Razer Blackwidow Chroma v2 – Recensione

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8.8

Ottimo

Il mercato delle periferiche legate al gaming si arricchisce con una new entry che guarda al futuro pur basandosi su un modello decisamente esplorato nei mesi passati: stiamo ovviamente parlando della sensuale Blackwidow Chroma v2 di Razer che, pur basandosi sull’omonima prima versione di una tastiera già apprezzata da molti in ambito gaming competitivo, riesce in qualche modo a proporre qualcosa di più per compiacere quell’utenza premium sempre a caccia dell’ultimo ritrovato hi-tech.

La tastiera si compone di un corpo hardware dalle generose dimensioni (50 x 7,4 x 26 cm), dove trovano spazio un layout italiano, una fila di tasti programmabili a seconda delle proprie esigenze, un tastierino numerico completo di tutto punto e uno display in alto a destra che indica le funzioni attive. A questo può essere affiancato – facoltativamente – un comodo supporto per polsi ergonomico che completa l’esperienza, affidandosi ai magneti che lo tengono in sede, alla base della tastiera. Questa aggiunta migliora notevolmente l’esperienza d’utilizzo, specie nelle lunghe sessioni, aiutando la mano dell’utilizzato a non affaticarsi anche nei momenti più concitati e prolungando così la resa nelle sessioni più importanti, magari in vista di tornei ed eventi agonistici.

La potenza è nulla senza controllo, no?

Sicuramente uno dei punti a favore di questa costosa periferica è la sua capacità di adattarsi perfettamente alle abitudini e ai gusti di ogni giocatore: progettata per offrire centinaia di migliaia di combinazioni di utilizzo (basti pensare che si può scegliere di “switchare” da un profilo di utilizzo all’altro contando su una retroilluminazione con oltre 16,8 milioni di colori fra cui scegliere), la Razer Blackwidow Chroma v2 è chiaramente una periferica diretta ai gamer “che non devono chiedere mai”. Configurabile attraverso il software Razer Synapse per poterne personalizzare persino l’intensità della retroilluminazione o i pattern con cui i led sottostanti i pulsanti meccanici si illuminano ad ogni input, ogni combinazione di tasti programmati e illuminazione può essere infine collegata ad uno specifico videogioco. Il software gratuito funziona bene e si dimostra da subito intuitivo, con una buona dose di personalizzazioni attuabili nel caso si decidesse di impegnare del tempo nello scoprire tutte le possibilità offerte. Esistono poi delle funzionalità legate a specifici titoli (al momento pochi) che sfruttano i led della tastiera per segnalare al giocatore determinate informazioni: in Overwatch, ad esempio, è possibile notare reagire la tastiera a seconda del personaggio impersonato o della vita a propria a disposizione.

A dispetto di questa finezza, le funzionalità non sono niente che non si sia già visto in passato e non sorprende il fatto che Razer non abbia provato nulla di nuovo in tal senso, ma limitandosi a “perfezionare” quel che già è conosciuto – e apprezzato – dal grande pubblico, la casa produttrice ha voluto giocare in casa, proponendo la summa massima di quella che è considerata, oggi, la “comfort zone” per eccellenza dell’utenza PC Gaming. Il risultato è quello di ritrovarsi tra le mani una delle tastiere più solide e affascinanti sul mercato, disponibile in tante varianti quante sono le effettive necessità dei giocatori di oggi; da segnalare sul profilo destro della tastiera la possibilità di usufruire di una entrata in-audio jack da 3,5mm e una porta USB 2.0. E vogliamo parlare, poi, del “gaming mode”, una speciale modalità che disattiva i tasti normalmente collegati a funzionalità di Windows per assicurare la totale immersione nel videogioco? Piccoli dettagli, grandi soddisfazioni.

Le gioie (e i dolori) di una tastiera meccanica si fanno soprattutto sentire (è il caso di dirlo) nel caso si usufruisse in modo intensivo di contenuti multimediali su PC in contesti lavorativi, dove il suono della pressione dei tasti può effettivamente dare di che pensare alle persone vicine. L’altro lato della medaglia è quello di ritrovarsi d’innanzi ad una delle tastiere più comode di sempre, con un feedback tattile (e in qualche modo anche sonoro!) assolutamente impagabile, specie se ci si trova impegnati a digitare per sessioni prolungate. La sensazione è, in effetti, quella di avere a che fare con una macchina da scrivere in piena regola, sia nella sensazione al tatto, quando si affonda il dito sulla lunga corsa dei pulsanti, sia nel “ticchettio” che accompagna il proprio lavoro al computer. La Blackwidow Chroma v2 offre ben tre tipologie di pulsanti a bordo rispetto alla Blackwidow X Chroma, in modo da differenziare l’esperienza anche in quel frangente; infine, Razer menziona una longevità del corpo meccanico ben superiore a quello di altri prodotti di fascia alta, con oltre 80 milioni di attuazioni per pulsante assicurate.

Pro

  • Feedback tattile senza pari
  • Elegante, solida e splendida da vedere
  • Tante funzioni per personalizzare completamente l’utilizzo

Contro

  • Fascia di prezzo per pubblico elitario
  • Non molto differente dal modello Blackwidow X Chroma

Commento finale

La Razer Blackwidow Chroma v2 è una tastiera meccanica solida, comodissima e di grande fascino che non mancherà di far sognare i giocatori più esigenti in cerca di una soluzione premium alle proprie esigenze; bisogna tuttavia considerare che questa periferica è offerta al pubblico ad un prezzo decisamente poco appetibile ai più, e che rispetto al modello precedente offre qualche finezza accessoria che potrebbe – agli occhi di molti – non giustificare la cospicua differenza di prezzo.
8.8

Ottimo

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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