Nella tana dei lupi – Recensione

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7.5

Buono

Nella tana dei lupi, diretto da Christian Gudegast che qui troviamo per la prima volta nel ruolo di regista, è un action thriller che ha tutte le carte in regola per conquistare il pubblico.

Il film è ambientato nella parte sud di Los Angeles, dove le rapine e le sparatorie sono all’ordine del giorno. Questa scelta non è stata certo casuale, il regista è infatti cresciuto in questi quartieri dove bianchi, neri, ispanici e gang di strada si mescolano dando vita ad un melting pot culturale unico nel suo genere. Anche se non è stato possibile girare per le strade di Los Angeles, l’autenticità del film non ne ha risentito. Ogni minimo dettaglio è stato riprodotto scrupolosamente ad Atlanta, dove sono state effettuate le riprese.

In questa sanguinosa Los Angeles assistiamo al duro scontro tra la banda di rapinatori capeggiati da Ray Merriman (Pablo Schreiber) e la squadra speciale anticrimine guidata da “Big Nick” O’Brien (Gerard Butler). La banda di Merriman, di cui fa parte anche il criminale e padre di famiglia Enson Levoux (50 Cent), è disciplinata e composta da ex militari altamente specializzati. Dall’altra parte invece la squadra di “Big Nick” è chiassosa e spesso poco ortodossa nei suoi metodi. Per rendere tutto il più realistico possibile, il gruppo di attori si è esercitato a conoscere e a maneggiare le armi alla perfezione. I due schieramenti si sono anche allenati separatamente per poter entrare al meglio nella parte.

Merriman è deciso ad organizzare il colpo del secolo alla Federal Reserve Bank di Los Angeles e per farlo ha bisogno di un autista capace ed affidabile. Il ruolo ricade su Donnie (O’Shea Jackson Jr.), famoso per la più alta multa per eccesso di velocità mai fatta in California. “Big Nick” individua in Donnie l’anello debole del gruppo e cerca di ottenere da lui tutte le informazioni possibili. Nel finale i “buoni” e i “cattivi” si affrontano in una sparatoria senza esclusione di colpi che si concluderà con un faccia a faccia tra “Big Nick” e Merriman.

Complessivamente troviamo una buona storia che rispetta tutti gli archetipi del genere e che non manca di attori capaci di catturare l’attenzione ed entrare pienamente nella parte.

7.5

Buono

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