Micro Machines World Series – Recensione

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5.5

Mediocre

Chi è nato negli anni 70 ha sicuramente un memoria “fisica” e non solo digitale delle Micro Machines. Minuscole ma perfette in tutti i particolari, hanno fatto parte delle collezioni di moltissimi bambini, compreso il sottoscritto. Nel 1991 la Codemasters pubblicò il primo gioco della serie e oggi ci propone l’ultima evoluzione del titolo.

Rasing Havoc

Micro Machines cerca di riproporci il frenetico divertimento di corse e duelli micidiali su piste “casalinghe”, con la consueta visuale top-down e scorrimento pluridirezionale, ma qualcosa è andato storto. Sin dalla prima partita ho avuto la sensazione che qualcosa non andasse e procedendo nel test del gioco, ho capito di cosa si trattasse. Micro Machines ha un grandissimo potenziale, ma espresso solo al 30/40%. Cerco di spiegarmi meglio. Innanzitutto bisogna adeguarsi al modello di guida, che di per sé ritengo abbastanza complicato. Ma dopo qualche tentativo si riesce a capire come muovere il nostro mezzo per farlo rimanere in pista. Sorpassato questo primo scoglio, ho iniziato a provare le varie modalità di gioco.

Visto che si tratta di un titolo che punta sullo sfruttamento dell’online, ovviamente mi sono subito buttato nell’arena degli scontri. Nonostante però sia trascorso quasi un mese dal lancio, ho trovato pochissimi avversari umani contro i quali battermi. Dopo minuti e minuti di attesa in coda per il match-making, alla fine vengono quasi sempre selezionate IA, per cui ha poco senso giocare online.

Allora uno pensa di rivolgersi ad un suo amico, invitarlo a casa propria, mettergli in mano un pad e provare la modalità locale in split-screen. Evitatelo!

Giocare in due con la stessa console è un’esperienza devastante. Dopo qualche secondo si perde completamente la bussola, non si capisce più dove siamo e cosa stiamo facendo.

Guarda come scivolo….

A questo punto la cosa da fare è provare a gettarsi nelle gare vere e proprie, dove dodici guidatori, noi compresi, si affrontano su una buona selezione di circuiti.

Graficamente appagante, Micro Machines nuovamente crolla sotto alcune pecche. La prima evidente è legata alla tenuta in strada della nostra macchina, che sembra continuamente pattinare senza riuscire ad avere la giusta aderenza. Assieme al fatto che i circuiti siano disegnati per far stare tutte le vetture più vicine possibile, il risultato finale è un’orgia di confusione indicibile. Alla fine non vince chi è più veloce, ma solo chi riesce ad evitare di essere buttato contro i bordi. Mi sono trovato molte, troppe volte, dalla prima posizione alla dodicesima, solo perché speronato da avversari che non hanno però subito evidenti penalità. Ci sono un sacco di bonus da raccogliere, ma il fatto che il controllo sia impreciso, rende difficile gestire le armi offensive in maniera utile. In sostanza si vince solo per fortuna e non per abilità.

Il pattinamento continuo è ancor più deleterio quando si affrontano le arene. Cercare di prendere la mira è come cercare di far attraccare la Soyuz alla ISS. Nella modalità battaglia ogni vettura delle dodici selezionabili ha una propria caratteristica, un po’ come accade negli FPS online, per cui avremo l’ambulanza che cura, la macchina della spia che si mimetizza con l’ambiente, la tosta e lenta macchina della polizia che mostra i muscoli e così via.

Fortunatamente i vari pacchetti di espansione non si devono pagare con le microtransazioni, ma con i crediti accumulati in gioco.

Quello che non manca in Micro Machines è sicuramente la varietà dei circuiti e delle arene, ma purtroppo a mio avviso non basta questo a renderlo un titolo veramente appetibile.

Pro

  • Una grande varietà di auto e tracciati
  • Graficamente accattivante
  • Gran potenziale...

Contro

  • Online deludente
  • Controlli imprecisi
  • Lo scivolamento continuo non aiuta la giocabilità e la precisione

Commento finale

Micro Machines è il rappresentante esemplare del detto “vorrei ma non posso”. Nonostante la promessa di velocità, divertimento e distruzione, risulta essere purtroppo l'opposto. Piagato da un online deludente, da una modalità split-screen angosciante, da dei controlli zoppicanti, non è certo il gioco che mi sarei aspettato da Codemasters. Se proprio siete dei fans delle Micro Machines, potete anche provarlo, ma sappiate che sul mercato ci sono titoli nettamente superiori.
5.5

Mediocre

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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