Lumines Remastered – Recensione

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8

Ottimo

Lumines Remastered è il grande ritorno di Lumines: Puzzle Fusion di Q Entertainment, puzzle game passato tragicamente inosservato poiché esclusiva Sony PSP, console ricordata dai più per ben altre produzioni. A quasi 15 anni di distanza non è possibile evitare di spendere qualche parola sul glorioso concept ideato da Tetusya Mizuguchi, già autore di Space Channel 5 e REZ, la cui produzione è da sempre legata al mondo della musica (principalmente elettronica).

Nel caso di Lumines, non ci troviamo di fronte a tragicomici musical ambientati nello spazio o psichedeliche corse in un cyberspazio shooter on rail, bensì ad una schermata con blocchi 2×2 che di primo acchito potrebbe ricordare il glorioso Tetris. Nel caso del puzzle game in questione, tuttavia, lo scopo principale del giocatore è quello di ripulire lo schermo dai mattoncini bicolore cercando di allinearne di simili nel più breve tempo possibile, tenendo costantemente conto di ben due elementi: la “skin”, ovvero l’unione di musica e grafica, può cambiare da un momento all’altro, mentre il tempo della canzone di sottofondo influenza la velocità con cui i blocchi scendono dall’alto e spariscono una volta allineati. 

SHININ’!

Vi è infatti un laser a velocità variabile che, muovendosi da sinistra verso destra, scansiona i mattoncini e decreta la performance del giocatore in base a quanti allineamenti sono stati eseguiti ad ogni passaggio. Queste semplici regole, con le quali è necessario fare amicizia, sono i principi fondamentali su cui si basa l’intero gameplay del gioco, e manco a dirlo consegnano a chi si trova tra le mani il joypad un’esperienza unica e, coerentemente con la visione di Mizuguchi, “sinestetica”. Benché il titolo la presenti come “remastered”, la riedizione in questione confezionata da Resonair e Enhance Games è a tutti gli effetti un nuovo capitolo della serie che pur basandosi sulla tracklist del capitolo originale, include modalità inedite e ripescaggi di meccaniche conosciute già in altre iterazioni del franchise. La tracklist di questa riedizione di Lumines comprende tutte le 40 tracce musicali conosciute proprio nel primo capitolo, importando tuttavia alcuni elementi dalle successive iterazioni e presentando qualche novità che sarà sicuramente gradita dagli appassionati. 

Sparite le canzoni su licenza di artisti occidentali, rimane comunque tanto in cui perdersi, a partire dai classici di Mondo Grosso e di Eri Nobuchika; oltre alla consueta modalità a giocatore singolo in cui il giocatore è sfidato a completare tutte le skin presenti una dopo l’altra, Lumines Remastered offre un’ampia scelta di variazioni sul tema, fra cui una modalità puzzle, in cui viene messa alla prova la capacità del giocatore di comporre specifiche figure utilizzando i mattoncini colorati entro un tempo limite, o la modalità missione, dove è necessario seguire specifiche direttive per portare a casa la partita. Ogni successo inanellato sulla scacchiera di gioco permette al giocatore di scegliere nuovi avatar con cui personalizzare il proprio aspetto e sblocca nuove skin giocabili, magari nella modalità in cui è possibile creare una personale “playlist” di canzoni da affrontare una dopo l’altra.

Lumines Remastered rimane un puzzle game dall’alto livello di difficoltà (provare la modalità vs CPU per credere) e ogni partita può intrattenere per diverse decine di minuti, magari nel tentativo di sbloccare tutte le canzoni e i contenuti sbloccabili; quanto realizzato dagli sviluppatori nipponici è stato, insomma, riproporre quanto visto in passato svecchiando il tutto con una colonna sonora rimasterizzata e un aspetto grafico tirato a lucido, forte di una risoluzione decisamente superiore rispetto a quanto visto in passato. Una novità che si incastona nella già citata visione “sinestetica” di Mizuguchi-san è l’inclusione di un’opzione per far vibrare tutti i joypad collegati alla console seguendo il tempo delle canzoni (proprio come in REZ Infinite), e seppur ben accetta, questa inedita caratteristica non può che impallidire di fronte alla portabilità offerta solamente da Nintendo Switch. Chi scrive non può che considerare Lumines (Remastered, o meno) un’esperienza che va vissuta preferibilmente con un’accoppiata di cuffie di buona qualità e console portatile, in questo caso oltretutto in grado di riprodurre la tanto agognata “vibrazione” impossibile su Sony PSP. Le uniche vere mancanze di questo bastimento di buone idee sono probabilmente l’assenza di novità in campo musicale e l’impossibilità di sfidarsi online (il supporto in rete è legato solamente a leaderboards). Rimane in ogni caso possibile sfidarsi localmente, ma è comunque un peccato vedere una modalità proposta in iterazioni passate sparire così nel nulla, specie in un ambito contemporaneo dove le possibilità di un multiplayer online cross-play sono più che sdoganate (a parte per Sony, ovviamente).

Pro

  • Lumines è tornato
  • Tante cose da sbloccare e un livello di sfida piuttosto alto
  • Modalità di gioco interessanti e sufficientemente diversificate
  • La visione “sinestetica” di Tetsuya Mizuguchi è completa

Contro

  • Scomparsa la possibilità di sfidarsi in rete
  • Tracklist senza sorprese (e che puzza un po’ di inizio anni 2000)

Commento finale

A dispetto del titolo, Lumines Remastered è una vera e propria iterazione inedita del franchise che abbraccia le scelte musicali del primo, iconico, capitolo della serie. Per certi versi si tratta di un prodotto congelato nell’epoca in cui debuttò, soprattutto per l’inspiegabile scelta di non permettere ai giocatori di sfidarsi online, ma rimane un gradito ritorno di un puzzle game spesso dimenticato dai più, ma assolutamente meritevole di maggiore popolarità.
8

Ottimo

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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