L’ultimo viaggio – Recensione

Featured Film Recensioni Cinema
6.5

Sufficiente

Il road movie tedesco, in uscita il 29 marzo 2018, ci accompagna in un sensazionale viaggio

Firmato da Nick Baker Monteys, “L’ultimo viaggio” è la storia di un percorso, introspettivo e fisico, di un vecchio e di sua nipote. Eduard, ultranovantenne, decide di partire per l’Ucraina quando sua moglie viene a mancare. La figlia, preoccupata per le sue condizioni, costringe la nipote Adele ad andare da lui e fargli cambiare idea. Il cocciuto Eduard trascina la nipote in un viaggio doloroso e imprudente nell’Ucraina del 2014, spaccata dalle incessanti guerre civili. Il vecchio è determinato a percorrere il suo tragitto, con un misterioso obiettivo nella mente. La ragazza, seppur inconscia del vero scopo del viaggio, accetta riluttante di accompagnare il nonno. Il viaggio diventa, così, una scusa per sviluppare un legame fino ad allora quasi inesistente. Nel loro itinerario, Eduard e Adele sono aiutati da un improbabile Cicerone: Lew, un russo vissuto in Ucraina, li assiste, tirandoli fuori dai guai che, inevitabilmente, i due incontreranno per la via.

Eduard decide di partire con una missione ben precisa, nota solo a lui. Durante il suo percorso, il vecchio ripercorre il suo passato, gli errori di gioventù, le occasioni perse, i rimpianti, ma anche le vittorie e i riconoscimenti. Parallelamente alle sue vicende personali, Eduard racconta della seconda guerra mondiale, offrendoci uno scorcio sull’oscuro capitolo della vicenda tedesco-sovietica. Grazie a questo suo ricordare, il vecchio affronta i suoi demoni, imparando – se non a distruggerli – quantomeno a conviverci.

Adele, giovane scapestrata e senza troppe aspettative, conduce una vita sregolata. Quando, poi, si trova a doversi prendere cura di suo nonno, la ragazza inizia a responsabilizzarsi. Impara a conoscere il suo vecchio, a stringere con lui un rapporto di complicità, a mettere da parte i suoi egoistici bisogni per fare spazio a quelli del nonno. Lentamente scioglie la sua rigidità, iniziando a fidarsi degli altri.

I protagonisti si trovano ad affrontare piccoli e grandi drammi, ognuno col suo bagaglio di infelicità e amarezza che nel frattempo inizia ad alleggerirsi. Forse non tutti, alla fine, riescono a trovare ogni pezzo mancante del loro puzzle, ma la figura che ne risulta sembra comunque soddisfarli. Il fine non è tanto ricomporre se stessi, quanto trovare il proprio incastro perfetto.

“L’ultimo viaggio” è un film on the road che si sviluppa su due paralleli binari, in un cammino intimo ed estrinseco. Ogni vagone è un pellegrino, rappresenta un mondo a sé stante, ma tutti sono implicitamente collegati tra loro. Ogni stazione del treno è una tappa inevitabile verso la conoscenza di se stessi e di un mondo imperfetto e martoriato, che riesce comunque a stupirci.

6.5

Sufficiente

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com