Mario & Luigi: Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser – Recensione

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8

Ottimo

Ci pensate? A Novembre prossimo venturo saranno ben 14 anni che la serie Mario & Luigi avrà effettuato il suo debutto sulle console portatili della grande N; il delirio di Alpha Dream, prodotto da Shigeru Miyamoto e Satoru Iwata, conosciuti successo di vendite e di critica ha poi dato i natali a ben quattro sequel, uno più folle e mirabile dell’altro: abbiamo viaggiato tra le viscere del nemico giurato di Mario, fatto scorribanda tra i sogni del bistrattato Luigi, conosciuti i nostri “io” pargoli ed invaso il mondo di un’altra serie… ma l’epicentro di cotanta pazzia, il primo passo di questa corsa tutta sbandate e fulgida creatività è in realtà un titolo un pochino (ma giusto un pochino eh!) più ritenuto e sobrio, Mario & Luigi Superstar Saga, approdato su GBA poco più di una dozzina di anni fa, scintilla primordiale di quel fuoco di una serie che conosciamo oggi. Nintendo ci dà la possibilità di sbirciare in questo Big Bang con occhi nuovi, in un remake tendenzialmente fedele all’originale, con qualche angolino di gameplay smussato ed una veste grafica tutta nuova.

Se avete giocato ad uno qualunque degli episodi della saga vi renderete immediatamente conto di quanto Superstar Saga sia il pioniere di larga parte delle meccaniche che ne hanno decretato il successo. Alla base abbiamo un gdr a turni, non poi molto differente all’apparenza dai tanti che affollavano il mercato negli anni della sua release, ma tuffandoci nel cuore del gameplay si notano immediatamente tanti dettagli che ne fanno un’esperienza made in Nintendo unica nel suo genere.

A Mario e Luigi sono affidati un tasto a testa, pigiando il quale il relativo fratello esegue un’azione tra quelle disponibili e selezionabili: salti, martellate, avvitamenti ed azioni funamboliche che permettono loro di interagire con l’ambiente e superare ostacoli di varia natura. Man mano che si prosegue nell’avventura si sbloccano abilità nuove che rendono il duo sempre più agile ed in grado di risolvere enigmi dalla proporzionale difficoltà.

Durante l’esplorazione, venendo a contatto con uno degli sgherri nemici che pattugliano le varie colorate ambientazioni, si passa al sistema di combattimento a turni. Prima di pensare a menu kilometrici e ventagli di decine di azioni disseminate in cartelle e sottocartelle, ricordate che pur sempre di Nintendo stiamo parlando, e se c’è una cosa per cui questa serie è universalmente riconosciuta è l’asciutto fight system, dotato di pochi comandi, di facile intuizione e tutti, rigorosamente, divertenti da utilizzare.

Pescando direttamente da Paper Mario (Intelligent System) per ogni attacco ai danni dei nostri avversari è necessario pigiare con il giusto tempismo il tasto corretto: che sia un doloroso salto, o una sonora martellata, sgarrare sul tempismo significa rinunciare ad una discreta dose di danno inferto. Passando alla fase difensiva, anziché assistere passivamente ai nostri avversari che ci mazzulano, ci è concessa la facoltà di contrattaccare. Una difesa eseguita nei tempi corretti non solo nega completamente al nemico il suo colpo ma gli restituisce una piccole mole di danni.

Uno dei punti forti di SS è proprio la dinamicità degli scontri, tutti gli avversari sono dotati di attacchi unici che richiedono la giusta lettura per essere schivati e, possibilmente, contrattaccati. C’è un grande dispiego di fantasia nella realizzazione degli stessi e nonostante l’esiguo numero di azioni disponibili per i due fratelli idraulici ogni battaglia risulta fresca ed unica a modo suo.

Mixate il tutto con equipaggiabili da scovare, strumenti curativi, punti esperienza, città e nuovi luoghi da scoprire; immergete in una buona dose di humor che potrebbe far sghignazzare da un bimbo in fasce a vostro nonno e avrete una vaga idea del caotico viaggio che può attendervi.

