Moonlighter – Recensione

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7

Buono

Un espediente spesso usato nella narrativa è quello del futuro eroe che abbandona la sua vita ordinaria per andare alla ricerca di ricchezze ed avventure. Il richiamo di facili emozioni, dell’ignoto, e perché no anche della ricchezza, è sempre stata una potente spinta per i nostri surrogati digitali. Moonlighter, titolo sviluppato dai Digital Sun, cerca invece di rispondere alla domanda: cosa succederebbe se il vostro lavoro dipendesse dalle vostre avventure?

L’incipit di Moonlighter è semplice: Will è il giovane proprietario del Moonlighter, l’ultimo negozio rimasto aperto in un piccolo villaggio sorto in vicinanza di un complesso di sotterranei apparso in circostanze misteriosa. La curiosità iniziale è stata presto mitigata dall’alto costo in vite umane preteso dai dungeon, ed oramai il villaggio appare quasi totalmente deserto. Come ogni ragazzo Will predilige l’avventura alla routine dettata dal commercio, ma dopo una sfortunata spedizione iniziale (che funge da tutorial molto essenziale) sarà costretto a trovare il giusto equilibrio tra i due elementi, conciliando il suo desiderio di svelare il mistero dei dungeon con le incombenze relative al negozio. MoonlighterPad alla mano il titolo si divide in due momenti di gameplay ben distinti: quello all’interno dei dungeon e quello dentro il negozio. La progressione all’interno dei dungeon (che vengono generati in maniera casuale) non si distacca particolarmente da quanto visto nella maggior parte dei dungeon crawler con elementi roguelike: un sistema di combattimento in tempo reale riesce con l’uso di pochi tasti a gestire anche situazioni decisamente affollate in modo abbastanza funzionale. L’assenza di un sistema di sviluppo del personaggio pone particolare enfasi sull’equipaggiamento, l’unico metodo per potenziare Will e migliorare quindi le nostre possibilità di successo. Ed è proprio nella sua complessa gestione del loot che questo aspetto del gameplay si lega indissolubilmente alla parte gestionale. Quasi ogni nemico del gioco lascerà cadere svariati oggetti, che prenderanno posto in un inventario (un po’ limitato a dire il vero) rappresentando la nostra principale fonte di guadagno all’interno del gioco. Se nelle prime fasi ci basterà raccogliere ogni cosa lasciata sul terreno, andando avanti dovremo fare i conti con oggetti che ne distruggono altri se raccolti, o che non possono essere identificati fino al ritorno a casa, o che trasformano eventuali oggetti posizionati all’interno di certi slot dell’inventario. Questa meccanica rende necessaria una valutazione attenta, in modo da ottenere il più possibile da ogni discesa.

Una volta usciti da un dungeon, operazione possibile solo attraverso la spesa di una somma crescente di denaro in base alla profondità raggiunta, dovremo mettere in vendita nel nostro negozio i vari oggetti ritrovati cercando di trarre il maggior profitto possibile. Starà a noi impostare il prezzo di ogni articolo in base alle reazioni dei potenziali acquirenti espresse attraverso delle emoticon di facile interpretazione (fortunatamente il gioco tiene traccia dei prezzi e delle relative reazioni, in modo da facilitare la cosa), tenendo anche in considerazione la popolarità del bene. Un materiale particolarmente richiesto sarà più semplice da vendere anche con un lieve sovrapprezzo, ma se ne inondate il mercato vedrete la sua popolarità calare drasticamente mentre accumulerà polvere sui vostri scaffali. Comprendere come manipolare il mercato in modo da trarre il massimo vantaggio è la chiave per il successo. La possibilità di abbellire il negozio in modo da aumentare i margini di guadagno o prolungare il tempo d’attesa dei clienti, diventa una componente essenziale al pari del miglioramento del nostro equipaggiamento. Il denaro guadagnato può essere investito in diversi modi: oltre a migliorare il nostro negozio potremo finanziare la riapertura di diversi servizi all’interno del villaggio, assoldando artigiani e mercanti che con le loro merci miglioreranno le nostre prestazioni. La costruzione di nuovo equipaggiamento richiede ingenti somme di denaro e di materiali, così come la creazione di pozioni o di incantamenti per le nostre armi. Il numero ridotto di parametri relativi all’equipaggiamento semplifica gradevolmente la vita al giocatore, che già deve tenere conto dei numerosi aspetti relativi alla gestione del negozio. MoonlighterQuesto insolito mix di gestionale e dungeon crawler crea un loop piacevolissimo che intrattiene il giocatore, aiutato da una pixel art molto colorata e da un’interfaccia semplice ma efficace. Se da un lato il titolo lesina sulle spiegazioni fornite al giocatore, dall’altro non punisce eventuali errori di valutazione lasciandolo così libero di sperimentare ed impararne le meccaniche con tranquillità. L’assenza di localizzazione rappresenta un piccolo neo di questa produzione ma la sua natura così immediata da apprendere (ma al tempo stesso ricca di sfumature da padroneggiare) non lo rende un problema troppo gravoso, considerando inoltre che il gioco si basa più su una componente illustrata piuttosto che scritta anche sul fronte gestionale.

 

Pro

  • Graficamente gradevole
  • Gameplay soddisfacente

Contro

  • Alcune componenti potrebbero essere spiegate meglio
  • Alcuni cali di frame difficilmente giustificabili

Commento finale

Moonlighter è un titolo decisamente gradevole, perfetto per partite rapide ma al tempo stesso abbastanza corposo da appagare anche chi volesse dedicarsi a fondo alle sue componenti gestionali. Uno stile grafico colorato e vivace unito ad un’interfaccia essenziale e di facile lettura, rendono questo titolo un buon acquisto per tutti coloro che cercano un’esperienza particolare ma non troppo pesante.
7

Buono

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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