Gli anni ’90 sono per molti, me in primis, gli anni dei dolci ricordi dove abbiamo trascorso la nostra giovinezza felici e spensierati, ma non troppo, nelle sale giochi delle nostre piccole città dove potevamo vivere avventure fantastiche, al costo di un gettone e per la durata di tre vite. Molti titoli al giorno d’oggi cercano di far leva su questi ricordi per riuscire a far breccia nei cuori di noi giocatori ammaliandoci con quelle meccaniche e grafiche che ci ricordano le avventure vissute tempo fa, come il titolo di cui vi parlerò oggi. Ecco la mia personale esperienza con Rad Rodgers.

Slipgate Studios, il team che si è occupato della realizzazione e dello sviluppo del titolo originario della Danimarca, ha riproposto e pubblicato con l’aiuto di THQ Nordic un indie ispirato in tutto e per tutto agli anni d’oro della grafica 8-bit, ma con la grafica dei giorni nostri.  Non appena inizieremo a giocare due cose salteranno all’occhio: la prima è la scelta di giocare con parolacce e sangue come “un adulto” o limitare queste due meccaniche giocando “come un bambino” mentre la seconda è la scelta della difficoltà e i benefit che può portare o togliere a seconda della nostra scelta, un opzione che ben vorranno tutti coloro a cui piace sempre sfidarsi e mettersi alla prova. A tutti sarà capitato da piccoli di dover interrompere un’avventura videoludica, magari senza nemmeno poter salvare i progressi, perché nostra madre ci ordina “gentilmente” di chiudere quell’aggeggio e andare a dormire per essere freschi e riposati per la nuova giornata scolastica che ci aspettava  la mattina dopo. Anche per Rad Rodgers, il nostro intraprendente protagonista, è così e, si sa, a quell’età è meglio non far arrabbiare la mamma. Durante la notte però viene svegliato all’improvviso dalla TV che inizia ad emettere uno strano bagliore e, dopo qualche sonora pacca data alla televisore e alla console per sistemare le cose, viene risucchiato all’interno del gioco venendo così intrappolato all’interno del gioco che qualche ora prima stava  allegramente giocando. Viene svegliato dalla sua console, Dusty, che lo istruirà sulla situazione dandogli una mano in parecchie sezioni del gioco, iniziando col donarci la nostra prima arma per difenderci dai nemici ovvero un mitra.

Come tutti i titoli appartenenti al genere platform, in questo caso avremo anche una spruzzata di run and gun, Rad e Dusty dovranno cooperare per riuscire ad ottenere le quattro parti di un medaglione per aprire il portale che darà loro accesso al livello successivo. Oltre al salto e a usare la sua fidata arma, dal fuoco lento, il nostro ragazzino dal ciuffo biondo potrà raccogliere diversi power up, composti non solo da potenziamenti temporanei per la nostra principale bocca di fuoco ma anche da armi speciali anch’esse a tempo, che lo aiuteranno a superare le varie difficoltà. Dusty invece è dotato di due enormi braccia con le quali potrà aggrapparsi a pali e tubi lasciando libero il suo partner di fare fuoco ai loro avversari. Inoltre, questa vecchia console sarà in grado di viaggiare tra il mondo di gioco e il Pixelverse, un mondo alternativo in cui dovrà sistemare qualche piccolo glitch e sconfiggere bug malvagi nati, da come afferma più di una volta, dalla pigrizia dei programmatori. Questo fantastico duo dovrà viaggiare attraverso nove livelli, esclusi quelli bonus che si dividono tra sconfiggere boss giganti e raggiungere la fine del livello saltando da una piattaforma all’altra su un bastone a molla, che fanno parte del Mondo Uno. In ognuno di questi livelli, oltre ai nemici da sconfiggere, dovremo raccogliere un determinato numero di gemme verdi, fucsia se le troverete nel Pixelverse, scoprire aree segrete, eliminare tutti i nemici e un simbolo del leone per completare ogni livello al 100%.

Dal punto di vista tecnico Rad Rodgers si presenta con una grafica moderna senza mancare qualche zona in cui ci ritroveremo in 8 bit, una chicca che piacerà tanto ai più nostalgici come me. Anche il comparto sonoro svolge il suo dovere per bene, con colonne sonore create ad-hoc che fungono da ottimo sottofondo durante le nostre scorribande nella foresta. Infine, è da segnalare la localizzazione in italiano in forma di sottotitoli anche se, non sempre però succede, non sono state tradotte alcune linee di dialogo e qualche frase nei tutorial.