Se tutto questo lo sapevate già allora sarete impazienti di sapere come questo remake si pone nei confronti dell’originale e dei suoi fortunati sequel. Procediamo con ordine.

Tutte le belle cose che avete letto finora sono di fatto l’ossatura di tutti i capitoli della serie, in questo primitivo episodio, che di tali meccaniche segna l’esordio, potete trovarle nella loro forma più basilare, soprattutto nella prima fase del vostro viaggio.

Ogni sequel ha espanso questa formula cercando opzioni e trovate via via più deliranti ed originali, condannando SS, che nel 2003 si collocava come avventura tremendamente innovativa, ad essere visto oggi quasi come un’opera manierista. Se siete degli affezionati potreste insomma trovare alcune delle idee qui proposte come leggermente scariche, non intrinsecamente tali, ma divenute così in funzione dell’ottimo lavoro che è stato fatto sui seguiti del gioco. La cosa migliora nella seconda parte, un pizzico meno “copiata” da chi verrà dopo.

Un altro piccolo segno dell’età lo si può notare negli Attacchi Fratelli, comandi speciali eseguibili durante le battaglie al costo di punti dedicati: funambolici, particolarmente potenti e intricati nell’esecuzione. Anche questi migliorati nella fruizione dai vari sequel, dove è possibile trovarli più dinamici e vari, soprattutto nello svolgimento e nell’interazione con i controlli richiesta al giocatore.

Spezziamo una lancia però a favore delle coreografie messe in campo dai due idraulici, che sfruttano le abilità apprese durante l’esplorazione per assemblare gli Attacchi Fratello, mantenendo così un contatto più vivido tra le due fasi principali del gioco, risultando più coese e vicendevolmente contaminabili.

Là dove Superstar Saga mantiene inalterato il suo fascino è nella struttura e nel pacing, se i suoi seguiti hanno optato per un incedere più lineare e guidato, il primogenito titolo qui presente mantiene in tal senso alcune velleità da Gdr classico: un grande mondo di gioco da esplorare, plasmato intorno ad una città centrale, che man mano si apre conquistando nuove abilità. Infarcito di segreti e zone alternative da scoprire, con del saltuario backing track, per nulla fastidioso o intrusivo. Una formula vincente, che ci piacerebbe rivedere riproposta anche in titoli futuri.

Il cambiamento più evidente in questo remake risiede nella rinfrescata generale a livello produttivo. Il comparto grafico è stato pesantemente aggiornato cercando di preservare lo spirito originale, evitando dunque l’uso del 3D come invece avvenuto in tutti i capitoli per 3DS, preferendogli fondali interamente disegnati, modernizzati con effetti di luce ed una più alta densità di particolari. Destino simile per gli sprite, che hanno perso l’effetto pixelloso degli originali in favore di uno stile più simile agli artwork utilizzati per promuovere il titolo.

In generale il gioco in movimento è una bellezza, la cui unica pecca è la perdita di un po’ di brillantezza per quanto riguarda i colori rispetto all’uscita del 2003, decisamente più vibrante e cartoonesca.

Musiche, effetti ed idraulici gridolini sono a loro volta passati attraverso il processo di modernizzazione, con strumenti digitali che suonano con rinnovata qualità rispetto alla più gracchiante colonna sonora originale.

Piccoli lavori di limatura sono stati eseguiti anche per il gameplay.

Uno degli aspetti meno convincenti dell’edizione GBA, ovvero la selezione delle abilità dei fratelli baffomuniti durante le fasi esplorative, è stato interamente rivisto e reso più agile. Non è più necessario decidere quale dei due idraulici porre in testa al gruppo per accedere a determinate capacità, ci pensa il titolo stesso a proporre la formazione corretta; al giocatore tocca la sola scelta di suddette abilità, ora selezionabili in un tocco di dita direttamente sul touch screen o tramite la pressione dei tasti L e R. Una scelta di interfaccia enormemente più comoda ed agile che rende le sezioni in cui sono richieste molteplici azioni di coppia scorrevoli e maggiormente digeribili.

