Morphite – Recensione

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Vi ha intrigato No Man’s Sky, ma il bazillione di sistemi e pianeti da esplorare vi spaventavano? Vi piace la grafica low-poly? Vi piacciono le dinamiche della nuova versione di Metroid? Se avete risposto si a tutte queste domande, allora potete continuare a leggere questa recensione. Se non lo avete fatto, leggetela lo stesso, magari riuscirò a convincervi che Morphite è il gioco adatto a voi.

Space cadet e il suo gatto robotico

La giovane Myrah è stata allevata su di una stazione spaziale e adesso è arrivato il momento di fare il grande salto. L suo mentore, l’anziano e saggio Mr. Mason finalmente le affida la sua prima missione, esplorare e catalogare fauna e flora di un pianeta. Niente di eccezionale come primo passo nell’universo sconosciuto, ma Myrah scopre in un tempio abbandonato le tracce di un mitico materiale, l Morphite per l’appunto, del quale le leggende narrano di mirabolanti proprietà.
La giovane ed intrepida esploratrice, coadiuvata da una intelligenza artificiale dalle sembianze feline, Kitcat, inizierà così ad allargare i suoi orizzonti, andando coraggiosamente là dove nessuno era mai arrivato prima.
La storia principale ci porterà ad esplorare un sacco di pianeti diversi, ma la possibilità di affrontare delle missioni secondarie amplia notevolmente la durata del gioco. Andare drittti alla meta non mi ha impegnato più di cinque/sei ore di gioco, ma l’esplorazione dell’universo generato proceduralmente, non immenso quanto quello di NMS, ma comunque vasto, ha incrementato di molto le ore di gioco.
Il gameplay di Morphite è suddiviso in vari elementi. Quello principale è l’esplorazione dei pianeti. Quando avremo catalogato un buon numero di specie (i “completisti compulsivi” avranno pane per i loro denti, soprattutto quando si tratta di scannerizzare animali che non stanno fermi un secondo!), potremo tornare alla stazione spaziale per convertire le scansioni in crediti. Questi sono l’elemento principale del sistema di gioco, perchè con essi saremo in grado di migliorare la nostra attrezzatura ed espandere il raggio di azione della nostra nave, ampliando i serbatoi di carburante.
Le sezioni di esplorazioni dei pianeti sono in prima persona e saremo armati di una pstola, necessaria per combattere contro insidie sconosciute, e uno scanner. Il passaggio dalla modalità “attacco” a quella “scansione” è un po’ macchinoso, ma una volta presa confidenza con i comandi, funziona abbastanza bene. Ogni pianeta ha delle sue peculiari caratteristiche e per poterli esplorare tutti dovremo dotarci dell’attrezzatura necessaria. Ci sono ad esempio dei pianeti dall’atmosfera tossica che potremo esaminare solo dopo esserci dotati di una tuta apposita. Per qfare questi upgrade, oltre che dei crediti, avremo anche bisogno di elementi particolari che potremo trovare in altre locazioni, oppure rivolgerci ai mercanti disseminati qua e là.


Come dicevo nella premessa, la dinamica delle sezioni di esplorazione ricorda molto le meccaniche viste in Metroid, con tanto di boss che ci impegneranno in tosti combattimenti.
C’è po la sezione di navigazione tra un sistema e l’altro, molto semplice e intuitiva. Dalla plancia della nostra nave possiamo accedere alla mappa dei sistemi e alle varie missioni assegnate. La via più breve per scoprire velocemente lo sviluppo della trama è quella di seguire le missioni principali, ma ho trovato molto più divertente e anche utile dedicarmi a quelle secondarie. Questo mi ha permesso di recuperare molti materiali, informazioni e crediti, che mi hanno permesso di ampliare di molto la durata di Morphite.
Durante l’esplorazione a bordo della nostra nave potremo anche imbatterci in alieni ostili che ci attaccheranno. Il gioco ci propone tre tipologie di risposta a queste aggressioni: scappare, cedere dei crediti per essere lasciati in pace, rispondere all’attacco. In tutti e tre i casi però si tratta solo di fasi testuali, per cui non vi aspettate serrati combattimenti a colpi di phaser e torpedo, ma solo molte riche di testo da leggere, che purtroppo rischiano di spezzare troppo il ritmo del gioco. Molto più divertente è l’attraversamento di eventuali campi di asteroidi, poiché ci mette alla guida della nave per testare le nostre abilità da pilota.

Big is better

La grafica low-poly è ben realizzata, con una palette di colori che varia da pianeta a pianeta, ricordando molto un glorioso gioco del passato, Another World. Ogni pianeta ha caratteristiche particolari e molti elementi da analizzare, ma ho trovato la risposta dei comandi non molto soddisfacente, soprattutto quando si devono raggiungere luoghi difficilmente accessibili. Sicuramente la resa migliore di Morphite è giocato sul televisore, in quanto le atmosfere sono rese con maggior respiro grafico.
Le architetture dei templi, la geografia dei pianeti, la bellezza dei colori e il dettaglio low-poly delle creature si riescono ad apprezzare in forma piena e completa solo sul grande schermo, anche se è molto divertente portarselo a spasso e dedicare a Morphite qualche partita nei luoghi più disparati. Altro consiglio è quello di giocarlo comunque con le cuffie, sia che lo utilizziate su TV che in modalità portatile. La componente audio è infatti molto coinvolgente ed avvolgente, con pezzi ben realizzati e mai invasivi. Il difetto maggiore di Morphite è quello che ormai si rileva in molti titoli: è un ottimo contenitore di idee, di trovate, di esperienze interessanti, ma che non arriva a svilupparsi mai completamente. La trama è interessante, il gameplay semplice ed intrigante, ma manca una reale coesione di tutti i suoi elementi per renderlo un gioco di buon livello.

Pro

  • Trama interessante
  • La grafica low-poly regala un fascino "retro" al gioco
  • Vasto ma non dispersivo

Contro

  • Comandi non adeguati la sistema di esplorazione
  • Non riesce a realizzarsi mai completamente come avventura

Commento finale

Morphite ha un buon potenziale, ma non riesce mai a realizzarlo in forma compiuta. Gli elementi di esplorazione, i pianeti generati proceduralmente, la trama fanno bene il loro lavoro, costruendo assieme un'avventura solida, ma non tanto da rendere il gioco un acquisto imprescindibile. Ritornando alle domande che ponevo da principio, ho paura che solo pochi giocatori, quelli che hanno risposto in maniera affermativa, sapranno appezzare le dinamiche di questa avventura spaziale, mentre i restanti perderanno velocemente interesse in questo titolo.
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Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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