Horizon Zero Dawn – The Frozen Wilds – Recensione

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8.5

Ottimo

Non si può negare che Horizon Zero Dawn sia stato uno dei titoli più significativi dell’anno. La produzione dei Guerrilla Games, al loro esordio con il difficile genere dell’open world, ha saputo conquistare pubblico e critica grazie al suo gameplay soddisfacente, il suo immaginario potente ed evocativo e non ultima una cosmesi grafica in grado di esaltare ogni aspetto del suo affascinante mondo di gioco. Era quindi ovvio che l’annuncio di un dlc che andava ad espandere il mondo di gioco sia stato accolto con entusiasmo da parte dei fan ed atteso con ansia. Dopo aver passato circa 15 ore tra le distese innevate della nuova area, posso dire che l’attesa è stata ripagata.

Cercando di svelarvi il meno possibile sulla sua trama, il dlc si inserisce in modo molto naturale all’interno del gioco attraverso la presenza di alcuni npc che ci indirizzeranno verso Lo Squarcio, la zona innevata a nord est della mappa. Questa terra inospitale è abitata da diversi gruppi di Ban-Ur, tribù nordica caratterizzata dal particolare rapporto che intercorre tra loro e le macchine, entrambi alle prese con l’ambiente particolarmente ostile che li circonda. L’ambiente ed il rapporto con esso assume quindi un ruolo centrale sia nella storia che nel gameplay. Le bianche distese si riveleranno un terreno di caccia ricco di nuovi pericoli grazie ad un livello di sfida sensibilmente più alto rispetto al gioco base. In primis per via della morfologia della zona, che attraverso un sapiente uso di rilievi e crepacci crea numerose situazioni dove riuscire ad avere una linea di tiro libera è particolarmente ostico. La vegetazione è circoscritta alle zone più a valle, diminuendo sensibilmente le possibilità di Aloy di nascondersi con efficacia dai possenti predatori meccanici della zona.

Le condizioni atmosferiche rappresentano un ulteriore fonte di difficoltà, con le potenti bufere in grado di ridurre drasticamente la visibilità, aumentando drasticamente i rischi specie se contro macchine in grado nascondere in modo efficace la loro presenza. Incontrare un gruppo di Inseguitori durante una bufera notturna può mettere alla prova anche il più abile dei cacciatori. Alle macchine già note, che per l’occasione hanno subito diversi upgrade che le rendono decisamente più pericolose, se ne affiancano di nuove ed altrettanto letali. Il terribile Mastino, il vostro primo incontro che la nuova fauna della zona, renderà chiaro fin da subito che per sopravvivere avrete bisogno di ogni strumento a vostra disposizione. Fortunatamente l’arsenale di Aloy vedrà alcune aggiunte sia nella forma di versioni potenziate dei 3 archi principali, che con i loro danni extra si riveleranno un aiuto senza pari contro le macchine più coriacee, sia in 3 nuove armi pensate appositamente per sfruttare le debolezze elementali dei nemici. Anche la lancia, forse l’elemento meno incisivo dell’arsenale, diventerà inoltre potenziabile permettendoci un ulteriore livello di pianificazione tattica. Il team suggerisce di intraprendere il viaggio verso il nord non prima di aver raggiunto il livello 30, ma non mi vergogno a dire che le sfide rappresentate dalle nuove macchine hanno messo a dura prova la mia Aloy di livello 49.

Quest’aumento di difficoltà però appare completamente in linea con la storia e sopratutto con l’ambiente circostante. I Ban-Ur sono un popolo abituato a lottare con un clima ostile, definiti dalla loro capacità di sopravvivere nonostante la scarsità di risorse e la minaccia rappresentata dalle macchine e dalle altre tribù. Aloy dovrà dimostrare di essere all’altezza della loro fiducia, una conquista che passa attraverso difficile sfide che tratteggiano sapientemente i particolari costumi tribali di questa affascinante popolazione. La nuova zona risulta della giusta estensione e con una buona distribuzione dei suoi contenuti, in grado di garantire dalle 10 alle 18 ore di gioco in base a quanto a fondo deciderete di esplorarne i gelidi picchi. L’unica nota negativa è rappresentata dalla natura di questo dlc che si “limita” ad aggiungere contenuti senza portare novità nel suo gameplay degne di note. C’è comunque da considerare che il team aveva trovato un ottimo equilibrio tra le varie meccaniche del gioco e che la qualità dei contenuti aggiunti riesce ad evitare la sensazione di “more of the same”.

Dal punto di vista tecnico questo dlc mantiene l’altissimo livello del titolo, sfruttando le differenze climatiche per offrire viste particolarmente suggestive. Nonostante Horizon non fosse nuovo a zone innevate, lo Squarcio affascina con i suoi scorci gelidi ed inospitali, i suoi picchi spazzati dalle potenti bufere. Al design ambientale si unisce quello delle nuove macchine che riescono ancora una volta a reinterpretare forme animali familiari con particolare maestria, siano esse le imponenti masse muscolari meccaniche del Gelartiglio o le forme più affusolate del Mastino. La modellazione dei personaggi umani invece appare lievemente altalenante alternando npc ben caratterizzati a modelli meno ispirati. Fortunatamente il dlc fa molto meno affidamento su avversari umani, che anche dal punto di vista della IA non hanno mai particolarmente brillato. Il lato audio offre un accompagnamento sonoro poco intrusivo, che sottolinea discretamente ma con efficacia i momenti chiave della trama e che fa da giusto sottofondo durante la caccia senza però diventare una distrazione. Il doppiaggio si rivela all’altezza e ben interpretato, lavorando in concerto con un comparto di animazioni facciali che appaiono migliorate rispetto al titolo base.

La copia review è stata fornita gratuitamente da Sony Interactive Entertainment Europe.

Pro

  • Livello di sfida appagante
  • Ambienti molto suggestivi

Contro

  • Poco innovativo nel gameplay
  • Modelli dei npc altalenanti

Commento finale

Tirando le somme The Frozen Wilds è senza dubbio un ottimo DLC, che aggiunge contenuti di indubbia qualità ad un titolo già di per se eccellente. Le nuove sfide sapranno mettere alla prova anche i giocatori più smaliziati, mentre si faranno strada attraverso le lande gelide dei Ban-Ur. L’unico neo della produzione è rappresentato dalla scarsa carica innovativa del dlc, ma la sua qualità riesce a supplire ampiamente a questo problema, rendendolo un prodotto consigliatissimo a tutti coloro che hanno apprezzato il gioco base.
8.5

Ottimo

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall’insolito.
Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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