Natale da Chef – Recensione

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5

Mediocre

Negli ultimi anni i grandi e piccoli schermi sono stati letteralmente invasi dal fenomeno dello show cooking. Da “Il Sapore Del Successo” con Bradley Cooper, ai vari Masterchef e TopChef i nostri occhi si stanno sempre più abituando alla vista di piatti ricercati, ricette elaborate e strani accostamenti. Non nascondiamolo, ognuno di noi almeno una volta si è sentito uno chef stellato, preparando qualche intruglio di dubbio gusto che qualche sfortunato commensale ha dovuto mandar giù. Proprio su questo aspetto gioca il nuovo film di Neri Parenti, Natale da Chef, con Massimo Boldi, Enzo Salvi e Biagio Izzo, nelle sale italiane a partire dal 14 dicembre.

Gualtiero Saporito (Massimo Boldi) è uno Chef dal dubbio talento. Il suo staff comprende l’aiuto cuoco, che non sente i sapori, Tony Cacace (Biagio Izzo), la pasticcera Perla (Rocio Munoz Morales) che, anziché prepararle, esce letteralmente dalle Torte ed il sommelier astemio Filippo Tosti (Dario Bandiera). Insieme alla sua squadra, lo Chef cercherà di vincere la gara d’appalto del catering per il prossimo G7.

Come in ogni cinepanettone la trama è leggera e serve a creare uno sfondo ai vari sketch comici. Gli scambi di persona, le situazioni paradossali e i piatti disgustosi completano il film. Il repertorio di Boldi è lo stesso, visto e rivisto, che ha caratterizzato tutti i suoi precedenti lavori. Alcune battute riescono a strappare un sorriso, altre un po’ meno ma il film, tutto sommato, risulta scorrevole. Per poter creare veri e propri “pasticci” culinari, Neri Parenti ha fatto cimentare il suo cast nella difficile arte della cucina. La carbonara con i marron glasse; la zuppa con spremuta di cozze, della melassa e una spruzzatina di guacamole e miele; capitone in umido con panna acida, salsiccia di bufala cruda, collo d’oca tritato; sono solo alcune delle portate che compongono lo strambo menù dello Chef Saporito. Perché si sa, in cucina di guai se ne combinano tanti, e più sono grandi, più fanno ridere. È questo l’ingrediente principale della pellicola.

Concludendo, si tratta del più classico dei cinepanettoni e del tipico film di Massimo Boldi. Molto leggero, non impegnativo, che strappa qualche risata e con, più o meno, i soliti attori che da anni si occupano di questo filone cinematografico. Chi comprerà il biglietto, vedrà esattamente quello che si aspetta di vedere, senza alcuna sorpresa né, purtroppo, innovazione.

5

Mediocre

Laureando in Ingegneria Meccanica e inviato per MyReviews. Nato lo stesso anno in cui uscivano "I Soliti Sospetti" di Bryan Singer al cinema e (What's the Story) Morning Glory? degli Oasis fuori dalle sale.

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