IT – Recensione

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8

Ottimo

A più di trent’anni di distanza dalla sua prima pubblicazione in formato cartaceo, arriva finalmente sul grande schermo l’attesissimo adattamento cinematografico di IT, considerato praticamente da tutti il capolavoro letterario di Stephen King. Sarà riuscito il giovane regista argentino Andrés Muschietti a dare nuova linfa vitale ad un romanzo che ha terrorizzato generazioni di lettori? Scopritelo nella nostra recensione.

Dopo il flop commerciale de La Torre Nera, praticamente stroncato da critica e pubblico, alla Warner Bros. serviva una pellicola che ripristinasse gli equilibri degli incassi e, soprattutto, fosse fedele il più possibile al materiale di partenza di King. IT venne trasformato in una miniserie televisiva andata in onda negli anni ’90 e, sebbene si distaccasse in varie parti dal romanzo e non fosse eccessivamente violenta, segnò un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo, soprattutto grazie alla celebre interpretazione di Tim Curry nei panni di Pennywise, ancora oggi fonte di incubi per milioni di persone. Tocca dunque ad Andrès Muschietti, regista de La Madre, l’onere di fare giustizia al romanzo dello scrittore statunitense e rappresentare le paure di nuove generazioni di spettatori.

IT – Capitolo Uno, come sarebbe più idoneo definirlo, racconta la storia di sette giovani emarginati di Derry, fittizia cittadina del Maine, che si autodefiniscono il Club dei Perdenti. Ognuno di loro è vittima di attacchi di bullismo e tutti hanno visto materializzarsi le proprie paure inconsce sotto forma di un antico predatore muta forma, che non possono fare altro che chiamare IT. Ad accomunarli è anche la paura dei clown ed è proprio il malvagio Pennywise, la cui presenza viene sempre sottolineata dall’iconico palloncino rosso, ad essere la forma prediletta dello spirito demoniaco. Leader “morale” del gruppo è il giovane Bill Denbrough, fratello maggiore dello scomparso Georgie, povera vittima sacrificale del clown, a seguito del vano tentativo di recuperare la sua barchetta di carta risucchiata in un tombino. Ma quella di Georgie è soltanto la prima di una lunga serie di omicidi commessi da Pennywise ed i ragazzi dovranno agire assieme se vorranno sopravvivere.

La vera anima di questo film è rappresentata proprio dal settetto di adolescenti che, diventando amici, riescono a combattere assieme le proprie paure ed affrontare una minaccia orribile che agisce indisturbata da secoli. I Perdenti trovano la forza restando uniti e le dinamiche del gruppo cambiano nel corso del film, dando a ciascuno di loro il suo momento. Si tratta di un percorso di crescita che, specialmente nei momenti di avversità, fa risalire in superficie umanità fiducia e amore. Il casting dei ragazzi è azzecatissimo e su tutti spicca l’interpretazione di Sophia Lillis nei panni di Beverly, unica presenza femminile del gruppo, valorizzata in maniera perfetta dal regista. A differenza del romanzo, il film è ambientato nel 1989 e sono evidenti le citazioni, visive e sonore, a prodotti di intrattenimento come I Goonies e la più recente serie cult di Netflix, Stranger Things, di cui l’attore Finn Wolfhard è presente nel cast del film.

Menzione d’onore per il ventisettenne Bill Skarsgård, che interpreta un Pennywise sadico, manipolatore e, soprattutto, terrificante, differenziandosi totalmente dalla versione più eccentrica di Tim Curry. La sua presenza è legata ad alcuni jumpscare che metteranno a dura prova la vostra senisbilità, riuscendo a catturare alla perfezione lo spirito dell’entità demoniaca. Avvalendosi di un rating vietato ai minori, IT non si fa problemi a mostrare situazioni violente e crude, che nella miniserie venivano soltanto accennate. Dulcis in fundo, la colonna sonora composta da Benjamin Walfisch, che richiama le sinfonie dei film di avventura degli anni ’80, ma al tempo stesso esprime un qualcosa di unico. Le nostre paure, dunque, sono finalmente tornate a galleggiare.

Commento finale

Il talentuoso Andrès Muschietti è riuscito a confezionare un prodotto terrificante, ma al tempo stesso emozionante. Non è un semplice film horror, bensì una storia di amicizia, amore e crescita, che conduce lo spettatore in un rollercoaster di emozioni dal primo all'ultimo minuto. Il best seller di Stephen King ha finalmente avuto la giustizia che meritava e non possiamo che attendere impazienti l'uscita del secondo capitolo cinematografico, prevista per il 2019.
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