Life is Strange: Before The Storm – Episodio due: Un mondo nuovo – Recensione

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8.5

Ottimo

Un secondo episodio in una serie non è mai facile da creare. La narrazione moderna tende sempre a concentrare le sue attenzioni per creare l’effetto colpo di fulmine durante il primo episodio di una saga a puntate, in modo da creare una forte impressione nel pubblico e spingerlo a seguirla. Con il primo episodio della serie Before the Storm (di cui abbiamo parlato qui) i ragazzi di Deck Nine hanno puntato quasi interamente sulla lunghissima sequenza tra Rachel e Chloe, rappresentando in modo efficace la strana relazione che intercorre tra le due giovani ragazze ed usando questo rapporto come motore principale dell’episodio. Questo episodio invece adotta un’approccio narrativo diverso ma per molti versi più efficace.

La lunga giornata con Rachel, un punto di svolta nel caotico universo di Chloe, è infine giunta alla sua ardente conclusione portando delle conseguenze pesantissime. La sua carriera scolastica sembra oramai compromessa in modo irreparabile, spingendo ulteriormente Chloe nella sua spirale di rabbia autodistruttiva e di rifiuto di qualsiasi forma d’aiuto. Se nel primo episodio questo aspetto poteva quasi sopraffare il giocatore, nel secondo si arriva quasi ad una calma accettazione, una sorta di catarsi autodistruttiva che ci spinge con forza ad abbracciare totalmente questo sentimento. Chloe è sicuramente molto più protagonista in questo capitolo, complice una minore presenza in scena di Rachel. Le interazioni con i vari personaggi presenti nel capitolo riescono a mostrare con efficacia le numerose contraddizioni che caratterizzano il suo personaggio. La volontà di riallacciare un rapporto con la madre, sempre più provata dalla distanza che si sta creando tra loro, non riesce a vincere la repulsione per il suo nuovo compagno e crea una frattura insanabile che priva Chloe di un luogo che può chiamare casa. Particolarmente interessante è una frase che le viene detta, la domanda da un milione di dollari, il suo comportamento la rende felice o è dettato dalla paura di un’intimità reale, dove non può nascondere che nel profondo è sola e spaventata?
Questa incapacità segna le sue azioni trasformandola, rendendo il suo aiuto indesiderato e non gradito ed alimentando così la sua frustrazione.

Un minore tempo sullo schermo per Rachel non comporta una perdita d’importanza per lei, unico punto fisso nella tempesta emotiva di Chloe che trova l’altissimo prezzo pagato per la giornata trascorsa insieme più che adeguato. L’attrazione emotiva che lega i due personaggi è innegabile a prescindere dalle scelte che compiano e trova il suo apice assoluto durante la rappresentazione teatrale dove parteciperemo malvolentieri. Protetti dalla recitazione in versi (e con il riferimento a La Tempesta che richiama la passata stagione) i due personaggi si confrontano sulla natura del loro rapporto, nella speranza che sia qualcosa di più della semplice eccitazione per il pomeriggio contro le regole che hanno condiviso. Con un’inversione di ruoli rispetto al solito Rachel appare insicura e tremendamente vulnerabile, al punto da farci genuinamente temere di dire la cosa sbagliata e ferirla. Questo momento rappresenta a mio parere l’apice dell’episodio, una dimostrazione che i Deck Nine hanno indubbiamente padroneggiato quell’abilità che aveva contraddistinto la produzione dei Dontnod, declinandola in un modo nuovo ed attraverso personalità più “difficili” rispetto alla pacata Max. Arriviamo dunque ai momenti conclusivi dell’episodio che dopo il picco precedente sembra lentamente rallentare, in netto contrasto con l’euforia che investe le protagoniste. La scena finale, con l’immancabile rivelazione e la carrellata finale sui vari personaggi, non riesce a suscitare la giusta attesa per quello che sarà l’epilogo di questa forse troppo breve saga. Attesa che si trova anche sprovvista di elementi speculativi, perché al netto del coinvolgimento emotivo la storia non riesce mai a trovare un suo spazio. I pochi eventi presenti non hanno prodotto sviluppi significativi e per quanto il colpo di scena finale possa avere un certo impatto sulla sfera emotiva dei personaggi non si riesce ad intravedere come il triste finale a noi noto possa essere “raggiunto” se non con una netta cesura rispetto al filone narrativo intrapreso. Questo ritmo così così pacato, unito ad una durata non eccezionale dei due episodi, accentua i dubbi riguardo la scelta di produrre una stagione così breve ed allo stesso tempo di proporre una storia all’altezza della precedente.

Pro

  • Narrazione emotiva eccellente
  • Colonna sonora superba

Contro

  • Pochi reali avvenimenti
  • Perplessità sull'episodio finale

Commento finale

Ho lasciato lo scorso episodio con molti dubbi su cosa avrei potuto trovarmi davanti questa volta e devo dire che sono rimasto colpito dal lavoro svolto dal team. "Un mondo nuovo" concentra tutti i suoi sforzi nel mostrare emozioni piuttosto che avvenimenti, rendendo veramente difficile non farci provare una certa tristezza derivante dalla consapevolezza del futuro che attende i personaggi. E forse è proprio questa consapevolezza, questo senso di catastrofe inevitabile, che ci permetta una piena libertà. Sapere che tutto quelle che stiamo vedendo è destinato inevitabilmente a finire tragicamente ci concede il lusso di lasciar sfogare la rabbia di Chloe e di illuderci quasi ingenuamente che la tanto agognata fuga con Rachel, punto fermo ed al tempo stesso speranza di libertà da una vita che sembra non offrirle nulla, possa davvero concederci un po' di felicità. Nonostante i pochi eventi del capitolo, che sollevano non pochi dubbi sui contenuti dell'episodio finale, la qualità della narrazione emotiva eleva questo episodio al di sopra del precedente facendo rimpiangere che questa saga sia composta da soltanto 3 episodi. Non ci resta quindi che aspettare il capitolo conclusivo per separarci nuovamente da Arcadia Bay.
8.5

Ottimo

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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