Qube 2 è un videogame sviluppato da Toxic Games ed è il seguito dell’apprezzato Qube, uscito tempo fa su diverse piattaforme. Rispetto al predecessore QUBE 2 riesce a compiere un bel balzo qualitativo soprattutto per quanto riguarda la narrativa, molto più articolata e coinvolgente rispetto al passato che ci metterà nei panni della Dottoressa Amelia Cross (un’ archeologa).


La protagonista principale, a seguito di una missione andata male, rimane vittima di una tempesta di sabbia che si è scatenata su un pianeta a noi ignoto. Dopo essersi risvegliata, la protagonista, si ritrova in una struttura misteriosa adornata da cubi. Nell’immediato si ode una voce provenire dal nostro comunicatore interno della tuta, che scopriremo chiamarsi Emma, inizierà a parlarci e scopriremo che non siamo gli unici ad essere rimasti intrappolati in questa zona. Seguendo la voce, verremo condotti lungo le vie di questo labirinto e la collaborazione sarà un’ottima trovata per rendere partecipe il giocatore e coinvolgerlo nella trama di gioco. Questo incipit narrativo è un’ottima spinta che ci sprona a volerne sapere sempre di più ed a risolvere tutti gli enigmi che il gioco ci proporrà.

Il contestualizzare la “sola” risoluzione degli enigmi è stata una bella trovata quindi anche se questi rimangono comunque l’essenza e la portata principale del gioco. Grazie alla nostra tuta infatti, possiamo interagire con le piattaforme e i cubi che ci circondano e modificare l’ambiente di gioco a nostro vantaggio. Tingendo le diverse sezioni della mappa, infatti, possiamo modificarne la funzionalità.

Con il colore blue ad esempio, le piattaforme assumeranno una funzione di trampolino, colorandole di rosso possiamo aggrapparci in modo particolare ad esse, mentre con il colore verde possiamo “evocare” dei piccoli cubi. Questo mix di utilizzo permette al gioco di essere sempre molto dinamico con la risoluzione degli enigmi che partendo dalle difficoltà più basse riescono a far apprezzare al giocatore la bellezza di “pensare” a come andare avanti, senza frustare mai eccessivamente lo stesso. L’assegnazione del colore non è il solo è unico scopo, infatti il gioco propone anche le integrazioni di altri enigmi contestualizzati con altri elementi circostanti, come piattaforme che si muovono, idranti che spruzzano olio, fiamme etc..

La combinazione di tutti questi elementi ha permesso agli sviluppatori di dare vita ad una moltitudine si situazione diverse, crescenti in difficoltà. Difatti, ogni novità viene introdotta in modo graduale per permettere al giocatore stesso di metabolizzarla. In tutta la sua durata, non ci siamo mai bloccati in modo eccessivo nella risoluzione di un dato enigma anche se, rare volte, alcuni picchi di difficoltà fanno la loro comparsa, andando leggermente ad intaccare il prezioso lavoro fatto fino a quel punto. Nulla che comunque impedisca al giocatore di portare a termine l’avventura.

Rispetto al suo predecessore inoltre, QUBE 2 può vantare di un comparto tecnico molto più rifinito e perfezionato avendo sfruttato a dovere l’Unreal Engine che permette di restituire risultati molto buoni se utilizzato a dovere. Anche il comparto sonoro riesce ad immedesimare il giocatore ma non brilla in assoluto.