Playerunknown’s Battlegrounds – Recensione

Featured Giochi Recensioni Videogiochi
7.8

Buono

Si è fatto attendere, ma ora è finalmente uscito nella sua versione finale. Stiamo parlando di Playerunknown’s Battlegrounds, fenomeno mondiale che ha lanciato in via definitiva il genere Battle Royale, che era sì presente prima del suddetto gioco, ma che mai prima era riuscito a ritagliarsi uno spazio così d’impatto nella community di videogiochi. Playerunknown’s Battlegrounds ha macinato record su record, ha venduto copie su copie e ora è sceso anche su Xbox One per continuare la sua massiccia dose di successo… O forse no? Il gioco in realtà è già presente su Xbox One da circa un anno, poco meno, in versione Game Preview Early Access, ossia una versione del gioco ancora in sviluppo ma che è già possibile giocare. Nei mesi successivi sono arrivati tanti aggiornamenti capaci di migliorare il gioco su tutti i punti di vista, sia sul versante contenuti che quello prevalentemente tecnico. Non a caso, anche su Xbox One X, Playerunknown’s Battlegrounds faceva fatica a mostrare le sue reali potenzialità, ma ad oggi, con la versione 1.0, sono riusciti gli sviluppatori a rendere il titolo decisamente più fruibile?

Abbiamo ricevuto tempo fa il codice di preview, ma oggi questo rappresenta il gioco finale con tanto di obiettivi sbloccabili e abbiamo deciso di recensirlo in via del tutto definitiva, dando un voto a questa prima versione finale, dove nello specificare “prima” non è una casualità. Eh sì, perché Playerunknown’s Battlegrounds è ora effettivamente uscito dalla versione Game Preview, ma questo non implica che il gioco debba essere costantemente migliorato su tutti gli aspetti. Infatti, in un primo riavvicinamento al gioco dopo essere uscito dalla sua modalità Early Access, gli effettivi miglioramenti si vedono, ma non così tanti da pensare che il lavoro di ottimizzazione sia già terminato.

Nel dettaglio, parlando di puro aspetto tecnico, su Xbox One X il gioco soffre ancora di pop-up di texture, soprattutto sulla nuova mappa Sanhok più piccola, dove delle colline hanno una cura visiva che sembra arrivare direttamente dagli anni 90. L’illuminazione generale ha ricevuto piccoli miglioramenti, così come la qualità delle texture e il caricamento di queste, dove si assiste decisamente meno a fenomeni di mapping su abitazioni e fogliame. Quindi abbiamo un miglioramento sensibile sull’ottimizzazione grafica, mentre sul frame-rate i passi in avanti sono decisamente più netti rispetto a mesi fa, nonostante qualche singhiozzo sia ancora presente e da non sottovalutare.

La fluidità era il grande problema della versione Early Access, anche se nei mesi di aggiornamenti il problema era già drasticamente ridotto rispetto alla primissima versione del gioco. Nella sua versione 1.0, il frame rate risulta decisamente più godibile, dove quasi sempre i 30fps sono fissi e senza troppi sbalzi, ma non mancano ancora momenti in cui si percepisce un calo brusco, anche se spesso non influenzando il gameplay. Per esempio appena entriamo in partita, il gioco praticamente ha un frame-rate osceno che fa “scattare” lo schermo per almeno tre o quattro secondi, dopodiché inizia a stabilizzarsi. Non si tratta di un problema che possa influenzare l’esperienza, ma rimane ancora un problema assurdo, soprattutto se lo vediamo in funzione su Xbox One X.

Passando all’esperienza di gioco, Playerunknown’s Battlegrounds ci immerge in queste enormi mappe di gioco dove è possibile sopravvivere non soltanto all’abilità di mira, ma anche alle strategie di gioco basate sul movimento, sulla furtività e soprattutto sulla furbizia. Il nostro personaggio entrerà in battaglia nudo, nel senso che è spogliato di tutte le possibilità di sopravvivenza, assieme ad altri 99 giocatori. La mappa prevede abitazioni, tunnel, segreti, veicoli e tanto altro e sta soltanto a noi riuscire a trovare un modo per sopravvivere. Il nostro primo obiettivo è quello di cercare un’arma che ci dia la possibilità di poterci difendere e successivamente le munizioni per ricaricarla, ma non possiamo fare affidamento soltanto sull’attacco, ma bensì anche alla difesa. Sarà utile trovare innanzitutto uno zaino per portarsi dietro oggetti utili quali medikit, bevande energetiche ed altri boost capaci di aiutarci nella sopravvivenza, ma anche di giubbetti anti-protiettile ed elmetti di protezione per la testa.

