Mighty Monster Mayhem – Recensione

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Terribile

Mighty Monster Mayhem è uno di quei titoli che, se fossero stati possibili negli anni ’90, avrebbero reso la nostra infanzia un lido felice di distruzione insensata e sconsideratezza. Esattamente come il ben più noto Rampage di Midway, nel titolo per realtà virtuale (compatibile con Oculus Rift e HTC Vive) disponibile su Steam ci si può dedicare alla distruzione indiscriminata di scenari metropolitani nei panni di molteplici mostri caratterizzati da una forza devastante.

Quel che duole ammettere, dopo una veloce prova, è che purtroppo l’ambizione di riportare in vita il sogno segreto di ogni bambino alle prese con costruzioni lego… deve fare i conti con una realizzazione a dir poco deprimente. Mighty Monster Mayhem appartiene più semplicemente a quella categoria di software definiti “Shovelware”, ovvero prodotti distribuiti in grande quantità, ma con scarso valore qualitativo. Il motivo? Semplicemente il sempre più crescente interesse per la realtà virtuale, che qui aiuta se non altro ad immergersi in un sistema di gioco ridotto all’osso e senza alcun reale merito.

Come King Kong!

Il sistema di controllo prevede che si muovano le braccia come si stesse camminando per muoversi nello spazio 3D, deputando il movimento sul proprio asse a rotazioni fisiche del corpo. Pur essendo compatibile con Oculus Rift, non possiamo che consigliare l’utilizzo di almeno tre sensori di movimento per poter emulare l’esperienza che solo HTC Vive e il suo “roomscale” potevano offrire solo fino a qualche tempo fa. Il gioco non si fa molti problemi ad insegnare i rudimenti del gameplay in un breve ed efficace tutorial, ma d’altronde l’ossatura ludica del prodotto in questione è basata su tre azioni: tirare pugni, prendere cose e scalare edifici. Pare sia possibile anche saltare, ma non ci è mai stato dato modo di eseguire effettivamente questa azione, tradendo una certa ingenuità in fase di concezione del sistema di controllo. Malgrado questo, il problema più grande di questo prodotto, che poggia le basi su un concept talmente basilare, è quello di non proporre una vera e propria variazione al gameplay di base, che oltretutto non funziona mai come dovrebbe; la gioia di essere un gigantesco mostro alle prese con inermi cittadini e palazzi deformati dalla giocosa – e semplicistica – veste grafica, tutt’altro che dettaglia ma invero efficace, lascia presto spazio ad un senso di monotonia e di mancanza di tensione che accompagna il giocatore nel suo incedere di livello in livello. Anche la demolizione dei palazzi, che dovrebbe avvenire distruggendo punti specifici delle costruzioni, si risolve tranquillamente menando colpi alla cieca; se invece non si porteranno a termine tutte le missioni dichiarate all’inizio di un livello (come ad esempio mangiare determinati cittadini o rompere specifici oggetti per le strade della città), ci si troverà comunque di fronte ad una schermata che si complimenterà per il caos creato, invitando a proseguire nel prossimo livello.

Possono essere raccolti qua e là dei potenziamenti utili per portare a termine uno schema nel più breve tempo possibile, ma si tratta di un dettaglio più che trascurabile se si ignoreranno le leaderboard online e il senso grottescamente arcade dell’esperienza. Il gioco, inoltre, manca di un’interfaccia grafica che indichi l’energia vitale a propria disposizione, delegando informazioni di questo tipo ad un display posto sul polso sinistro del giocatore: una semplice variazione del campo visivo o l’utilizzo di filtri colorati sarebbero stati che sufficienti per avvertire il giocatore dell’imminente morte a causa dei colpi avversari, rappresentati dall’esercito e dalle loro armi anti-mostro. Ad aggiungersi a tutta questa pochezza vi è poi una serie di muri invisibili che delimitano lo spazio d’azione in un poligono di scarsa estensione, ma se non altro l’evoluzione verticale del level design riesce a dissimulare quel senso di claustrofobia che, inevitabilmente, sopraggiungerà dopo qualche schema portato a termine.

Oltre ad una modalità storia a livelli nella quale si possono vestire i panni di differenti mostruosità sbloccabili, il gioco propone anche una modalità multiplayer in cui ci si può sfidare a seminare morte e distruzione nel più breve tempo possibile contro altri giocatori. Nemmeno a dirlo, nel momento in cui scriviamo questa modalità risulta completamente deserta e benché il gioco provi il tutto per tutto, proponendo schemi nella campagna single player a difficoltà crescente, la traduzione in meccaniche ludiche di un concept tanto semplice ed efficace, almeno sulla carta, sembra davvero il limite più grande di questa produzione. E seppure l’aspetto colorato e giocoso del profilo estetico potrebbe sembrare convincente, preparatevi a menare colpi in una delle più statiche e inefficaci ricreazioni di un contesto urbano di sempre. Sì, anche peggio delle famose “città HD” di Final Fantasy XIII. Siete avvisati.

Pro

  • Concept affascinante

Contro

  • Realizzazione semplicistica
  • Schema di controllo grossolano
  • Gameplay rotto e poco interessante
  • Multiplayer abbandonato dalla community

Commento finale

Mighty Monster Mayhem è un titolo insufficiente su tutta la linea e incapace di convincere malgrado un concept interessante, lanciato su Steam con la speranza di racimolare qualche soldo cavalcando l’entusiasmo del pubblico interessato alla realtà virtuale. Evitare.
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Terribile

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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