Quake Champions – Anteprima (Early Access)

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Dopo aver testato e parlato della beta, finalmente ho potuto mettere le mani sulla versione in Early Access di Quake Champions. Grazie al codice che ci è stato fornito ho potuto sbloccare immediatamente il pacchetto Campioni, che ci mette a disposizione tutti i vari personaggi con i quali potremo gettarci nel massacro.

Quake Champions non è un titolo da sottovalutare, ma mi lascia alcune perplessità che vado testé ad esporvi.

Le modalità di gioco classiche (Deathmath et similia), tipiche degli FPS competitivi, sono state implementate dall’interessante opzione Duel, ovvero la possibilità di sfidare un altro giocatore in serratissime parite 1v1. Ho trovato già nella beta molto intrigante questa possibilità di gettarsi in frenetiche ed adrenaliniche partite per designare chi sia il più forte. Iniziata la prima partita, si fa presto a cadere nel vortice di “un’altra e poi smetto” che conduce a perdere almeno quattro delle otto ore di sonno canoniche. Prima di ogni match, che si disputa su tre round, si devono scegliere tre campioni, che ci potranno tornare utili a seconda delle loro abilità. Una volta nell’arena il compito principale è ovviamente quello di uccidere l’avversario per vincere il round.

In questo frangente Quake Champions da il meglio di se.

Altrettanto non si può dire dei combattimenti comunitari, dove la strategia, la tattica e il ruolo dei campioni vanno letteralmente a ramengo.

Nella bolgia dei singoli match non conta chi siamo, quali caratteristiche abbiamo, ma conta solo avere l’abilità di sopravvivere e ancor meglio quella di spappolare quanti più avversari possibile. Le armi si recuperano tutte nelle varie mappe, che da una parte pone tutti in posizione di equilibrio, ma dall’altra elimina la possibilità di specializzarsi, affidando i combattimenti alla fortuna di reperire l’armamentario migliore. Il fatto che non ci sia mai una coordinazione delle quadre, che ognuno vada per i fatti suoi, non favorisce assolutamente la componente tattica. Il gruppo si muove come un branco di lupi, dove i più deboli, i gregari, non vengono aiutati a procacciarsi le prede, perchè i più forti cercano solo di aumentare il loro carniere di vittime. Il divertimento c’è, ma la confusione e il senso di solitudine possono penalizzare i “noob” che si ritrovano a confrontarsi con devastanti macchine da guerra armate di mouse e tastiera.

Molti casual gamer hanno implorato Bethesda di inserire il pad tra i controlli, ma sono stati irrisi bellamente (e giustamente) sia dai creatori che dai puristi del WASD+mouse. Dopo anni di pad ho riscoperto anche io la bellezza dei controlli con tastiera e mouse e nonostante all’inzio mi sentissi veramente impedito, in poco tempo i banchi di memoria delle estenuanti partite a Doom, Quake e compagnia sparando, si sono magicamente aperti, lasciando che le vecchie sinapsi si ricollegassero e facendomi gustare ogni mossa.

Un altro punto debole di Quake Champions sono le mappe. La loro estetica, per quanto cerchi di ricordare le vecchie mappe di Quake, non mi ha assolutamente convinto. Questo è un vero peccato e spero che con il tempo se ne aggiungano altre di miglior fattura. Spero anche nella possibilità di un editor che permetta ai più esperti di crearne di nuove ed originali.

Altro elemento carente è la complessità del menù iniziale, che labirinticamente ci porta ai dei vicoli ciechi, risultando di non facile navigazione. I caricamenti molto lunghi tendono a far cadere la tensione creata dalla frenesia del combattimento, frammentando troppo l’azione.

Bella la personalizzazione dei Campioni, ma che alla fine risulta solo un make-up estetico più che un elemento tattico. Manca, come dicevo, una caratterizzazione tattica che permetta al giocatore di personalizzare il proprio personaggio rendendolo non solo letale, ma anche in qualche maniera utile durante le fasi comunitarie del gioco. Le abilità che ogni Campione possiede, oltre che avere dei tempi molto lunghi di ricarica, non le ho trovate assolutamente dirimenti ai fini dell’economia del gioco.

Il sistema di matchmaking che vorrebbe garantire partite il più possibile equilibrate, scegliendo giocatori al medesimo livello, è ancora molto lento. Alla luce anche di esperienze passate, del fatto che comunque tutti i giocatori partono con lo stesso arsenale, potrebbe essere anche tolto, lasciando che il confronto avvenga senza selezioni di sorta. Ho notato infatti che alla fine anche in Quake Champions le partite sono comunque squilibrate anche tra giocatori selezionati, in quanto tutto dipende dall’abilità umana e non dai potenziamenti. “Se sei una pippa, sei una pippa”, è quello che mi ripeto sempre alla fine di ogni partita.

Ma anche alla luce di quanto esposto sopra, la solidità di Quake che sta alla base di Champions lo rende comunque un titolo dannatamente divertente e sicuramente appetibile ad una grande varietà di giocatori, a parte coloro che usano il pad.

I pro gamer, quelli cazzutissimi che quando li vedo giocare su Twitch penso che siano dei simbionti con il PC, troveranno il titolo Bethesda una sfida interessante.

Gli amanti di Quake lo vorranno sicuramente provare per gustare un po’ di nostalgica reminiscenza.

Ed infine le mezze tacche come me, che sono poi la maggioranza dei fruitori di questo gioco, non saranno mai troppo mortificati dalla loro incompetenza, in quanto la velocità d’azione e la fluidità del gioco gli permetteranno comunque di divertirsi. Padroneggiare salti, sfruttare Quad Bonus, recuperare le armi migliori e recuperare un po’ di dignità ammazzando almeno cinque o sei avversari durante le partite, diventano delle sfide nella sfida. E la sola modalità Duel vale tutto il gioco.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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