che richiedono i fan, nei limiti del possibile.

Togliendoci dalla parentesi delle microtransazioni, la parte incredibilmente negativa del gioco, passiamo all’aspetto tecnico. Star Wars Battlefront II è una gioia per occhi, soprattutto per chi può giocarlo su Xbox One X e PlayStation 4 Pro. Le due console mid-gen migliorano notevolmente l’aspetto visivo del gioco, soprattutto la console Microsoft che riesce a distaccarsi anche dalla sua rivale PS4 Pro. Le atmosfere sono ricreate in modo spettacolare, quasi come se si stesse guardando uno dei film. Combattere su Kamino, sotto la pioggia, è davvero sorprendente, così come i palazzi i Theed, il deserto di Tatooine e la foresta di Endor. Ogni cosa riesce a regalare quel particolare ricordo visto nella pellicola, lasciandomi sorpreso diverse volte di fronte a tale resa. La fluidità di gioco è sempre altissima, anche quando i ritmi diventano forsennati tra esplosioni, particellari e tantissime unità in movimento. Le musiche sono quelle originali e quando partono in determinate occasioni fanno saltare di gioia il fan che è dentro di noi, riuscendo a toccare anche la nostalgia di certe emozioni. Non sono mancati bug, alcuni tremendamente fastidiosi come la scomparsa dell’arma o della spada laser. Mi sono ritrovato a morire senza motivo perché improvvisamente il mio Jedi non sfoderava più la sua spada, risultando facilmente come obiettivo semplice da sconfiggere.

Pro

  • I contenuti!
  • Grafica e atmosfere degne di nota
  • Multiplayer divertente

Contro

  • Bilanciamento
  • Campagna troppo frettolosa
  • qualche bug da sistemare

Commento finale

Nel complesso Star Wars Battlefront II è un ottimo gioco. La campagna single-player non fa gridare al miracolo, ma se gli sviluppatori hanno realmente deciso di inserire nuovi capitoli di gioco col tempo, potrebbero sicuramente migliorarla sotto tanti punti di vista. Come di cui sopra, il problema principale risiede nella frettolosità degli eventi e della caratterizzazione del personaggio. Il multiplayer risulta bello, dinamico e pieno di obiettivi da completare. Le mappe sono tantissime in ben diciotto diverse location, da Tatooine a Endor, da Kamino a Theed, da Takodana a Jakku. Gli eroi pure non mancano, anche se alcuni di loro vanno sbloccati con i crediti di gioco: al momento bastano circa venti ore di gioco per sbloccarli tutti. Le modalità si differenziano a seconda delle fazioni che impersoneremo tra i Separatisti, la Repubblica, l’Impero o l’Allenza Ribelle. Purtroppo il gioco ha avuto la terribile magagna delle microtransazioni, e nonostante al momento queste non siano presenti, il gioco ha bisogno ancora di ulteriori aggiornamenti per bilanciare il tutto al meglio, in quanto la formula precedente si distaccava fin troppo dai canoni classici a cui siamo abituati. Graficamente e tecnicamente incredibile, il gioco riesce ad avvicinarsi alla pellicola per quanto sia fedele. Non tanto per la componente visiva che è magnifica, quanto più per essere riuscito a ricreare le atmosfere e le situazioni viste nei film senza troppi problemi. Qualche bug va risolto, non c’è dubbio, ma tutto sommato il titolo di DICE si comporta egregiamente.
8.5

Ottimo

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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