Pokémon Cristallo – Recensione

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8

Ottimo

Prendiamo un respiro e immergiamoci in quello che è forse uno dei titoli più completi della serie Pokémon, a quasi vent’anni di distanza. Seguendo la riproposizione di Rosso, Blu, Giallo, Oro e Argento, anche Pokémon Cristallo si va ad aggiungere al malloppo di retrogaming firmato Game Boy da oggi perfettamente emulabile su Nintendo 3DS, completo di supporto al gioco in modalità wifi e compatibilità con la Poké banca che, in soldoni, permette di far convivere l’intero ecosistema della saga su un’unica console. Sono lontani i tempi in cui, spostandosi di console in console, non era possibile portare con sé le proprie creature preferite…

E prima che ce lo chiediate, sì, se siete dei giocatori vicino la trentina, troverete grande gioia nel rivedere gli sprite bidimensionali di Johto, in questa incarnazione definitiva della seconda generazione di giochi dedicate alle creature collezionabili di Game Freak e Nintendo. Il motivo è presto detto: il gioco è esattamente quello di diciassette anni fa, salvo qualche accorgimento, ed è un chiaro tentativo di strizzare l’occhio ai giocatori ebbri di nostalgia e di amore per questa importantissima saga che ha fatto la storia delle portatili della casa di Kyoto.

 

Per chi ne fosse a digiuno o non fosse stato in grado di giocarlo all’epoca dell’uscita, Pokémon Cristallo propone un gameplay molto simile ad Oro e Argento, pur contando sull’introduzione di diverse novità (tra cui la possibilità di giocare nei panni di una protagonista!) e un’inedita storyline dedicata a Suicine, una delle tre creature leggendarie che dominano la regione di Johto. Cristallo ha inoltre diverse frecce al proprio arco, tra le quali l’introduzione di diverse novità estetiche che diventeranno, negli episodi successivi, appuntamenti fissi con i giocatori e le loro avventure basate sul lancio di Poké ball. Sta di fatto che a distanza di anni, seppur proponendo un profilo estetico non molto dissimile dal recente rilancio di Oro e Argento, rimane un signor JRPG e uno dei più completi breeding games in circolazione.

 

Partendo dalla cittadina natia, il giocatore può calcare i passi sui percorsi (rigorosamente numerati) di ben due continenti, dandosi da fare nella cattura di oltre 250 creature e l’aggiunta di Celebi, in un evento apposito che in origine non era stato reso disponibile in Occidente. Questo significa, a conti fatti, che Pokémon Cristallo su Nintendo 3DS trova la sua forma più completa e definitiva, arricchito di tutte quelle funzionalità che, al giorno d’oggi, ci si aspetterebbe da un titolo portatile nato su console di ultima generazione. Chiaramente l’acquisto di un prodotto simile, al giorno d’oggi, deve fare i conti con l’opera di grande svecchiamento che ha interessato i capitoli più recenti, ed è comprensibile che i giocatori più giovani – o semplicemente coloro che hanno apprezzato la serie partendo dagli ultimi capitoli – possano ritrovarsi “appesantiti” da certe meccaniche ormai del tutto dimenticate, come le MN necessarie all’avventura o dal generale appeal “retrò” vantato dagli sprite e dalla colonna sonora del titolo in questione. In sostanza: quel che si troverà in Pokémon Cristallo su Nintendo 3DS non è niente più di quello che ci si ritroverebbe tra le mani acquistando (o recuperando da un parente o un conoscente più anziano) la cartuccia del gioco originale, se non si considerano le introduzioni del gioco wi-fi e della compatibilità con la Poké Banca, specie considerando anche il fatto che questa versione del gioco emulata non permetta i salvataggi veloci disponibili invece in altri titoli similari.

Pro

  • Il titolo della serie Pokémon più completo dell’era Game Boy.
  • Prezzo di lancio abbordabile.
  • Caratteristiche inedite e compatibilità con Poké Banca.

Contro

  • Non ci si deve aspettare un prodotto all’avanguardia come i titoli più recenti.

Commento finale

Tirando le somme, questo Pokémon Cristallo vanta il fascino degli anni ’90 e i contenuti di un JRPG completissimo, in grado di tenere incollati i giocatori per ore e ore senza che questi sentano la mancanza di videogiochi più moderni. Rimane, in sostanza, quanto giocato nel 2001, ed è lecito aspettarsi che chiunque si lancerà nel suo acquisto tenga bene a mente questa informazione; agli incontentabili – e ai giocatori casual - non possiamo che consigliare di attendere l’arrivo di un nuovo capitolo su Nintendo Switch.
8

Ottimo

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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