Ritrovato tutto ciò di cui avremo bisogno, saremo pronti per iniziare una sopravvivenza estrema. Nella mappa i giocatori si affronteranno fisicamente ad armi pari, o almeno in base all’equipaggiamento scelto. Durante la nostra sopravvivenza vediamo un numerino in alto che ci mostra l’esatta affluenza di giocatori presenti che diminuirà sempre di più. Ovviamente nella mappa è presente anche la famosa “bolla” ossia la Danger Zone che durante il normale fluire del tempo diventa sempre più piccola, con i giocatori sopravvissuti che devono per forza di cose stare dentro onde evitare una morte prematura causata proprio dalla Danger Zone.

Le mappe disponibili sono tre, di cui le prime due sono di una grandezza 8×8, mentre l’ultima Sanhok è 4×4. Le prime due offrono scenari diversi, dove nel primo abbiamo una semplice area collinare, dove abitazioni e altri edifici si estendono su diverse altezze. La seconda invece è ambientata nel deserto, dove saranno sempre presenti abitazioni e altri edifici che ci daranno la possibilità di nasconderci, ma che presenta meno centro abitati e più capanne divise per zone. L’ultima è quella 4×4, chiamata anche Mini-Royale, che vede una mappa dimezzata rispetto alle due di cui sopra ed è anche, almeno secondo il nostro punto di vista, la migliore per un’esperienza di gioco più adrenalinica.

Se nelle mappe 8×8 non vi trovate, anche un po’ per fortuna, nella zona centrale, la vostra principale partita sarà quella di correre verso la Safe Zone e recuperare oggetti utili alla sopravvivenza, magari da soli o in squadra con altre amici. Questo, spesso, si traduce in un semplice “corri corri” che rende la partita poco interessante e che magari nel momento in cui ci si avvicina alla fine, si muore senza essere riusciti a fare praticamente nulla. Nella mini-royale, con la mappa dimezzata, le cose sono diverse. I ritmi cambiano in quanto la grandezza stessa della mappa implica che ci vuole minor tempo per arrivare alla fine, inoltre l’azione della partita si svolge con maggiore epicità e azione rispetto alle altre, dove anche se dobbiamo raggiungere la Safe Zone, non ci mettiamo una partita intera.

I contenuti sono questi, ossia tre mappe dove una è diversa dall’altra in termini estetici e un’altra è dimezzata in quanto a grandezza. Nessuna novità di rilievo nelle armi, nelle modifiche e negli oggetti. Diciamo che il gioco è migliorato su tutti gli aspetti tecnici, nonostante ci sia ancora strada da fare su questo aspetto. Uno dei principali difetti del gioco però non è stato ritoccato, ossia il gunplay. Ancora oggi quando si spara si perde “il controllo” della mira, che a causa anche del nemico che si muove, risulta ancora troppo acerba. Capiterà molte volte che voi spariate ad un nemico e questi non muoia, perché dei mille proiettili sparati l’hanno beccato soltanto dieci. Ed è quindi un problema nell’esperienza, perché prendere un nemico da dietro e sparare in modalità di fuoco automatico non dovrebbe dargli la possibilità di girarsi e riuscire a sparare.

Considerando i fenomeni del momento, Playerunknown’s Battlegrounds risulta ancora nell’olimpo dei titoli Battle Royale, ma il successo di Fortnite sta oscurando sempre di più quello di PUBG e l’arrivo della modalità Blackout di Call of Duty: Black Ops IIII e anche quella di Battlefield V, crediamo che bisogna rinnovare e rendere maggiormente originale il proprio titolo, puntando soprattutto sul gunplay migliorato e nuovi contenuti. Ad oggi, Playerunknown’s Battlegrounds è disponibile su Steam e su Xbox One, riscuotendo ancora un notevole successo ma che, rispetto a prima, sta iniziando a faticare maggiormente.

Pro

  • Ansia e adrenalina
  • Sanhok è un’ottima mappa
  • Migliorato rispetto al Game Preview

Contro

  • Gunplay ancora acerbo
  • Leggermente sbilanciato
  • Ottimizzazione non perfetta

Commento finale

Playerunknown's Battlegrounds risulta essere un titolo esaltante e soprattutto adrenalinico. Ancora oggi è l’unico che riesce a donare quella sensazione di ansia negli istanti finali della partita e a rendere l’esperienza più epica, mentre i vari Fortnite possono funzionare meglio sull’aspetto social e soprattutto tecnico. Noi crediamo che Playerunknown's Battlegrounds possa ancora dire la sua, soprattutto se condizionato da nuovi tipi di contenuti e miglioramenti, nonostante l’arrivo dei mostri del genere come Call of Duty: Black Ops IIII e Battlefield V.
7.8

Buono

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com