I, Tonya – Recensione

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7.5

Buono

Un racconto toccante. Definito. Violento. E profondo. I, Tonya è un chiaroscuro di emozioni, pezzi di un puzzle che compone fragili vite, esistenze vere, impresse su pellicola – pardon, in digitale. Margot Robbie qui produce e recita. Si concede anima e corpo alla macchina e si / ci regala un ruolo di spessore. Ecco il Cinema che torna, dirompente, a farti sussultare, a farti emozionare, in un flusso inarrestabile di coscienza e verità.

I, Tonya è un film struggente, ironico, tagliente, brillante. Una bomba ad orologeria pronta ad esplodervi in pieno petto. Bobby Cannavale, Julianne Nicholson e Margot Robbie formano un top trio su cui si basa una solida sceneggiatura che ripercorre la vita vera di Tonya Harding (Margot Robbie), protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi nella storia degli Stati Uniti. Prima atleta americana a distinguersi durante i campionati nazionali statunitensi del 1991, per l’esecuzione perfetta di un triplo axel, la parabola discendente della sua carriera comincia appena un anno dopo, quando si piazza in quarta posizione ai Giochi olimpici di Albertville. Conosciuta per il temperamento focoso, che plasma anche lo stile energico e scattante, la Harding finisce sulle pagine dei quotidiani come responsabile dell’aggressione della rivale Nancy Kerrigan (Caitlin Carver). Colpita alle gambe da uno sconosciuto dopo gli allenamenti, la Kerrigan è costretta a ritirarsi dai campionati nazionali. L’incidente pilotato dall’ex marito di Tonya, Jeff Gillooly (Sebastian Stan), consacra la protagonista come una delle figure più controverse e competitive dello sport americano. Semplicemente fantastica la Robbie che dimostra, come se ce ne fosse bisogno, tutte le sue qualità che vanno ben oltre l’aspetto fisico.

Ironico e sarcastico al punto giusto, spesso e volentieri ti serra la gola: esso offre molteplici spunti di riflessione ed una visione così limpidamente drammatica della natura unans da mettere i brividi. Biopic? Qui si sfiora il documentario! I, Tonya è un film da vedere e rivedere: ad ogni visione un particolare, un’espressione si aggiunge all’enorme e prorompente quadro dipinto su più strati. Che, pennellata dopo pennellata, strato dopo strato, si rivela essere un piccolo grande capolavoro.

 

7.5

Buono

Stefano Labbia
Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale d'Italia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore”, nel 2016 per Casa Editrice Leonida cui è seguita la sua seconda silloge poetica dal titolo "I Giardini Incantati" (Talos Edizioni), l'anno successivo. Il suo romanzo "Piccole Vite Infelici" (Elison Publishing) ha vinto il Premio Elison 2017 - miglior romanzo inedito. Nel 2018 uscirà una raccolta di racconti, "Bingo Bongo & altre storie" (Il Faggio Edizioni), "Vivo!" (PubMe - Collana "Il Piacere di Scrivere") e per LFA Publisher, la sua prima graphic novel da autore e sceneggiatore dal titolo "Killer Loop'S".

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