Altro piccolo cambiamento si ha negli Attacchi Fratelli, ora facilitati nell’esecuzione da dei cerchiolini colorati che dettano il timing corretto nella pressione dei relativi pulsanti. Scelta che viene incontro al giocatore, seppur di fatto deprivandolo della soddisfazione di perfezionarsi autonomamente poco alla volta.

Anche gli AF Avanzati sono cambiati, ora non più varianti di quelli semplici da poter eseguire liberamente con delle pressioni di tasti ulteriori ma voci da selezionare a parte nell’apposito menu sotto le loro controparti base.

Per i nostalgici dell’originale non stupitevi nel vedere alcune delle coreografie degli Attacchi Fratelli modificate, alla volte per renderle più spettacolari, altre per modificarne leggermente l’effetto finale. Scelta con risultanti altalenanti a nostro dire, che miglior alcune abilità e ne mortifica, semplifica, eccessivamente altre.

Di fianco, o meglio parallelamente, all’avventura originale trova spazio la modalità Scagnozzi di Bowser, facente bella mostra di sé financo nel titolo e che, ovviamente, mancava nell’edizione per GBA.

Contemporaneamente agli eventi della trama principale, un manipolo di sgherri del Re dei Koopa si ritrova alla disperata ricerca del suo disperso e tramortito padrone. Un goomba impavido, eletto a capitano dai suoi pigri e disinteressati  commilitoni avrà dunque il compito di riunire le forze disperse di sua malvagità Bowser e salvarlo dal suo crudele destino.

Come dicevamo il tutto prende vita nelle pieghe di trama non esplicitamente raccontate di Superstar Saga, con tanto di cameo di personaggi incontrati da Mario e Luigi nel corso delle loro peregrinazioni.

Il minigioco, che così mini non è, vede il giocatore intento nell’organizzare brigate di scagnozzi che difendano il goomba capitano contro le armate nemiche e nel guardarle darsele di santa ragione fino a che una non emergerà vincitrice.

Un gameplay perlopiù passivo, i cui punti fondamentali sono l’analisi dell’esercito avversario e la conseguente scelta delle truppe da impiegare per meglio tenergli testa. Gli armigeri a disposizione sono di varie tipologie, ognuna con un suo livello di esperienza e relative caratteristiche, questi sono divisi fondamentalmente in tre classi: mischia, volanti ed a distanza, che si temono vicendevolmente in un sistema a triangolo di efficacia simile a quello della serie Fire Emblem.

Una volta iniziata una tenzone al giocatore viene richiesta la sola assistenza delle proprie unità durante attacchi speciali che queste utilizzano di propria iniziativa e la facoltà di impiegare uno dei poteri capitano a disposizione, abilità che forniscono una serie di vantaggi tattici e da utilizzare con parsimonia sicché soggette allo spreco di punti dedicati.

Una piccola trama alternativa, tanti dialoghi spassosi, un discreto numero di unità da schierare dotate di capacità uniche e qualche opzione tattica a condire il tutto compongono una discreta avventura parallela senza troppi fronzoli ma nettamente divertente; in grado di alzare la longevità del titolo, già di per sé buona, di qualche oretta extra.

Potete accedere a questa modalità quando volete dal menu Start, una volta superato un certo punto della storia di Mario & Luigi.

Pro

  • Veste grafica rinnovata
  • Gameplay libero
  • Regge il test del tempo

Contro

  • Meccaniche nel loro stato basilare
  • Modernizzato solo in certe aree
  • Parzialmente accessorio se possedete l'originale

Commento finale

Superstar Saga + Gli Scagnozzi di Bowser si presenta come un remake curato, promosso nel reparto grafico e sonoro e lievemente rivisto nel gameplay. Le novità introdotte limano alcune incertezze di design della versione originale senza stravolgerla eccessivamente, mantenendone le unicità ed al contempo le meccaniche più involute in relazione ad i sequel. In tal senso, l'avventura potrebbe essere un ottimo punto d'inizio per chi si volesse avvicinare alla saga per la prima volta; per i veterani, e per coloro che possono tutt'ora giocare all'edizione 2003, invitiamo a riflettere se le modifiche apportate siano sufficienti a giustificare un acquisto a prezzo pieno. 
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