Slender man – Recensione

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4.5

Brutto

Il nuovo film horror di Sylvain White, Slender man, sarà nelle sale dal 6 settembre 2018. Angosciante e carico di tensione, il ritmo incalzante e il perenne stato di suspense non bastano a rendere il film un minimo interessante.

Hallie, Wren, Chloe e Katie sono quattro normalissime liceali. Legate da una profonda amicizia, le adolescenti condividono gioie e dolori tipiche del delicatissimo periodo che attraversano. In una piccola cittadina del Massachussets, tutto sembra procedere tranquillamente e senza particolari intoppi. Questa precaria quiete si interrompe quando, in una serata anonima, le ragazze si imbattono in un video. Pochi fotogrammi, e la vita delle quattro amiche cambia radicalmente. Le protagoniste vengono a conoscenza della leggenda di Slander man, una creatura mostruosa senza volto, dotata di braccia lunghissime. Frequentatore di foreste e luoghi abbandonati, lo strano uomo è attratto dai bambini e dagli adolescenti. Inizialmente le ragazze non danno peso al sinistro racconto, e riprendono le loro vite come nulla fosse. Eppure qualcosa in loro è cambiato, e l’inevitabile sembra compiersi. Lo Slender Man non si darà per vinto finché non le avrà catturate tutte e quattro

“Slender Man” è ispirato all’omonima leggenda creata nel 2009 da Erik Knudsen. Nato come fenomeno di internet, Slender Man è protagonista di numerosi racconti dell’orrore. Alto, magrissimo, con gli arti spropositatamente lunghi, l’uomo privo di volto incute timore a chiunque lo incontri. Predilige i bambini, ma non di rado cattura anche gli adulti. In grado di muoversi con il teletrasporto, il demone si nasconde nell’oscurità ed è in grado di creare interferenze e sbalzi di energia. La sua presenza inizialmente si può solo avvertire, finché pian piano inizia a palesarsi: da quel momento per le vittime non c’è più scampo. Slender Man colpisce la psiche dei suoi perseguitati. Allucinazioni, mal di testa, nausea, fino ad arrivare all’insonnia, al panico e alla psicosi: queste le conseguenze del fatale incontro. Molte delle sue vittime scelgono il suicidio, unico modo per liberarsi dell’uomo e non finire tra le sue grinfie.

La storia di “Slender Man” è nota sul web da anni. La trama in sé potrebbe essere interessante, considerando la minuziosa caratterizzazione dell’abominevole creatura. Eppure nel film questa leggenda non è ampliamente spiegata, se non in una breve e sterile conversazione. Il film rimane piatto, nonostante l’inutile tentativo di creare continuamente uno stato d’ansia nello spettatore. A parte qualche sobbalzo, “Slender Man” non genera particolari reazioni. La tensione, la paura o almeno l’angoscia che un film horror dovrebbe suscitare mancano completamente. Finale quasi troncato, privo di emozioni e assolutamente senza senso.

4.5

Brutto

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