Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux – Recensione

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8

Ottimo

Sembra che Atlus sia finalmente in vena di farsi perdonare le mancate localizzazioni europee di alcuni dei suoi titoli più riusciti. Dopo averci portato Radiant Historia Perfect Chronology, è ora arrivato il momento di Shin Megami Tensei: Strange Journey ad approdare in questa versione Redux riveduta e migliorata su 3DS, dando modo ai fan della serie bandiera Atlus del Vecchio Continente di colmare questa lacuna.

Per una serie tendenzialmente tradizionalista come quella di Shin Megami Tensei, all’epoca Strange Journey compì un passo decisamente coraggioso, volto probabilmente ad allargare il suo pubblico occidentale. Invece che mettere il giocatore nei panni degli ennesimi liceali in un contesto post-apocalittico, il gioco viene ambientato in un futuro meno remoto, anche se non esattamente radioso. La Terra è in uno stato di declino, e a peggiorare la situazione la zona dell’Antartide viene risucchiata da una distorsione dalle fattezze di un buco nero. I protagonisti sono un gruppo di ricercatori e soldati delle Nazioni Unite mandati direttamente all’interno di questo fenomeno denominato Schwarzwelt, per analizzarlo e fare di tutto per impedire che si estenda sull’intero pianeta.

Come da tradizione nella serie, saranno disponibili per il protagonista degli allineamenti morali verso cui tendere (Law, Neutral e Chaos), ma questa volta non assistiamo all’eterna lotta tra Lucifer e YHWH, tra caos e legge. La trama è più concentrata sul tema della natura umana e il suo rapporto con la Terra, sulla responsabilità dell’uomo del declino del pianeta. Anche se al livello di narrazione Strange Journey ha delle carenze di stile e i suoi dialoghi possono risultare eccessivamente verbosi, i temi che affronta non sono banali e con la loro crudezza e maturità si discostano dal buonismo che troppo spesso troviamo nelle produzioni più blasonate.

Ai tre finali disponibili nella versione per Nintendo DS corrispondenti ai tre allineamenti, si aggiungono altri tre nuovi finali legati al nuovo personaggio di Alex aggiunto per questa versione Redux.

Al livello di gameplay Strange Journey rimane per buona parte fedele ai canoni della serie principale. In effetti questo titolo avrebbe dovuto incarnare originariamente il quarto capitolo principale di Shin Megami Tensei, ma alla fine non venne graziato dalla numerazione ufficiale, anche se per molto tempo i fan lo hanno considerato tale. Ci troviamo davanti a un dungeon crawler puro, in prima persona e dalla frequenza di incontri non indifferente. Il sistema di combattimento per la maggior parte ricalca le dinamiche classiche di SMT, ma al Turn Press già visto in precedenza è stato sostituito il Co-op system: colpendo un nemico sfruttando una sua debolezza elementale non otterremo un turno extra, ma tutti gli elementi del party del nostro stesso allineamento eseguiranno automaticamente un attacco.

La versione Redux porta inoltre con sé ulteriori migliorie, quali un ampliamento degli spazi per i demoni da 12 a 18, un maggior controllo sulla personalizzazione dei demoni creati tramite fusione, un’opzione per velocizzare le animazioni dei combattimenti (cosa molto gradita quando se ne affrontano a dozzine), e un’utilissima possibilità di field save, e nuovi livelli di difficoltà disponibili, per permettere anche ai neofiti di approcciarsi al gioco.

Ma l’aggiunta più sostanziosa è rappresentata dal Womb of Grief, una zona totalmente nuova costituita da diversi dungeon in cui troveremo nuovi demoni (che ora arrivano a un totale di 350), nuove missioni secondarie e un nuovo arco narrativo che coinvolge appunto Alex e che ci porta a raggiungere i tre finali aggiuntivi, che fungono da estensioni degli originali.

Nonostante le novità più che benvenute, Strange Journey Redux si porta dietro gli stessi limiti dell’edizione originale. Sebbene tutto funzioni ottimamente per essere un titolo della serie Shin Megami Tensei, è innegabile che il dungeon crawling, che ci impegnerà per la maggior parte del tempo, possa risultare parecchio ripetitivo. Questo sia perché i dungeon non sono esattamente un esempio di caratterizzazione brillante, e sia perché nonostante ci sia la possibilità di teletrasportarsi da un certo punto all’entrata non è possibile fare il viaggio contrario; quindi ogni volta che vorremo ritirarci per riprenderci dovremo ricominciare la strada da capo.

Graficamente il titolo è migliorato su 3DS, ma non si discosta troppo dall’originale, come del resto è verosimile aspettarsi da un enhanced port. Questo comprende purtroppo una draw distance non esemplare che tende a far apparire gli oggetti dal nulla, e in certe situazioni può risultare davvero una spina nel fianco. Non è stata aggiunto il supporto per il 3D stereoscopico della console Nintendo, ma sinceramente non ne sentiamo la mancanza.
Quello che invece abbiamo apprezzato sono le nuove illustrazioni di Masayuki Doi, che possiamo apprezzare soprattutto nelle cutscene animate, e l’aggiunta del doppiaggio per i dialoghi, anche se solo in giapponese.

 

Pro

  • Gameplay solido e appagante
  • Temi maturi
  • Numerosi ritocchi e novità

Contro

  • Narrazione e ritmo di gioco non per tutti
  • Dungeon crawling alla lunga ripetitivo

Commento finale

Già a suo tempo Strange Journey era un ottimo esponente della serie Shin Megami Tensei, e al netto dei miglioramenti e i contenuti aggiunti non possiamo che consigliarlo caldamente a ogni fan della serie. L'introduzione di diversi livelli di difficoltà potrebbe essere un buon incentivo per chi non ha mai giocato a uno SMT di avvicinarsi alla serie, a patto che siate appassionati di RPG e non vi lasciate intimorire facilmente da corpose sessioni di dungeon crawling. Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux continua quindi ad essere un titolo non per tutti, ma che nella sua dimensione di nicchia rappresenta un titolo solido e completo.
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Ottimo

Classe 1983, inizia a videogiocare con Commodore 64, NES e i coin-op nelle sale giochi (di cui sente la mancanza). Da allora non ha mai smesso di menar di pollici sul joypad, seguendo per oltre 20 anni con passione l'industria dei videogame, per poi finire a scriverne su diverse realtà online. Mastica un po' ogni genere, ma predilige RPG, action, adventure, picchiaduro e platform. Amante delle arti marziali, nemico degli estremismi, il suo stato intellettuale ideale prevede riflessioni antropologiche e rutto libero.

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