Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas (Nintendo Switch) – Recensione

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Oceanhorn ha visto la sua apparizione sugli schermi dei dispositivi mobili ormai 4 anni or sono e adesso ci viene riproposto nella versione Switch. Vediamo assieme se ha retto il passo dei tempi!

Zelda on my mind

Togliamoci subito l’imbarazzo e diciamocelo subito chiaramente: Oceanhorn è uno spudorato clone di Zelda The Wind Waker. Ora che il convitato di pietra si è sbriciolato, posso parlare subito delle qualità e delle pecche di questo gioco.

La storia ci fa mettere nei panni di un giovincello che è stato appena abbandonato dal padre e che si mette in testa di andarlo a cercare, nonostante la mostruosa maledizione di Oceanhorn. Il nome è legato ad una creatura meccanica che ha distrutto la vita del nostro genitore, che per questo ha deciso di affrontarlo per porre fine a questa dolorosa storia.

Alla fine questo è solo un mero pretesto per farci prendere il mare e andare ad esplorare una serie di isole. Attraverso una serie di missioni, tra principali e secondarie, scopriremo il segreto dei nostri antenati e potremo scoprire dove cavolo sia finito il barbuto genitore.

La trama non ha molta consistenza, ma funge da buon collante per tutta l’avventura e questo è sufficiente.

Sail away

Ci sono un bel po’ di isolette da esplorare, piene di dungeons, cimiteri, spiagge, ma la grossa pecca è che alla lunga sono tutte identiche una all’altra. La mancanza di varietà dopo un po’ si sente, ma considerando lo sforzo di produzione della piccola casa Cornfox & Bros, non ci possiamo lamentare più di tanto.

Il sistema di combattimento tradisce le origini “touch” del gioco, essendo basato su comandi semplicissimi che comportano solo correre verso l’avversario e premere insistentemente il tasto di attacco. Ci sono armi come spada, arco e bombe, ovvero lo stesso arsenale di Zelda, ma ricordatevi che questo  lo avevamo già appurato.

Un po’ contorto l’uso dell’inventario, che non è stato per niente ottimizzato per Switch. Per cambiare oggetto difatti bisogna entrare nel menù, mentre sarebbe bastato assegnare a questa azione i tasti dorsali.

Ci sono una serie di puzzles da affrontare per sbloccare porte e altre amenità, ma il loro livello di difficoltà è talmente basilare, che anche i giocatori meno avvezzi a questo tipi di giochi non troveranno molte difficoltà nel risolverli rapidamente.

Dal punto di vista tecnico la versione per Switch offere un 1080p a 60fps sulla TV e 720p a 60 fps nella modalità handheld. Se però consideriamo che questa versione non è altro che la trasposizione di quella per PC che è stata rilasciata nel 2015, si capisce perché la grafica sembri comunque un po’ datata.

Una menzione d’onore va fatta invece alla colonna sonora, per la quale sono stati ingaggiati Kalle Ylitalo, compositore finlandese e nientepopodimenoche Nobuo Uematsu, noto per aver composto pezzi per la serie di Mana e Final Fantasy.

Pro

  • Semplice e spensierato

Contro

  • Graficamente risente del peso degli anni

Commento finale

Oceanhorn dimostra di essere un gioco divertente ed onesto, che non promette mirabolanti meraviglie tecniche, ma che ci fa passare piacevolmente qualche ora di gioco. Ad un prezzo contenuto potete portare a casa un titolo che vi farà passare qualche ora di svago disimpegnato, in compagnia di una buona colonna sonora e di un'avventura non originale ma comunque appassionante.
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Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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