Star Wars Battlefront 2 – Anteprima

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Per un amante di Star Wars come me è iniziato il periodo di attesa più lungo e tedioso dell’anno. Quanto manca all’uscita del nuovo film? Quanto manca all’uscita del nuovo videogioco? In questi anni l’universo di George Lucas è tornato in auge senza fronzoli, diretto, coraggioso alla ricerca di una nuova vita dopo la seconda trilogia non proprio perfetta e senza un colosso come Disney dietro che faceva marketing stellare (il gioco di parole è voluto). Electronic Arts ha faticato poco nel pensare di riprendere in mano l’IP anche per i videogiochi, e infatti il nuovo Star Wars Battlefront uscito nel 2015 aveva ripreso un po’ tutti i vecchi fan che attendevano con ansia il terzo capitolo della serie Battlefront. Un reboot con molti difetti ma anche degli ottimi pregi: non si trattava di un competitivo, ma di un gioco che voleva fare della fedeltà visiva e sonora il principale punto di forza, mostrando un connubio con il gameplay fatto abbastanza bene, seppur non privo di difetti. Il problema principale della produzione, però, rimanevano i pochissimi contenuti nel gioco base e un season pass costoso quanto un gioco completo che avrebbe aggiunto cose che, anche solo per l’attesa e per la fede, dovevano essere incluse nel prodotto al lancio. Gli anni sono passati e dopo il primo esperimento, quasi tutti migliorano quando la base è già pressoché solida, infatti Star Wars Battlefront II migliora notevolmente la struttura del primo capitolo su quasi tutti gli aspetti, anche se qualche difetto non manca ancora.

Come sottolineato nelle precedenti righe, il primo capitolo soffriva di mancanza di contenuti. Il gioco era soltanto multiplayer, non aveva nessun tipo di campagna in singolo o qualsivoglia possibilità di giocare da soli e senza aver collegato la console alla rete. Per la componente online pure c’era poca ciccia da sfruttare, con appena 6 eroi tra entrambe le fazioni, qualche mappa e qualche modalità, alcune simili e senza troppe pretese. Pure il gameplay, relativamente scarno, ci metteva nei panni di un qualsiasi soldato imperiale o ribelle, tutti uguali tra loro tranne per la scelta di armi, inizialmente anche sbilanciate. In questo secondo capitolo gli sviluppatori hanno confermato un massiccio miglioramento sotto questo aspetto: troviamo ben 18 località contro le 4 del primo capitolo, 14 eroi contro 6, 39 veicoli contro 11, una campagna single-player dalla durata minima di almeno cinque ore, contenuti aggiuntivi gratuiti rispetto ai €49,99 del precedente e un supporto ancora migliore. Chiedo venia nell’essere stato prolisso e aver voluto insistere noiosamente sulla questione contenuti, ma in tal senso è un sostanzialmente cambiamento, esattamente l’opposto di ciò che aveva affossato il primo capitolo.

In questi giorni c’è stata la open beta del gioco e l’ho provata proprio per sentire di nuovo quelle emozioni che solo una saga come Star Wars riesce a dare. I cambiamenti sono tantissimi, forse troppi, per collocarlo come un reale seguito. La prima cosa che salta all’occhio è ovviamente la componente grafica e sonora: come nel primo capitolo, qui ancor di più si assiste ad un realismo e vicinanza all’universo stellare. Il “roger roger” dei droidi, così come i suoni degli Ala-X o Caccia Stellare, le spade laser e tanto altro sono soltanto un piccolo assaggio delle piccolezze a cui si può assistere, perché su questo non ci sono dubbi: il lavoro svolto da DICE nel ricreare l’universo cinematografico è impressionante, così come nel riuscire a trasportare il giocatore in una immedesimazione senza pari. La Battaglia di Theed su Naboo, per esempio, è uno spettacolo per gli occhi in tutti i sensi. La palette cromatica è sensazionale, così come gli interni degli edifici, i laser e tutto il resto. Star Wars Battlefront II è uno spettacolo visivo e soprattutto su Xbox One X, PS4 Pro e PC di fascia alta la vostra mascella ne risentirà parecchie volte.

