Shenmue 1&2 HD – Recensione

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Buono

Quando un appassionato di videogiochi incontra la parola Shenmue, che la si sente, la si legga o la si percepisce, dentro di sé si apre qualcosa. Non so dirvi cosa, no. Forse un sentimento, forse nostalgia, forse il desiderio, ma, credetemi, non so davvero cosa può essere. Il motivo? Semplice: Shenmue è praticamente un mito, come quello di Perseo o di Minosse e il Minotauro, esattamente identico solo che appartiene ad una sfera categorica completamente diversa. Tutti conoscono Shenmue, anche solo il nome, ma tutti conoscono questa pietra miliare dei videogiochi, ma non per questo tutti l’hanno giocato.

Qualche anno fa Yu Suzuki sale sul palcoscenico Sony per annunciare l’arrivo di Shenmue III, così, improvvisamente e senza chissà quale fastosa coreografia, con il pubblico che esplode, con la community che impazzisce e con i siti internet che annunciavano solo questo, con articoli fissati in alto e pieni di commenti. Shenmue è un mito e questo SEGA lo sa, sa di essere entrata nel cuore dei giocatori e sa di poterci entrare ancora ed è per questo che ha confezionato una collection dei primi due capitoli usciti originariamente su Dreamcast, una delle console più belle mai create ma che, purtroppo, ha fatto i conti con la sfortuna, l’ignoranza e il mercato. Oggi quindi parleremo di Shenmue 1&2 HD, uscito recentemente per Xbox One, PS4 e PC.

Da dire in realtà abbiamo poco, perché di base il gioco lo conoscete tutti o comunque sapete già dell’importanza che ha avuto. Shenmue è stato il capostipite del gioco “open world” o “free-roaming”, nel 1999 su una console che poteva dare tantissimo ma che è stata un flop commerciale. A quei tempi, quel capolavoro di GTA III non era ancora uscito, giusto per dirne una, quindi quando si guardava Shenmue si dava uno sguardo al futuro, su ciò che i videogiochi potevano e possono fare con le dovute migliorie tecnologiche. 

Se oggi pensiamo ad un The Witcher 3: Wild Hunt o anche ad un prossimo Red Dead Redemption 2, è chiaro che Shenmue risulti jurassico e che, anche ai tempi, non aveva solo pregi, ma basta pensare che sono passati 19 anni, praticamente l’età del giocatore medio moderno (anzi, forse è anche più piccolo) e che quindi il salto tecnologico è stato dirompente. Inserire Shenmue 1&2 HD però è stato emozionante e alla vista di Ryo una lacrimuccia è scesa, perché anche se non l’ho vissuto come tanti (all’epoca avevo solo 8 anni), Shenmue è comunque parte della mia infanzia e del mio passato da videogiocatore.

Il primo impatto, però, è un mix di emozioni. La conversione in HD ha sicuramente dei benefici in termini di pulizia visiva rispetto all’originale, ma basta allungare l’occhio per vedere tutto il peso degli anni in termini puramente visivi. Sono 19 anni e tali sono rimasti. Infatti se pensavate che il gioco andasse in 4K e 60fps pure usando la vostra macchina del caffè e che, in più, ci sarebbero stati dei miglioramenti grafici, sarete scontenti di sapere che è l’esatto opposto. Il gioco regge una risoluzione di 1080p e 30fps persino su Xbox One X e PS4 Pro e i miglioramenti visivi sono tutti dedicati alla pulizia, ma non alle texture, all’illuminazione e tutto il resto. 

Per molti potrebbe essere un risultato positivo: è giusto che si faccia conoscere per quello che è stato e che cerchi di mantenere l’inconfondibile stile artistico dell’originale, ma è anche vero che a questo punto sarebbe meglio recuperare quelli e non queste remaster che, talvolta, accentuano in modo considerevole l’età del gioco. Girare per la città non dona esattamente le stesse emozioni dell’originale e non perché siamo abituati a ben altro, ma perché vederlo così è esattamente come vedere una Panda tutta modificata, con alettoni, neon è quant’altro. E mi scuso per aver preso in esempio sua maestà Pandino, ma era per rendere l’idea.

Passando alla storia, breve accenno sulla qualità dei due titoli, che ancora oggi invece prendono a schiaffi molti dei giochi usciti, grazie a dei personaggi meravigliosi, un ritmo compassato e tranquillo e un’atmosfera che cattura il giocatore e lo fa entrare in quel mondo fatto così dannatamente coerente e realistico. Non ci saranno mappe o bussole a guidarci, ma l’istinto, sarà possibile chiedere alle persone la strada da seguire e saremo noi a doverne fare tesoro per ricordarcelo dopo. È sempre spettacolare entrare in un ristorante all’ora di punta e vedere quanto sia vivo quel mondo di gioco, così come è incredibile vedere le persone aprire un ombrello appena inizia a piovigginare. Ricordiamo che anche in GTA V, quando piove, spesso e volentieri la gente continua a camminare indifferente. 

Una profondità senza precedenti caratterizza Shenmue, con entrambi i capitoli che riescono ad immergere il giocatore in un mondo incredibile. I comandi hanno subito un restyling, fortunatamente, con una mappatura quantomeno più accettabile e fattibile, anche se in certe situazioni può risultare scomoda, soprattutto nelle fasi di combattimento, che nel primo è sicuramente meno problematico visto che Ryo inizierà a menare le mani verso le fasi finali del gioco, mentre nel secondo le fasi action e di combattimento sono maggiormente presenti.

Purtroppo in generale la remaster dei due giochi non è così eccellente come molti speravano, ma non è tutta colpa degli sviluppatori. Recuperare i giochi dalle GD-ROM è stata un’apocalisse, stando alle parole degli sviluppatori, e convertirli e renderli perfettamente funzionanti sulle console moderne non è stato facile. Questo dimostra il motivo per cui i 1080p sono il massimo raggiunto e non oltre i 30fps, così come i 16:9 solo nelle parti giocate, mentre le cut-scenes saranno ancora bloccate a 4:3. Anche l’audio risente del peso degli anni, non a caso è di una bassa qualità che ora come ora è disarmante.

A conti fatti parliamo di due pietre miliari del videogioco, una storia che probabilmente entrerà ancora nel cuore delle persone e che riuscirà a far provare emozioni non da poco ai fan di vecchia data, ma sulla questione tecnica c’è molto da ridire. A questo punto ci si chiede perché non si è pensato di fare un remake dei due giochi, che anche con una budget maggiore avrebbero sicuramente reso meglio in vista del terzo capitolo in uscita l’anno prossimo. Tutto questo, ovviamente, non implica che sia un titolo sconsigliato, anzi, ma è doveroso fare delle precisazioni sulla qualità della remaster.

Pro

  • Un classico che non muore mai
  • Utili in vista del terzo episodio
  • Due capolavori ad un giusto prezzo

Contro

  • Remaster buttata al risparmio
  • ancora nessuna traccia dall'italiano

Commento finale

In conclusione, quindi, Shenmue 1&2 HD è imperdibile per chi non ha giocato agli originali, così come lo è per chi vorrebbe rigiocarli ma non possiede gli originali. Insomma, sono due giochi da giocare obbligatoriamente, anche se dalla loro si portano sistemi e meccaniche vecchie di vent’anni, ma non bisogna fare così tanto affidamento sulla qualità della remaster che, sia per le difficoltà incontrate, sia per altro, non rende perfettamente come si si poteva aspettare.
7

Buono

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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