Immortal Redneck – Recensione

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8

Ottimo

Quando leggo la parola redneck nel titolo di un gioco, mi aspetto qualcosa di demenziale. I redneck sono i contadinotti tontoloni che vivono nel Sud degli USA, che vanno a caccia nelle paludi armati di schioppo e non sono certo noti per la loro intelligenza. Quando mi è stato affidato questo gioco mi aspettavo quindi un titolo che mi avrebbe divertito, ma non pensavo che mi avrebbe catturato tanto!

Nei panni del suddetto “collorosso” in visita In Egitto, mentre con una dune buggy rincorro un coniglietto tra le dune, mi accade un brutto incidente nel quale muoio. Ma grazie ai poteri della reincarnazione e della mummificazione, ritorno in vita, confinato però in una zona desertica. L’unica cosa che posso fare, armato di pistola, fucile a pompa e dinamite, è quella di entrare in una delle tre piramidi presenti (le altre due sono sigillate) e iniziare ad affrontare i vari avversari che le popolano, fino ad arrivare alla cima. Così inizia Immortal Redneck. La struttura del gioco è quella classica dei rogue-like. Le nostre possibilità di sopravvivere alle insidie delle piramidi sono molto basse inizialmente, ma raccogliendo monete d’oro all’interno, dopo ogni morte e successiva resurrezione, potremo spenderle per aumentare le nostre caratteristiche e sbloccare miglioramenti.

Il gioco è bastato su una successiva evoluzione del nostro personaggio, che potrà reincarnarsi anche nelle iconiche divinità egiziane, ognuna delle quali dotata di particolari poteri attivi e passivi. Ma la cosa bella di Immortal Redneck è che ogni nuova opzione richiede tempo e pazienza. Infatti le varie abilità, le divinità egizie, miglioramenti alla salute e altre amenità che non vi voglio svelare per non rovinarvi il piacere di scoprirle da soli, si ottengono attraverso un albero (nel senso letterale della parola) dove potremo investire le monete raccolte durante ogni singola partita. Tutto il denaro che non è stato speso ci verrà richiesto come obolo per rientrare nella piramide e iniziare una nuova partita.

Ogni partita, giocando sui livelli procedurali, è diversa dall’altra e la varietà delle stanze generate è abbastanza ampia da non rendere il gioco pesantemente ripetitivo. E’ anche vero che dopo quattro/cinque ore di gioco impariamo a conoscre a menadito ogni singola stanza, ma la cosa interessante è che non è detto che gli avversari che incontreremo all’interno siano sempre gli stessi, per cui dovremo essere noi ad adattare la nostra strategia a seconda di quello che Immortal Redneck ci propone.

L’azione è frenetica e riporta alla mente un grande classico degli FPS, ovvero Serious Sam, sia per l’ambientazione che per la velocità e il divertimento e l’ironia che pervadono tutto il gioco. Le frasi che pronuncia il nostro alter-ego sono spassose, ottimo compendio a tutta la struttura del gioco.

Ogni stanza va liberata dagli avversari per poter procedere oltre. Uccidendoli otterremo sia monete che “scrolls”, ovvero delle pergamene che possono contenere dei bonus., ma anche dei malus. Ogni pergamena infatti è una scommessa, raccoglierla significa accettare implicitamente quello che contiene. Se avremo fortuna potremo avere dei potenziamenti e dei miglioramenti, ma contestualmente potrebbe affibbiare al nostro personaggio delle caratteristiche negative, come ad esempio una mira peggiore, il dimezzamento dei punti ferita e altri elementi punitivi. Anche questo elemento è interessante, perché difficilmente nei giochi convenzionali ci sono degli elementi sottrattivi, di solito vengono solo raccolti bonus positivi. L’alea che hanno voluto inserire i programmatori aumenta il livello di sfida e ci mette a confronto diretto con le asperità di Immortal Redneck.

