Nelle Pieghe del Tempo – Recensione

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Dopo numerosi tentativi, Walt Disney Pictures è finalmente riuscita a portare sul grande schermo Nelle Pieghe del Tempo, adattamento cinematografico del primo volume della saga sci-fi scritta da Madeleine L’Engle tra gli anni sessanta e ottanta. Ce l’avrà fatta Ada DuVernay a creare una pellicola fantasy da tramandare ai posteri o sarà caduta vittima del peso di una responsabilità così grande? Scopritelo nella nostra recensione.

Negli ultimi anni la Disney ha mostrato un’audacia sempre maggiore nelle storie che è stata disposta a raccontare, ed è per questo che ha deciso di puntare gli occhi su Nelle Pieghe del Tempo, uno dei romanzi più importanti ed impegnativi mai scritti. Decidendo di portare la regista Ava DuVernay (Selma) a bordo del progetto, la major americana ha voluto ripensare la sua narrazione per adattarla tematicamente all’epoca in cui viviamo, ma la nuova verve non è stata bastevole a salvare la pellicola da notevoli problemi strutturali.

Nelle Pieghe del Tempo racconta le avventure della quattordicenne Meg Murry (Storm Reid), della sua famiglia di menti geniali e dei loro strampalati vicini di casa. Figlia di due fisici di fama mondiale, Meg ha problemi di autostima come tutte le ragazzine della sua età, fatica a integrarsi e cerca disperatamente di farsi degli amici. Non sa ancora di aver ereditato la mente brillante del suo papà e di essere incredibilmente dotata come il fratellino Charles Wallace (Deric McCabe). A peggiorare la situazione interviene la sconcertante scomparsa del signor Murry (Chris Pine), evento che tormenta la ragazza e che lascia sua madre (Gugu Mbatha-Raw) con il cuore a pezzi. Tuttavia, poco tempo dopo la scomparsa dello scienziato, tre donne dall’aspetto eccentrico e un nome altrettanto peculiare, le signore Whatsit, Who e Which (impersonate rispettivamente da Reese Witherspoon, Mindy Kaling e Oprah Winfrey, spediscono Meg, suo fratello minore e l’amico Calvin (Levi Miller) nello spazio, per salvare il genitore rimasto intrappolato in una faglia temporale. Catapultati in mondi oltre i confini della loro immaginazione, grazie a un congegno magico che permette di scivolare lungo le pieghe del tempo e dello spazio, i tre ragazzini si imbarcano in una formidabile impresa contro un nemico potente e sconosciuto.

Non appena l’avventura ha inizio, si verifica un senso di disorientamento reso complice da numerosi salti temporali e da una struttura narrativa che non risulta per niente adatta a quella in tre atti di un classico film. Un elemento particolarmente importante della storia che non riesce nella sua transizione da romanzo a film è la creazione di un conflitto e di un vero senso di pericolo. Il materiale cartaceo tratta di un male oscuro che emerge attraverso l’universo e distrugge l’amore con la sua negatività, ma la rappresentazione visiva di tale entità avviene in maniera sommaria all’interno della pellicola, il che rappresenta un vero peccato.

L’area in cui questa pellicola riesce ad eccellere, invece, è sicuramente la pura quantità d’immaginazione visiva, che estrapola alcuni concetti dal romanzo e li espande in sequenze mozzafiato, soprattutto se ammirate in formato IMAX. Peccato che il tutto diventi vittima di un cast che sembra recitare con il freno a mano tirato, e di una sceneggiatura molto blanda. Tra gli adulti, Oprah Winfrey è la sola a connettere con Meg su un piano emotivo genuino mentre, tra i ragazzi, Storm Reid è l’unica giovane attrice a brillare davvero. Il Charles Wallace di Deric McCabe è uno dei personaggi cinematografici più fastidiosi della memoria recente e il Calvin di Levi Miller non ha abbastanza spazio su schermo per essere sviluppato a dovere. Come molti altri elementi del libro, il film sembra soltanto assumere che il pubblico possa carpire l’importanza di queste relazioni, piuttosto che prendersi il tempo di mostrare perché contino davvero.

A conti fatti, nonostante una spettacolarità visiva e alcune idee interessanti, il film diretto da Ava DuVernay mette in scena una storia che non riesce assolutamente a catturare la magia del materiale cartaceo. I fan del romanzo hanno aspettato per decenni un degno adattamento cinematografico de Nelle Pieghe del Tempo e, per loro sfortuna, gli toccherà attendere ancora a lungo.

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