Peter Rabbit – Recensione

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6.5

Sufficiente

L’irriverente coniglietto ideato da Beatrix Potter arriva sul grande schermo con una nuova avventura

Mr. McGregor è un vecchio solo e burbero. Segregato nella sua villetta nelle campagne inglesi, trascorre le sue giornate a curare il suo orto e piazzare trappole per animali, sicuro del fatto che lo spericolato Peter Rabbit verrà a fargli visita. L’audace coniglio si reca nel suo giardino quotidianamente, per sgraffignare qualcosa da mettere sotto i denti. Il loro rapporto conflittuale si interrompe quando, in seguito a un infarto, il vecchio abbandona la mansione. A sostituirlo arriva il nipote di McGregor, bisbetico quanto il prozio, che nutre un odio particolare verso i conigli. Lo scontro, dunque, è inevitabile: da una parte i teneri coniglietti, coccolati e protetti dalla vicina di casa, Bea, dall’altra il giovane McGregor, che nutre per Bea una certa simpatia. Peter e McGregor iniziano così una lotta senza esclusione di colpi, pur di conquistare le grazie della ragazza. Complici le sorelle – Flopsy, Mopsy e Cottontail – e il fedele cugino Benjamin, Peter difende il suo territorio mettendo in atto una serie di strategie per denigrare McGregor agli occhi di Bea. Dal canto suo, il ragazzo tenta di contrastare gli attacchi dei conigli, allontanando Bea dagli amati cuccioli.

Il film – realizzato in tecnica mista, con attori che interagiscono con personaggi fotorealistici animati – si presenta inizialmente come spensierato e leggero. Con l’avanzare della storia, però, ci si rende conto del potente messaggio che questo trasmette. Concepito come film per bambini, Peter Rabbit offre spunti di riflessione importanti.

Valori come l’amicizia, l’onestà, l’importanza della famiglia, vengono trattati in modo chiaro, ma mai banale. Attraverso le avventure di Peter e la sua combriccola i bambini imparano a essere sinceri con il prossimo, ancor di più con le persone che amiamo, a fidarsi degli altri e a lasciarsi andare. Il mondo di Peter non è un mondo perfetto, in cui tutti fanno la cosa giusta: i protagonisti sbagliano, ma apprendono dai loro errori e imparano a perdonare gli altri.

McGregor e Peter sventolano bandiera bianca quando capiscono che i loro conflitti li hanno portati a mentire alla persona amata, tradendo la sua fiducia. La zuffa ha danneggiato tutti i coinvolti, e il desiderio egoistico di possedere l’esclusiva su Bea viene accantonato, non appena i contendenti si rendono conto di averla ferita con i loro comportamenti. Il film ci insegna che l’amore – che sia quello passionale di un amante o quello affettuoso che si prova per una figura materna – non è mai possessione, costrizione, sofferenza.

6.5

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