Monster Hunter: World – Recensione

Featured Giochi Recensioni Videogiochi
9

Eccellente

Monster Hunter è sempre stata una di quelle saghe che osservavo con interesse ma al tempo stesso rimanendone a distanza. Avendo mancato il suo esordio sulle console Sony, non è mai stata in grado di spingermi da sola ad acquistare una console portatile per mettere finalmente mano su quello che da sempre viene definito come il fuoriclasse del genere hunting. L’annuncio del suo arrivo sulle console attuali ha quindi fatto nascere in me numerose (ed elevate) aspettative, che sono state ampiamente superate da questo splendido titolo.

La storia, semplice e diretta, riesce immediatamente a settare il tono per l’esperienza di gioco. Dopo aver creato il nostro personaggio ed il suo companion felino (attraverso un editor migliorabile ma comunque abbastanza efficace) saremo immediatamente catapultati all’inseguimento per mare di una creatura leggendaria che lentamente migra verso il Nuovo Mondo, una terra inesplorata e ricca di misteri. Ovviamente le cose non andranno come previsto e ben presto dovremo farci strada in un ecosistema non esattamente ospitale, sfruttando ogni risorsa a nostra disposizione per riuscire in questa difficile impresa. Il Nuovo Mondo è un luogo selvaggio e primordiale, quasi preistorico nei suoi scorci, abitato da gigantesche creature fortemente territoriali ed ansiose di porre fine alla nostra missione. Armati di buona volontà, e di un nutrito arsenale, dovremo farci strada lungo la catena alimentare e diventare i cacciatori apex del nuovo mondo. L’atteso ritorno sulle console ammiraglie portava con se numerose aspettative ed è evidente fin da subito l’impegno profuso dal team di sviluppo nella realizzazione delle mappe di gioco. Abbandonata la separazione in microaree, ci troveremo davanti a grandi regioni complesse e fortemente stratificate, che rappresentano ognuna un preciso ecosistema con una consistenza interna e caratteristiche in grado di influenza profondamente il gameplay. La maestosa foresta antica, invasa da una vegetazione primordiale, forza i nostri percorsi attraverso rampicanti e rami con la consapevolezza che il pericolo può nascondersi tra la lussureggiante vegetazione. L’altopiano corallino, con la sua pronunciatissima verticalità unita alla sua atmosfera quasi onirica, offre sfide ed opportunità ben differenti. Padroneggiare il terreno di scontro, conoscerne colli di bottiglia e vie di fuga diventa un elemento importante del nostro arsenale al pari delle numerose armi che potremo sfoderare contro le mostruose minacce che imperversano nelle varie zone.

Ogni arma in Monster Hunter rappresenta un diverso approccio alla caccia ed alle minacce ad essa connesse, obbligando il giocatore a numerose valutazioni tattiche. La combinazione lancia e scudo ad esempio sacrifica il potenziale offensivo in favore di una robusta difesa garantita dallo scudo e dalla capacità di colpire ad una discreta distanza della lancia. La lancia-fucile invece concentra i danni in colpi devastanti e con un buon range ma che bersagliano un singolo avversario, rendendola poco adatta ai combattimenti multipli. Lo spadone, con i suoi ampi fendenti, è in grado di spazzare via i nemici minori e di colpire più volte le nostre prede sopperendo così alla sua mancanza di velocità. Apprendere tutte le sfumature di un arma è una sfida a se stante, che richiede una notevole costanza ed una buona dose di pazienza. Il combat system punisce il button mashing, e perfino le armi più rapide come le doppie lame richiederanno attenzione e precisione nell’uso. La difficoltà nel cambiare orientamento di un attacco rende necessario sapere sempre quale combo eseguire in ogni momento. Diventa quindi essenziale provare e comprendere le diverse meccaniche legate ad ogni parte del nostro arsenale, in modo da trovare l’arma che meglio si adatta al nostro stile di gioco ed al nemico che ci troviamo davanti. Lo stesso vale per le numerosissime armature a nostra disposizione. Al netto delle differenze nei valori difensivi (fondamentali per mitigare i danni elementali che caratterizzano le cacce più complesse), ogni pezzo può conferire una o più abilità che andranno a modificare ulteriormente le nostre prestazioni sul campo. Il numero di abilità presenti è notevole e conferiscono le capacità più disparate, partendo da semplici aumenti alle statistiche, fino ad arrivare a donare particolari attributi ed immunità. La modularità di questo sistema si presta agevolmente alla sperimentazione del giocatore, che può liberamente combinare pezzi da set diversi per poi salvare le sue configurazioni personali. Costruire ogni pezzo del gioco richiede un impegno veramente considerevole, e non posso negare che in alcuni momenti avrei gradito una richiesta di componenti leggermente inferiore, ma con il procedere del gioco la vostra efficienza nel ricavare i materiali aumenterà sensibilmente, mitigando così la sensazione di inseguire la proverbiale carota.