Esplorando ogni piano della piramide troveremo una scala che ci porta al livello successivo. Entrati saremo avvertiti che se aumentano le ricompense, di converso aumenta anche la bastardaggine degli avversari. Essendo una struttura piramidale, salendo verso il vertice il numero dell stanze si riduce, fintanto che nona arriveremo alla stanza finale. Una volta completata la prima piramide, si aprirà la possibilità di esplorare la seconda, poi la terza e poi…lascio a voi il piacere di scoprire cosa ci sia alla fine!

Graficamente è quello che si può definire un piccolo gioiello produttivo, in quanto ogni livello è costruito alla perfezione, con molti dettagli. L’architettura delle stanze è bene realizzata, con un’ampia possibilità di esplorazione anche in verticale. Da molta soddisfazione scalare piccoli appigli per arrivare a scoprire un tesoro nascosto oppure andare a scovare l’ultimo nemico rimasto. Ci sono anche un sacco di pericoli ambientali, come trappole nascoste o laghi e fiumi di lava, che metteranno ancor più alla prova la nostra perizia nell’esplorare ogni stanza. Ci sono poi anche stanze che non contengono nemici, ma sfide. Quando entriamo ci viene annunciata la sfida che ci attenderà. Sono essenzialmente di due tipi: raggiungere un forziere in un tempo limite oppure raggiungerlo senza subire danni. Se si fallisce la sfida o si esce dalla stanza senza aver raggiunto il forziere, esso sparirà per sempre. I forzieri, che appaiono anche in altre stanze, possono contenere oltre che monete d’oro, anche armi e progetti per creare dei medaglioni che daranno effetti benefici permanenti al nostro personaggio una volta indossati. I medaglioni si sbloccano portando i progetti al mercante all’esterno delle piramidi. Lo stesso mercante offre altri servigi, ma che non vi svelo perché si sbloccano in una fase avanzata della progressione del gioco.

I nemici sono di vario tipo, tutti con le loro caratteristiche e le loro modalità di attacco, ben realizzati e con una IA non proprio eccelsa, ma che è funzionale a questo tipo di gioco. In pratica sono dei kamikaze che si getteranno a spron battuto verso di ni cercando di eliminarci nel modo più brutale possibile. Come dicevo, più si prosegue nella scalata alla piramide, più diventeranno coriacei, quindi dovremo sapere quali armi sono più efficaci per eliminarli velocemente. Il nostro inventario bellico è abbastanza variegato e cambia a seconda di quale divinità decidiamo di impersonare per affrontare ogni singola partita. Comunque durante ogni esplorazione avremo la possibilità di trovare armi diverse, ma il numero di slot per le armi è limitato, per cui per raccogliere una nuova arma dovremo sacrificarne un’altra.

Pro

  • Veloce
  • Ironico
  • Vario
  • Divertente e appassionante

Contro

  • la IA dei nemici è molto limitata

Commento finale

Immortal Redneck si è rilevato una piacevole sorpresa. Di solito i rogue-like dopo qualche ora di gioco diventano monotoni e ripetitivi, perché nonostante ormai implementino tutti lo standard dei livelli procedurali, la varietà è sempre limitata. Mentre nel caso di Immortal Redneck il livello di sfida è compensato da una evoluzione del nostro personaggio che mi ha portato a infognarmi in un numero incredibile di partite per poter sbloccare elementi non disponibili all'inizio del gioco. Se uniamo a questo elemento anche la frenetica e divertente azione di gioco, una grafica di ottima fattura e una dissacrante ironia che pervade tutto il gioco, non posso far altro che consigliarlo. Lo consiglio soprattutto a coloro che amano gli FPS veloci, che puntano sia sull'esplorazione ma anche e soprattutto sulla carneficina. La longevità di Immortal Redneck è garantita da una gran varietà di sblocchi successivi e da un numero elevato di stanze che non rischiano di farlo diventare ripetitivo.
8

Ottimo

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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