Spider-Man: Homecoming – Recensione (di Luca Carbonaro)

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8

Ottimo

Dopo essere stato finalmente introdotto nel MCU nello scoppiettante Captain America: Civil War, l’amichevole ragno di quartiere torna sul grande schermo in una pellicola a lui interamente dedicata, Spider-Man: Homecoming. Saranno riusciti la Sony e la Marvel a creare un film all’altezza delle aspettative? Scopritelo nella nostra recensione.

Dopo il primo reboot cinematografico con protagonista Andrew Garfield, non particolarmente apprezzato da critica e fan, spetta al giovane Tom Holland l’arduo compito di indossare il costume di Spider-Man ed emozionare grandi e piccini. Si tratta di un vero e proprio ritorno a casa, come sottolineato dal titolo ufficiale del film, reso possibile dalla partnership tra Amy Pascal e Kevin Feige, rispettivamente boss di Sony Pictures e Marvel Studios.

Tagliato fuori dalle imprese dei grandi, il giovane Peter Parker si sente stanco di essere relegato ad amichevole ragno di quartiere  e vuole fare di tutto per dimostrare a Tony Stark di essere all’altezza degli Avengers e delle loro missioni da “adulti”. Da quando ha acquisito incredibili abilità fisiche e riflessi di ragno, Peter è passato dall’essere un adolescente ordinario, alle prese con i compiti e la scuola, gli amici invadenti, i bulli, le prime cotte, lo sguardo vigile di zia May (Marisa Tomei), a vestire i panni dell’eroe novello, lanciandosi in missioni pericolose contro avversari spietati e pieni di rancore, e all’insaputa dell’inflessibile Iron Man.

Sebbene la campagna marketing del film facesse pensare ad una presenza massiccia di quest’ultimo, i fan di Spidey potranno restare tranquilli poichè la sua presenza è limitata a poche scene, tutte necessarie a giustificare il processo evolutivo di Peter Parker e la sua presa di responsabilità. Come ciliegina sulla torta di una pellicola divertente, colorata e ricchissima di easter eggs, c’è un Michael Keaton in forma straordinaria che indossa il costume tecnologico dell’Avvoltoio, uno dei villain più famosi dell’universo di Spider-Man, e sicuramente uno dei migliori dell’intero Marvel Cinematic Universe. Inquietante, calcolatore e soprattutto intelligente, l’Avvoltoio possiede ottime ragioni per la sua dedizione all’attività criminale e nel corso del film si renderà protagonista di un colpo di scena che lascerà gli spettatori a bocca aperta.

Ottimo anche il cast di supporto composto dalla cantante Zendaya, che interpreta la compagna di scuola Michelle, e Jacob Batalon che è Ned, il nerd entusiasta nonché migliore amico di Peter. In definitiva, Spider-Man: Homecoming si configura come un viaggio di formazione della durata di due ore che consacra Tom Holland come il Peter Parker/Spider-Man più fedele al mondo fumettistico, soprattutto quello Ultimate creato da Brian Michael Bendis, e lascia la porta aperta per altri sequel ancora più scoppiettanti.

Commento finale

Dopo l'exploit della trilogia diretta da Sam Raimi e l'insuccesso delle due pellicole con protagonista Andrew Garfield, erano in molti ad essere titubanti all'idea di vedere sul grande schermo uno Spider-Man nuovo di zecca. L'abilità registica di John Watts, però, coadiuvata dalle capacità attoriali di Tom Holland e dal carisma di Michael Keaton, consegnano ai posteri un'ottima pellicola che segna, a tutti gli effetti, il ritorno a casa Marvel del figliol prodigo, l'amichevole ragno di quartiere.
8

Ottimo

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