Life is Strange 2 – Episodio 1 – Recensione

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La saga di cui stiamo per parlare ha avuto un successo strepitoso negli anni precedenti; vuoi per la novità, vuoi per il passaparola, Life is Strange è diventato oggi un titolo amato da molti per la sua storia, per la sua qualità. Abbiamo già parlato tanto del primo capitolo, così come dello spin-off uscito qualche tempo fa. Oggi invece, parliamo – finalmente – del suo seguito, Life is Strange 2, tanto atteso e bramato dai fan di tutto il mondo, che vede ritornare alla scrittura i due importanti sceneggiatori del primo capitolo che, però, hanno preferito optare per una storia completamente nuova, seppur collegata all’universo del primo Life is Strange. Premettiamo che la recensione non avrà un voto, ma soltanto un consiglio all’acquisto. Noi di MyReviews.it riteniamo che il primo episodio di una serie che ne prevede cinque non possa essere realmente criticato nel modo più opportuno, e che quindi sia giusto consolidare un giudizio soltanto alla fine. Detto questo, apriamo le danze!

Roads

Sean è un ragazzo di sedici anni, va a scuola, è interessato alle ragazze, ha una migliore amica e vive in una casa a Seattle assieme al fratellino Daniel e suo padre, un meccanico nativo Messicano, più precisamente di Puerto Lobos. Tutto va a gonfie vele, tranne la cotta che ha Sean per una ragazza, in quanto lui stesso è forse troppo insicuro di ciò che vale. Nel rientro a casa, durante il normale vivere quotidiano di un adolescente in piena crisi ormonale, succede un tragico evento. Non vogliamo spoilerare nulla sulla storia, anche se questo evento è stato più volte mostrato nei vari trailer e video gameplay. Da lì in poi, l’avventura dei giovani ragazzi prende una piega diversa. Il primo episodio di Life is Strange 2 non finisce qua, anzi se vogliamo essere precisi abbiamo appena accennato all’introduzione, che poi farà partire il famoso viaggio di Sean e Daniel su tutta la costiera, con l’obiettivo di arrivare in Messico, esattamente a Puerto Lobos. La longevità di questo episodio è bella corposa: parliamo di almeno tre ore di gioco se state attenti ad osservare e leggere un po’ tutto ciò che c’è in giro, ma personalmente ho completato l’episodio dopo quattro ore e tredici minuti, giusto per farvi capire che nonostante sia un solo episodio, vi accompagnerà per diverse sezioni di gioco e anche molto interessanti. Il primo episodio infatti parte incredibilmente, con scene veramente ben scritte e perfettamente coerenti, al netto però di un ritmo non proprio serrato: ci sono dei tempi morti, non tantissimi, ma ci sono. Questi però non minano la storia del gioco, anzi, invogliano comunque il giocatore a proseguire, soltanto che si poteva gestire un pochetto meglio l’episodio, sperando che Dontnod dia un giusto ritmo ai prossimi.

In queste prime ore, quindi, ci si emoziona, si piange, si ride e ci si spaventa: tutte emozioni vere e sincere che rendono il coinvolgimento del giocatore ancora maggiore. Come il titolo suggerisce, parliamo di strade intraprese, di un percorso stabilito nella mente del giovane Sean ma che sicuramente vedrà l’aggiungersi di innumerevoli ostacoli sul cammino. Il tema del viaggio è quindi preponderante in questa serie e dopo la prima mezz’ora ci ritroveremo già in luoghi diversi, cercando di sopravvivere e superare le varie ostilità del mondo di gioco, che ripercorrono i temi importanti del nostro tempo: il razzismo, la tecnologia, l’ignoranza e il potere, ma anche tanti altri che è preferibile scopriate da soli. Sean e Daniel non sono di pelle chiara, non sono “uguali” agli altri per così dire e sappiamo bene di come vengono visti i messicani negli Stati Uniti, soprattutto con l’ultimo presidente eletto… Ma non è questa la sede giusta per parlare di queste cose, nonostante in Life is Strange 2 possiamo constatare come il razzismo sia sicuramente un tema molto centrale e che, con molta probabilità, lo sarà per tutti gli altri episodi. Ed è proprio questo il motivo per cui vogliamo premiare, ancora, l’incredibile prova di scrittura degli sceneggiatori, che riescono a ricreare un mondo perfettamente coerente e mai forzato, ma che anzi va migliorandosi minuto dopo minuto. È sbalorditivo vedere un gioco che vuole un adolescente e un bambino riuscire ad amalgamarsi perfettamente con temi così cupi e oscuri nonostante si affacci ad una esperienza più leggera come quella degli adolescenti. Sono esattamente come la realtà, dove l’adolescenza è tra i punti cardini più complicati da vivere.

Un mondo apparentemente nuovo

Sotto il profilo del gameplay, le novità sono esattamente quelle che abbiamo apprezzato con Le Fantastiche Avventure di Captain Spirit, ossia principalmente una maggiore interazione per i dialoghi che vede alcune risposte più veloci e dirette, così come la possibilità di rispondere nonostante la distanza tra i due personaggi, senza che la camera si avvicini in modo prettamente cinematografico. Le interazioni con l’ambiente sono sempre tante e che nascondono tante riflessioni e pensieri, oltre che a raccontare storie di tempi diversi rispetto al momento che stiamo vivendo: questo ci aiuta principalmente per scavare nel passato dei due ragazzi. Una delle cose che andrebbero additate come ambigue sono alcune scelte che, almeno da questo primo episodio, sembrano voler portare il giocatore in una direzione fissa. Se voi decidiate una scelta o l’altra, il percorso sarà sempre uguale ma cambierà soltanto l’approccio ad esso, con scene più o meno profonde. Si tratta di un’osservazione che non ci sentiamo di indicare come problema, ma almeno da questo primo episodio non aspettatevi scelte che possano cambiare così radicalmente le situazioni di gioco.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Life is Strange 2 offre una regia completamente rinnovata rispetto al passato. Qui i movimenti di camera riescono a cogliere perfettamente più dettagli, oltre che riuscire ad inquadrare sempre al meglio gli eventi che seguono sullo schermo. Graficamente abbiamo sempre uno stile ad acquerello molto stilizzato, ma nonostante questo, si notano in modo palpabile i miglioramenti apportati al motore di gioco, anche per il semplice supporto dei 60fps e dell’illuminazione. La colonna sonora non possiamo non menzionarla, visto che in Life is Strange è importante proprio per accompagnare il ritmo della storia. Si presenta ottimamente con pezzi quasi sempre azzeccati per le scene in cui si sentono, anche se l’incredibile sound del primo episodio di Life is Strange rimane inattaccabile e quindi spanne sopra questo presente nella seconda stagione.

 

Pro

  • Storia interessante
  • Belle novità
  • Ottima regia

Contro

  • Ritmo non sempre perfetto
  • Alcune scelte non portano cambiamenti

Commento finale

Life is Strange 2 inizia bene, anzi, quasi perfettamente il suo viaggio. La trama riesce a commuovere già dai primi minuti, così come riesce perfettamente a far trasparire argomenti molto forti nonostante cerca di raccontare una storia per ragazzi adolescenti. Questo è anche grazie alle ottime tecniche di regia adottate, capaci di rendere perfettamente gli eventi presenti su schermo, oltre che a far immergere maggiormente il giocatore nel mondo di gioco. La colonna sonora, i personaggi e tutti i dettagli presenti non possono che far apprezzare maggiormente il lavoro sopraffino svolto dagli sviluppatori, capaci di riuscire a rendere il massimo già con un singolo episodio. Consigliato? Sì!
Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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