Purtroppo la beta non dava troppe possibilità di prove o modalità, né ha fatto provare anche solo un pochetto la modalità single-player. C’erano soltanto tre modalità disponibili: Galattic Assault, Strike e Arcade. La prima era la nuova modalità che prende il posto della vecchia “Conquista” nel precedente capitolo: qui l’obiettivo della propria fazione è collaborare massimamente di squadra per riuscire a portare la vittoria a casa. Si sviluppa in tre fasi, sia d’attacco che difesa: se impersonerete i Droidi della Federazione dei Mercanti, l’obiettivo è quello di farvi strada e conquistare la sala del trono, mentre i soldati della Repubblica dovranno difendere le varie entrate senza che il nemico avanzi. Essendo una beta, quindi utile proprio a migliorare il bilanciamento e altre tecnicità, mi è parsa una modalità incredibilmente divertente ma sbilanciata. Conquistare le prime due fasi della partita con i Droidi è molto semplice, ma è davvero complicato riuscire a vincere la partita, mentre al contrario con la Repubblica si ha sempre la sensazione di sconfitta facile e poi nel finale diventa davvero semplice fare massa e bloccare a suon di colpi chiunque voglia entrare. Ovviamente la differenza del singolo conta, ma rimane ancora una fase da rivedere in termini di bilanciamento. Non ho tanta paura del prodotto finale per due motivi: si tratta di una beta e serve principalmente a questo, inoltre anche il primo capitolo uscito due anni fa ebbe una beta davvero sbilanciata in termini di modalità, mentre nel gioco completo le cose erano molto meglio.

La seconda modalità provata è “Strike” dove si riduce drasticamente il numero di giocatori per mappa e si passa ad una battaglia diretta e non più a obiettivi. Qui abbiamo la Resistenza contro i cavalieri del Primo Ordine, quest’ultimi intenzionati a recuperare degli importanti manufatti della Resistenza sul pianeta Takodana. A seguire la modalità Starfighter Assault mostra interessanti miglioramenti rispetto al passato per quanto concerne il pilotaggio delle navicelle. Il tutto risulta decisamente più fluido, inoltre il combattimento è meno confuso e caotico, tanto da rendere l’esperienza più divertente e soddisfacente. Non mancano però difetti, con movimenti ancora troppo repentini, il bilanciamento dell’energia e dell’utilizzo di alcune abilità in modo complicato. Utilizzare gli eroi in questa modalità mi è sembrato un po’ inutile e poco interessante: nel precedente si era decisamente invincibili sotto molti aspetti, mentre qui è l’esatto opposto. Prendere il Millenium Falcon è stato per tre o quattro volte completamente inutile, visto che tutti i nemici cercano di attaccarti in gruppo proprio per evitare che tu faccia strage. Questo però rende l’esperienza quasi scocciante, perché appena dopo l’entrata in partita, la navicella dura qualche battito di mani. Considerando che, tra l’altro, sfruttare un eroe costa dei punti partita, l’esperienza in tal senso risulta meno divertente.

Ciò che ha subito radicali modifiche alla struttura sono le carte stellari. Come ricorderete, nel primo capitolo l’utilizzo di particolari armi, power-up, veicoli o eroi era stabilito da alcuni simboli sparsi per la mappa di gioco. Qui invece non c’è nulla di tutto questo, fortunatamente. La struttura è stata modificata eliminando innanzitutto la questione dei power-up in giro per la mappa: ora durante la nostra partita avremo la possibilità di guadagnare dei punti battaglia grazie alle nostre imprese come uccisioni, difesa obiettivo, conquista obiettivo e tanto altro. L’accumulare dei punti durante la partita porterà il giocatore a poter scegliere tra Eroe, veicoli, soldati più forti e altro. Un eroe costa 5000 punti battaglia che si faranno comunque senza troppi problemi durante una classica partita normale, anche se più verso la fine. Questo comporta un miglioramento netto per quanto concerne l’aspetto del gameplay, in quanto non si basa più sulla fortuna ma soltanto sulle proprie abilità, dando l’opportunità a tutti di provare a giocare con l’eroe, i veicoli e altro. Ovviamente se vorreste utilizzare Darth Maul, ma questo è già in partita, vi toccherà aspettare che il vostro compagno perisce sotto i colpi nemici, per poi sceglierlo prima di altri.

Un’altra sostanziale differenza è l’introduzione delle classi di gioco che nel primo Battlefront erano completamente assenti. Qui abbiamo la classe Assalto, Officer, Tank e Cecchino (o comunque simili). Ognuna ha le proprie abilità e possibilità di gioco, tra cui gadget utili in battaglia. Per esempio il Tank è più lento, ma ha dalla sua armi di distruzione più pesanti rispetto ad Assalto o a Cecchino. Quest’ultimo ha dalla sua un binocolo per marchiare i nemici a tutta la propria fazione, mentre l’Officer è molto meno potente ma può fare da supporto ai compagni in battaglia. Insomma le novità non si sprecano e sono studiate bene, senza cadere nel banale. Il bilanciamento delle armi, delle classi e delle fazioni va ancora rivisto, ma la beta serve esattamente a questo e il risultato per il momento è vicino all’essere di buona fattura. L’impatto generale è quindi ottimo e ammetto che non vedo l’ora di mettere la mani sul prodotto completo e riuscire a dare una recensione quanto più giusta possibile.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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