Rabbia furiosa – Er Canaro – Recensione

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8

Ottimo

Rabbia furiosa – Er Canaro è l’ultimo film di Sergio Stivaletti. Regista, sceneggiatore e effettista, Stivaletti riversa il suo trascorso nella pellicola: il risultato è un film assolutamente da non perdere.

Nelle periferie di Roma, in quartiere povero e scarno, si svolgono le vicende di Fabio (interpretato da Riccardo de Filippis), detto Er Canaro per il suo mestiere di toelettatore di cani. Reduce da otto mesi di carcere, Fabio rincontra gli “amici” e le situazioni che per qualche tempo si era lasciato alle spalle. Costretto ad affrontare una realtà di stenti e ristrettezze economiche, Er Canaro torna a frequentare il brutto giro del suo quartiere. Di carattere docile e sottomesso, l’uomo agisce nell’ombra di Claudio (interpretato da Virgilio Olivari), che si definisce suo amico ma lo tratta come uno qualsiasi dei suoi sottoposti. Saranno proprio questi continui soprusi a far sbottare Fabio, che decide di riprendere in mano le redini della sua vita. La rabbia, vera e metaforica, guiderà Er Canaro nella sua atroce e spietata vendetta. L’ira lo porta a compiere gesti folli con un’insana lucidità, senza perdere di vista il suo ultimo fine: riscattarsi, farsi valere contro chi non ha avuto rispetto di lui, pareggiare i torti subiti.

“Rabbia furiosa” si svolge a Roma, nel quartiere del Mandrione. Liberamente ispirato alle vicende di cronaca legate a Er Canaro (personaggio degli anni ’80 che da sottomessa vittima si è trasformato in spietato carnefice), il film si snoda proprio nel suo quartiere d’origine. Sergio Stivaletti, regista e sceneggiatore della pellicola, dichiara che ha cercato di ricreare una Roma Pasoliniana «dove la miseria ha lasciato il segno poetico di una Roma in via di estinzione».

La stile narrativo è incalzante, in un’escalation di emozioni spesso contrastanti tra loro. L’empatia, la pena che lo spettatore prova inizialmente nei confronti del Canaro, presto muta. Spiazzato, disorientato, allo spettatore sorgono dubbi sull’eticità di Fabio, ma al tempo stesso si sviluppa un silenzioso senso di approvazione. Viceversa, la rabbia, l’ira che suscita Claudio cede il posto prima al disgusto verso quell’infido omaccione, poi alla compassione. Questo gioco di contrasti, di polarità contrapposte, contribuisce a rendere davvero interessante il film.

Il cast è composto da attori in grado di immedesimarsi completamente nel personaggio, suscitando in chi guarda delle forti reazioni. Personaggi pittoreschi, sgradevoli, spigolosi, ma perfettamente resi in ogni loro aspetto. Tutti gli attori sono in grado di prendere lo spettatore e trascinarlo in uno strano mondo onirico, fino a schiaffeggiarlo con la forza e l’amarezza della realtà.

8

Ottimo

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