All’aumento della vostra efficienza corrisponde anche un aumento del livello di sfida, grazie a quelli che sono i veri protagonisti di quest’offerta ludica: i mostri. Partendo dai semplici Jagras, poco più che lucertole troppo cresciute, arriveremo ad affrontare dei veri e propri colossi fatti di roccia e magma, di muscoli e zanne. Creature in grado di soffiare fuoco, di scatenarci contro una pioggia di scaglie esplosive, di nascondersi sotto terra per sferrare devastanti attacchi e tante altre terribili sorprese che vi lascio il (dubbio) piacere di scoprire. Ogni mostro ha un suo preciso comportamento, che muterà in base al suo stato di salute spingendolo a ritirarsi verso zone che considera il suo territorio per riprendere fiato o al contrario ad attaccarci selvaggiamente per cercare di avere salva la vita. Allo stesso modo ogni area ha una sua precisa catena alimentare, con mostri che difenderanno ferocemente la loro posizione di super predatore. Non sarà raro infatti assistere a delle vere e proprie lotte per il dominio del territorio quando due mostri si avvicineranno troppo, o vedere un super predatore irrompere prepotentemente durante la nostra caccia per reclamare il possesso di quella che consideravamo la nostra preda. Queste interazioni contribuiscono a rendere il mondo di gioco vivo e dinamico, mitigando al tempo stesso la sensazione di ripetizione che inevitabilmente accompagna questi titoli. Ripetizione che servirà ad affinare le nostre abilità, valutare meglio quali oggetti portare con noi, dove piazzare qualche trappola per rallentare la fuga del mostro, e magari preparare un nuovo set di armi ed armature per meglio fronteggiare i punti di forza del nemico. Pretendere di superare ogni sfida con lo stesso approccio porterà soltanto ad una serie di cocenti e frustranti sconfitte, mentre capire quando ritirarsi per tornare con una maggiore preparazione è una virtù fondamentale.


Dal punto di vista della longevità il titolo si difende egregiamente offrendo una storia principale semplice ma efficace, che guida il giocatore nell’apprendimento delle tattiche fondamentali del titolo attraverso una quarantina di ore (contando anche le numerose missioni secondarie necessarie a sbloccare tutte le potenzialità del nostro hub centrale). Completata la storia principale si sbloccheranno quindi le cacce di alto rango, che a loro volta introdurranno nuovi mostri, nuove armature ed un nuovo sistema di potenziamento dell’equipaggiamento, sufficiente a mantenere i giocatori saldamente attaccati alle poltrone per parecchio tempo. Una delle mie paure principali era la scarsa fruibilità dei suoi contenuti in singleplayer ma devo riconoscere che si è rivelata abbastanza infondata. La stragrande maggioranza di quello che il gioco offre può essere affrontato anche dai giocatori più solitari, ma non si può negare che cacciare in gruppo rappresenta una delle esperienze multiplayer più intense di questa generazione. Il suo stile di gioco privo di ruoli ben definiti, le sue mappe ricche di opportunità ed un sistema di squadre che promuove la partecipazione dei giocatori in gruppi multipli, rendono il gioco cooperativo un punto di forza del titolo. Certo, alcune volte si passa troppo tempo ad armeggiare con i suoi non sempre chiarissimi menù, ma dopo un pochino di pratica si riusciranno ad organizzare rapidamente emozionanti battute di caccia.

Il lato tecnico del titolo soddisfa pienamente le aspettative, offrendo una cosmesi visiva assolutamente soddisfacente. Il motore grafico del titolo utilizza con maestria le potenzialità delle console attuali, dando vita ad ambienti magistralmente realizzati, ricchissimi di dettagli e particolarmente vivi e vibranti. Ogni zona rappresenta un bioma a se stante, con la sua palette cromatica ed i suoi elementi caratteristici, conferendo una forte identità ad ogni area. Un level design di grande qualità riesce a creare mappe multilivello e con zone fortemente interconnesse, ricche di eventi e di possibilità di interazione. A questo si aggiungono poi i modelli dei mostri, unici nelle loro fattezze e movenze. Le creature più pericolose poi comprendono alcuni dei mostri più belli comparsi durante questa gen, che con il loro design riescono a stupire ed affascinare. Lo stesso vale per gli equipaggiamenti a nostra disposizione, che richiamano in modo palese le creature che abbiamo dovuto sconfiggere per riuscire a crearli. L’unico neo visivo riguarda la versione Xbox One, che sfoggia purtroppo una risoluzione inferiore a quella della controparte PS4, un vero peccato vista la bellezza visiva del titolo. Il lato audio esegue egregiamente il suo dovere con effetti sonori che comprendono un corposo campionario di versi e ruggiti, ognuno unico per la rispettiva creatura. Il doppiaggio, sebbene non particolarmente brillante, è comunque convincente e riesce a risultare abbastanza credibile, e l’accompagnamento musicale delle varie missioni riesce a creare la giusta atmosfera per le nostre pericolose battute di caccia.

Pro

  • Comparto grafico molto efficace
  • Ottimo level design
  • Ricchissimo di contenuti

Contro

  • Potenzialmente ripetitivo
  • Alcuni sistemi sono poco immediati
  • Tutorial inefficaci

Commento finale

La nuova incarnazione di Monster Hunter riesce in un difficile compito, quello di essere un punto d'ingresso per i nuovi giocatori ed al tempo stesso mantenere il livello di sfida e complessità che caratterizza la serie. La sua magistrale amalgama di meccaniche, in grado di continuare ad introdurre nuovi elementi anche dopo 40 ore di partita, riesce a non far pesare la sua natura di hunting game orientato decisamente verso il farming. Un ottimo bilanciamento dei contenuti rende il gioco pienamente fruibile anche dal singolo giocatore, ma indubbiamente il titolo mostra il meglio nelle partite cooperative. Una volta raggiunto il suo endgame poi, la comparsa di numerosi nuovi nemici, unita ad un generale rimescolamento dei mostri nelle varie zone (e l'introduzione di nuovi livelli di potenziamento per i nostri equipaggiamenti), lo rendono il gioco ideale per passare queste fredde serate invernali e sicuramente uno dei potenziali goty di questo 2018.
9

Eccellente

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com