Skyrim VR – Recensione

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8

Ottimo

Da qualche tempo a questa parte, vuoi per ragioni commerciali o semplicemente per la gloria, i publisher hanno focalizzato sempre più la loro attenzione sulla proposizione di titoli del passato che chi in un modo chi in un altro hanno segnato la storia del gaming. Eppure, in qualche caso, le case di distribuzione hanno azzardato una doppia o tripla riproposizione dello stesso titolo, magari con l’aggiunta di qualche contenuto; questo è il caso di Skyrim che, dopo essere stato proposto in due versioni su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 è stato recentemente rimasterizzato per le console di nuova generazione. Ora, in occasione della diffusioni dei visori per la realtà virtuale, Bethesda ha ben pensato di creare una versione VR di Skyrim, sfidando le malelingue che cercano ogni occasione per tirare in mezzo il “motion sickness”. Esperimento riuscito?

Raccontarvi per l’ennesima volta la trama di Skyrim sarebbe noioso per tutti, per voi e per noi, e per questo motivo salteremo a piè pari qualsiasi cosa riguardi la trama o le attività di gioco in quanto (per fortuna) gli sviluppatori hanno deciso di proporre il mondo di Tamriel così come noi tutti lo conoscevamo senza alcun taglio nei contenuti (sono comprese le tre espansioni), probabilmente per invogliare in qualche modo anche chi ha già divorato Skyrim a completare ancora una volta l’avventura. E così, fin dalle prime battute di gioco, ci troveremo a vestire i panni del coraggioso Dragonborn in attesa che riceva la sua condanna a morte e già da qui è possibile notare quanto gli sviluppatori si siano impegnati nella realizzazione del mondo VR di Skyrim nonostante il peso degli anni del motore grafico sia più che evidente: girandovi alla vostra sinistra o alla vostra destra, avrete la possibilità di ammirare ogni minimo centimetro del paesaggio senza però percepire, a meno che non siate soggetti particolarmente sensibili, il tanto temuto motion sickness.
Il sistema di controllo del gioco è gestibile attraverso l’utilizzo del Move (di cui parleremo più avanti) o del DualShock 4 dove spetta alla levetta analogica destra il compito ingrato di muovere la visuale; come in altre produzioni per VR, gli sviluppatori hanno implementato anche in Skyrim la possibilità di decidere se offrire una rotazione della inquadratura fluida oppure a scatti, quest’ultima consigliata per gli stomaci meno resistenti. Accennavamo in precedenza alla possibilità di utilizzare il PlayStation Move come sistema di controllo, ed è in proprio in questa modalità che Skyrim offre il meglio di sé: incantesimi, attacchi, fendenti o parate potranno essere gestiti attraverso l’uso dei due telecomandi progettati da Sony che riescono ancora una volta a offrire una esperienza ludica ed appagante. Nel caso scegliate di utilizzare il PlayStation Move, però, sappiate che per muovere il personaggio dovrete decidere se utilizzare la pressione di un tasto oppure una sorta di “teletrasporto”.

Dettaglio sciocco, oppure no, per chi come il sottoscritto avrebbe voluto viaggiare per qualche ora su Tamriel, è l’impossibilità di utilizzare Skyrim VR senza visore; sembra una stupidaggine quella che ho scritto poc’anzi, ma dopo un’oretta di gioco col visore indossato avrei voluto poter continuare l’avventura senza l’utilizzo del PlayStation VR, ma purtroppo questo non è possibile. Allora a questo punto mi chiedo: quante sessioni mi ci vorranno per completare l’intera campagna di Skyrim VR? Come molti di voi sapranno, infatti, il VR si presta egregiamente per sessioni di gioco brevi o comunque poco intense, e il capolavoro di Bethesda non è assolutamente questo tipo di gioco. Comunque, in attesa di trovare una risposta alla domanda di sopra, bisogna segnalare l’ottimo lavoro svolto da Bethesda ad adattare la realtà virtuale a quello che è il motore grafico abbastanza datato di un gioco che, VR o no, è stato capace di segnare in tanti modi la storia dell’intrattenimento videoludico.

Pro

  • Ottima implementazione del VR
  • Motion Control coinvolgente
  • Gioco enorme...

Contro

  • ...ma col VR potrete fare solo sessioni di gioco relativamente brevi
  • Il motore grafico, seppur ancora convincente, inizia a sentire il peso degli anni

Commento finale

Skyrim VR è un esperimento interessante, forse quel passo in avanti che il mercato videoludico dedicato ai visori VR aveva bisogno. Ci chiediamo però quanto possa essere efficace l'utilizzo della realtà virtuale con titoli come questo che, per essere completati, richiedono ore e ore di gioco. In ogni caso, comunque, il lavoro svolto da Bethesda è impressionante e nonostante il peso degli anni, Skyrim VR è un gioco che riesce ancora oggi a impressionare, soprattutto se non lo avete mai giocato.
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